Carattere e descrizione del Cane da Pastore di Ciarplanina
Taglia, il pelo da dodici centimetri, i colori e il temperamento
Il Cane da Pastore di Ciarplanina ha uno standard del 1970, con quel linguaggio diretto che i testi vecchi si permettono ancora: carattere equilibrato, buon temperamento, affidabile, protettivo ma non irritabile; incorruttibile e devoto al suo padrone.
In questa pagina: quanto è grande, il mantello da dieci-dodici centimetri, la regola del monocolore, il carattere e a chi è adatto.
Sommario
Il Cane da Pastore di Ciarplanina in breve
Il Cane da Pastore di Ciarplanina, lo Šarplaninac, è il guardiano di greggi delle montagne fra Serbia e Macedonia: 62 cm di media i maschi e 58 le femmine, per 35-45 e 30-40 kg. Ha un mantello lungo 10-12 cm al garrese e un solo colore per cane, con il grigio ferro come sfumatura preferita. Il carattere, testuale: affidabile, protettivo ma non irritabile, incorruttibile e devoto al suo padrone.
Quanto è grande un Cane da Pastore di Ciarplanina

L’altezza media è di 62 cm nei maschi e 58 nelle femmine, con pesi fra i 35 e i 45 kg e fra i 30 e i 40. Lo standard usa una formula tutta sua per il limite minimo.
Testuale: i maschi sotto i 56 cm e le femmine sotto i 54 cm non sono idonei alla riproduzione. Non è un difetto da penalizzare in ring: è un’esclusione dall’allevamento.
L’aspetto generale lo descrive come robusto, ben proporzionato con forte ossatura, di una taglia che è ben al di sopra della media, con un mantello fitto e lungo che enfatizza l’aspetto compatto.
Rispetto agli altri grandi guardiani è più contenuto: il Pastore del Caucaso parte da cinquanta chili, questo si ferma a quarantacinque. È un cane grande che resta agile.
Il corpo è leggermente più lungo che alto, con un rapporto di circa 8:10 nei maschi e 10:12 nelle femmine: le femmine sono più lunghe.
La testa ha una misura assoluta, cosa rara in uno standard: circa 25 centimetri, che corrisponde a circa il 40 per cento dell’altezza al garrese.
E c’è un altro numero che dice molto su questo cane: il perimetro toracico deve superare l’altezza al garrese almeno del 20 per cento. Un torace così profondo è il motore di un cane che lavora in quota.
Sull’andatura lo standard è onesto in un modo che fa sorridere: al galoppo il cane sembra un po’ goffo, ma i salti sono lunghi e ricoprono molto terreno.
Il pelo del Cane da Pastore di Ciarplanina

Il mantello non è uniforme: la testa, le orecchie e la parte anteriore degli arti sono ricoperti di pelo corto, mentre sul resto del cane il pelo è lungo, quasi piatto e piuttosto ruvido.
La misura di riferimento è al garrese, e lo standard è preciso: il pelo dovrebbe misurare fra i 10 e i 12 centimetri, e non dovrebbe essere più corto di 7.
Sotto i sette centimetri non è un difetto da penalizzare: è un difetto da squalifica. In un guardiano che dorme fuori tutto l’anno, il pelo è l’attrezzatura.
Il dettaglio più caratteristico è sul collo: il pelo forma una frangia marcata alla congiunzione della testa e del collo, e lo standard spiega perché conta: questa particolarità aumenta l’ampiezza e la profondità di questa parte del corpo.
È la criniera che, vista di fronte, fa sembrare questo cane più grosso di quanto sia. Su un guardiano che deve scoraggiare un lupo, non è un dettaglio estetico.
Sotto il pelo di copertura c’è un sottopelo abbondante, corto, fitto e di tessitura fine: quello che tiene fuori il freddo e l’acqua.
La coda è lunga, arriva almeno al garretto, ha le frange sotto ed è portata a sciabola. Quando il cane è eccitato può salire sopra la linea del dorso, ma una coda portata di lato è un difetto grave.
Sulla manutenzione: due spazzolate a settimana tutto l’anno, quotidiane nelle mute. E niente tosature: quel mantello protegge dal sole quanto dal freddo.
I colori: un cane, un colore

