Ciobănesc Românesc Corb
Uno sguardo sulla razza e tutte le caratteristiche
Il Ciobănesc Românesc Corb in breve
Il Ciobănesc Românesc Corb, il pastore rumeno corvino, è il guardiano di greggi dei Carpazi Meridionali: dai 70 agli 80 cm i maschi e dai 65 ai 75 le femmine, con un mantello nero corvino per oltre l’80 per cento del corpo e il pelo lungo 7-10 cm con criniera. Il carattere, testuale: equilibrato, calmo, con un istinto protettivo ben sviluppato, obbediente e attaccato ai suoi proprietari. Il suo standard FCI è del 2024.
Che cane è il Ciobănesc Românesc Corb

È un cane da pastore e da guardia per pecore e bovini, e lo standard è esplicito su cosa deve fare: essere capace di combattere contro i predatori: orsi, lupi.
Lo riconoscete dal nero corvino, che nella categoria dei guardiani è una rarità, dalla criniera sul collo e dalla testa portata, dice lo standard, con orgoglio.
Cosa chiede: uno spazio recintato serio, un’ora al giorno di passeggiate, due spazzolate a settimana e, d’estate, ombra vera.
Cosa lo rende speciale: il suo standard è del 2024, ed è uno dei più recenti dell’intera nomenclatura FCI. Ma il cane, dice il testo, è conosciuto da generazioni.
Da sapere: in Italia non risulta nessuna nascita registrata, e il suo abbaio può essere sentito a grande distanza.
Storia ed origine del Ciobănesc Românesc Corb

Il cenno storico usa un’espressione precisa: è una razza naturale che si è formata nell’area dei Carpazi Meridionali e nelle regioni subcarpaziane, e cita le province: Dâmbovița, Argeș, Prahova e Brașov. Razza naturale significa che nessuno l’ha progettata: si è formata da sé, per selezione pratica.
Il nome viene dal colore, ed è un soprannome popolare diventato ufficiale: questo cane è conosciuto da generazioni e chiamato Corvo per il suo mantello prevalentemente nero. In rumeno corb vuol dire proprio corvo.
Lo standard aggiunge una precisazione rassicurante: sebbene il suo habitat sia relativamente limitato, grazie alle sue qualità la popolazione esistente è numerosa. Una razza locale, ma non a rischio.
Il riconoscimento internazionale è recentissimo: lo standard FCI porta la data del 17 settembre 2024, ed è uno dei testi più nuovi dell’intera nomenclatura. Già nel 2019, però, la posta rumena aveva dedicato un francobollo a questa razza. In Italia non risulta nessuna nascita registrata.
Carattere e descrizione del Ciobănesc Românesc Corb

È un guardiano di greggi rumeno di taglia gigante: dai 70 agli 80 cm i maschi e dai 65 ai 75 le femmine, con un peso che lo standard non indica ma che dev’essere in proporzione all’altezza. Lo standard contiene anche una misura assoluta rarissima: la larghezza del cranio, 16-18 cm nei maschi.
Il colore è il nome della razza: sempre nero corvino o nero che copre più dell’80 per cento del corpo, con il bianco ammesso solo sul petto e sugli arti anteriori entro limiti precisi. E c’è una regola di giudizio che quasi nessuno standard si permette: fra due cani della stessa qualità, sarà preferito quello più nero.
Il carattere comincia in modo rassicurante e finisce ricordando dove vive questo cane: equilibrato, calmo, con un istinto protettivo ben sviluppato, obbediente e attaccato ai suoi proprietari. È diffidente verso gli estranei. Ottimo guardiano del bestiame, coraggioso e capace di combattere contro i predatori (orsi, lupi).
Nella pagina trovi anche il capitolo sul mantello da 7-10 centimetri con la criniera, il confronto con le altre razze da pastore rumene e la riga che chi ha vicini deve leggere due volte: il suo abbaio è forte, profondo e può essere sentito a grande distanza.
Addestramento ed educazione del Ciobănesc Românesc Corb

Lo standard usa una parola che nei guardiani di greggi si legge di rado: obbediente. Non cambia la sostanza (resta un cane che decide da solo) ma cambia il punto di partenza, e va sfruttata con il rinforzo positivo.
Le priorità dei primi mesi sono cinque: la socializzazione, per incanalare la diffidenza che lo standard dichiara; il guinzaglio, perché a quattro mesi pesa venticinque chili e da adulto settanta; il maneggiamento; una crescita lenta fino ai diciotto mesi; e la gestione della voce, visto che il suo abbaio si sente a grande distanza.
Se hai bestiame, l’inserimento si fa da cucciolo, meglio accanto a un adulto che già lavora. Se non ce l’hai, valgono le regole di ogni guardiano: recinzione vera, un metodo fisso per le visite e una procedura per il cancello.
Sul movimento basta un’ora al giorno più ricerca olfattiva e attivazione mentale: lo standard descrive un’andatura che dà l’impressione di una potenza senza sforzo, non un atleta. E c’è un’attenzione che riguarda solo questa razza: un cane nero con dieci centimetri di pelo, d’estate in Italia, ha bisogno di ombra vera.
Allevamento del Ciobănesc Românesc Corb

In Italia questa razza è del tutto sconosciuta: non risulta nessuna nascita registrata e non c’è nessun allevamento con affisso. È normale, per una razza il cui standard internazionale è del 2024.
La strada è la Romania, e in particolare le province di origine: Dâmbovița, Argeș, Prahova e Brașov, dove lo standard stesso dice che la popolazione esistente è numerosa. Un cucciolo costa indicativamente fra i 600 e i 1.200 euro.
Va messo in conto che il mercato funziona in modo diverso dal nostro: molti cuccioli nascono da cani in mano ai pastori, non in allevamenti organizzati. È un vantaggio se cerchi un cane da lavoro vero, una complicazione se cerchi documenti e controlli sanitari.
Le domande da fare sono le lastre di anche e gomiti, il piano di crescita, il coefficiente di consanguineità su una popolazione appena entrata nei registri e la possibilità di vedere i genitori, perché sia i soggetti aggressivi sia quelli eccessivamente timidi sono motivo di squalifica.


