Cane da Pastore di Ciarplanina
Uno sguardo sulla razza e tutte le caratteristiche
Il Cane da Pastore di Ciarplanina in breve
Il Cane da Pastore di Ciarplanina, lo Šarplaninac, è il guardiano di greggi delle montagne fra Serbia e Macedonia: 62 cm di media i maschi e 58 le femmine, per 35-45 e 30-40 kg. Ha un mantello lungo 10-12 cm al garrese e un solo colore per cane, meglio se grigio ferro. Il carattere, testuale: affidabile, protettivo ma non irritabile, incorruttibile e devoto al suo padrone.
Che cane è il Cane da Pastore di Ciarplanina

È un guardiano di greggi: non sposta le pecore, ci vive dentro. Lo standard lo dice senza giri di parole, era il guardiano e protettore di mandrie di bestiame contro gli animali predatori.
Lo riconoscete dalla mole compatta, dalla criniera sul collo, dal pelo corto su testa e orecchie in contrasto con quello lungo del corpo, e da quel mantello monocolore che sfuma verso le estremità.
Cosa chiede: uno spazio recintato, un’ora al giorno di passeggiate, due spazzolate a settimana e soprattutto un compito. Un gregge, una proprietà, qualcosa da tenere d’occhio.
Cosa lo rende speciale: fino al 16 marzo 1968 era la stessa razza del Pastore del Carso, e si chiamavano entrambi Cane da Pastore dell’Illiria.
Da sapere: in Italia sta sparendo. Dai 52 cuccioli del 2019 si è scesi a uno solo nel 2024, con tre allevamenti rimasti.
Storia ed origine del Cane da Pastore di Ciarplanina

Lo standard apre così: è stato allevato fin da tempi immemorabili nelle regioni montane del sud-est della Yugoslavia. La razza prese il nome dalla catena di montagne Sharplanina, lo Šar, il massiccio che oggi divide la Macedonia del Nord dal Kosovo. Il suo lavoro era uno solo: guardiano e protettore di mandrie contro gli animali predatori. Non conduzione: guardia.
Sulle origini più antiche il testo è prudente: l’origine della razza rimane controversa. Sembra che sia arrivata in Europa dall’Asia durante le migrazioni di massa preistoriche. E aggiunge una frase che è una fotografia della razza oggi: il tipo originale si è conservato esclusivamente dove c’è ancora un gregge da guardare.
Poi ci sono le tre date. Il 2 giugno 1939 la FCI riconosce la razza a Stoccolma col nome di Illirski Ovcar, Cane da Pastore dell’Illiria, e sotto quel nome ci sono due cani. Nel 1957 diventa Cane da Pastore Yugoslavo di Sharplanina. E il 16 marzo 1968 arriva la separazione dal Pastore del Carso: da quel giorno, dice lo standard sloveno, le due razze sono state del tutto indipendenti.
Fuori dai pascoli il Ciarplanina ha avuto una seconda vita come cane di servizio nell’esercito jugoslavo. In Italia oggi sta scomparendo: da 52 cuccioli nel 2019 a uno solo nel 2024, con tre allevamenti rimasti.
Carattere e descrizione del Cane da Pastore di Ciarplanina

È un guardiano di greggi di taglia grande: 62 cm di media i maschi e 58 le femmine, per 35-45 e 30-40 kg. Lo standard fissa anche un limite netto: i maschi sotto i 56 cm e le femmine sotto i 54 non sono idonei alla riproduzione. E chiede un torace il cui perimetro superi l’altezza al garrese di almeno il 20 per cento.
Il mantello è la sua attrezzatura: corto su testa, orecchie e davanti agli arti, lungo e ruvido sul resto, con una frangia marcata sulla nuca che, dice lo standard, aumenta l’ampiezza e la profondità del collo. Al garrese deve misurare 10-12 cm, e sotto i 7 è squalifica. Sul colore la regola è una: il Ciarplanina è un cane monocolore, dal bianco al marrone quasi nero, con il grigio ferro come sfumatura preferita e le pezzature vietate.
Il carattere sta in una riga sola: carattere equilibrato, buon temperamento, affidabile, protettivo ma non irritabile, incorruttibile e devoto al suo padrone. Incorruttibile è la parola che lo definisce: non lo si compra con un bocconcino.
Nella pagina trovi anche perché fino al 1968 era la stessa razza del Pastore del Carso, quanto vive e il capitolo onesto su chi non dovrebbe prenderlo.
Addestramento ed educazione del Cane da Pastore di Ciarplanina

Il punto di partenza è la parola più bella del suo standard: incorruttibile. È un cane che non si compra, non si intimidisce e non si convince. Il metodo è il rinforzo positivo, perché con un cane dallo sguardo sereno ma penetrante che non mostra mai paura la durezza è solo inefficace.
Le priorità dei primi mesi sono quattro: la socializzazione, con un obiettivo onesto (non socievole, ma gestibile); il maneggiamento, perché dovrà farsi spazzolare per dodici anni e si insegna quando pesa otto chili; il guinzaglio, finché pesa meno di te; e una crescita lenta fino ai diciotto mesi.
Se hai bestiame, il percorso è un altro e va fatto da cucciolo: il cane cresce con gli animali e li considera suoi, meglio se accanto a un adulto che già lavora. Metterlo con il gregge a due anni, dopo una vita da cane di casa, non funziona. Se il gregge non c’è, valgono le regole di ogni guardiano: recinzione vera, un metodo per le visite e la consapevolezza che di notte lavora e abbaia.
Sul movimento serve un’ora al giorno di passeggiate, più ricerca olfattiva e attivazione mentale: non è un cane da agility. E la spazzola è un appuntamento fisso due volte a settimana, quotidiano nelle mute.
Allevamento del Cane da Pastore di Ciarplanina

In Italia il Ciarplanina si trova, ma i numeri stanno crollando: dai 52 cuccioli del 2019 ai 7 del 2023 e a uno solo nel 2024, per un totale di 292 in dieci anni. Gli allevamenti con affisso rimasti sono tre: due in Emilia Romagna, a Ferrara e a Reggio Emilia, e uno in Sicilia, a Messina.
Un cucciolo con pedigree costa indicativamente fra gli 800 e i 1.300 euro. L’alternativa è l’estero: in Serbia, Macedonia del Nord e Ungheria la razza è comune e ci sono linee da lavoro vere.
La domanda specifica da fare in questa razza riguarda la linea: il cucciolo viene da cani che lavorano con il bestiame o da linee da esposizione e da guardia? Sono due cani diversi da gestire, e un allevatore serio lo dice senza problemi.
Poi valgono i controlli di ogni razza grande: le lastre di anche e gomiti, una crescita programmata e la possibilità di vedere i genitori, perché sia i soggetti aggressivi sia quelli eccessivamente timidi sono motivo di squalifica. E un occhio al pelo degli adulti: sotto i sette centimetri al garrese, lo standard squalifica.