La regola sta in cinque parole: il Ciarplanina è un cane monocolore. Poi arriva la parte larga: sono accettati tutti i colori, dal bianco al marrone scuro che sembra quasi nero.
Tutti i colori, quindi, ma uno per cane. Le pezzature e le macchie bianche estese sono un difetto da squalifica, e lo stesso vale per le tigrature.
Piccole macchie bianche al petto e sulle dita sono tollerate nei cani ben pigmentati, ma lo standard le definisce non desiderabili.
La sfumatura che i giudici preferiscono è dichiarata: un grigio-verdastro (grigio ferro) ed il grigio scuro. È il colore che si vede più spesso nelle esposizioni.
Ma monocolore non vuol dire piatto, e qui lo standard descrive una cosa bellissima: la parte superiore della testa, il collo ed il corpo sono di una tonalità più scura che sfuma in un bianco sporco o in un grigio giallastro verso le estremità.
E aggiunge la condizione: il passaggio deve essere molto graduale e non dare mai l’impressione che ci siano delle macchie. Il cane deve sembrare sfumato, non pezzato.
Il tartufo è ampio e nero, e tutte le mucose visibili devono essere nere o fortemente pigmentate: una depigmentazione evidente squalifica.
Sugli occhi lo standard usa una formula da riportare per intero: a mandorla, marrone scuro o chiaro, con sguardo sereno ma penetrante che non mostra mai paura.
Il carattere del Cane da Pastore di Ciarplanina

Il carattere è dentro il paragrafo dell’aspetto generale, come si usava negli standard vecchi, ed è una riga sola: carattere equilibrato, buon temperamento, affidabile, protettivo ma non irritabile, incorruttibile e devoto al suo padrone.
Protettivo ma non irritabile è la formula che definisce un buon guardiano di greggi. Non è un cane che reagisce a tutto: è un cane che valuta, e interviene quando serve.
Un Ciarplanina che abbaia a ogni foglia non è un buon Ciarplanina. Un Ciarplanina che si alza in silenzio e si mette in mezzo, sì.
Incorruttibile è la parola più bella dello standard, e nel mondo dei guardiani ha un significato pratico: non lo compri con un bocconcino. Chi arriva con intenzioni sbagliate non se ne fa un amico.
Con la famiglia è un cane calmo, presente e sorprendentemente dolce. È il tipico guardiano che in casa dorme e fuori lavora.
Con gli estranei è riservato. Non aggressivo di principio, ma non amichevole: prende tempo, osserva e decide da solo se una persona è a posto.
Con il bestiame è nel suo elemento: è per questo che esiste. Con i cani estranei, e soprattutto fra maschi, può essere problematico.
L’aspetto da mettere in conto è l’indipendenza. È stato selezionato per stare in montagna con le pecore, giorni interi, senza nessuno: non aspetta ordini e non chiede conferme.
Chi vuole un cane che esegua al primo comando sta guardando la razza sbagliata. Chi vuole un cane che si assuma delle responsabilità, ha trovato quella giusta.
Va detto anche il resto: come tutti i guardiani lavora di notte e usa la voce. Chi ha vicini a poca distanza deve saperlo prima.
Ciarplanina e Pastore del Carso: la stessa razza fino al 1968

La storia più interessante di questa razza riguarda il suo parente sloveno. Fino al 16 marzo 1968 il Ciarplanina e il Pastore del Carso erano la stessa razza, con lo stesso nome.
Il nome era Illirski Ovcar, Cane da Pastore dell’Illiria, e sotto quel nome la FCI aveva riconosciuto la razza il 2 giugno 1939, all’assemblea generale di Stoccolma.
Lo racconta lo standard del Pastore del Carso, che è il più esplicito dei due: fino al 16 marzo 1968 il pastore dell’Illiria del Carso portava lo stesso nome del pastore del massiccio dello Sharplanina.
A quel punto la società cinofila centrale jugoslava decise di separarli: uno divenne Pastore del Carso e l’altro Sarplaninac. E lo standard chiude così: da quel giorno le due razze sono del tutto indipendenti.
Le differenze oggi sono di taglia, di colore e di paese: il Carso è sloveno, un po’ più leggero e ammette solo il grigio ferro; il Ciarplanina viene da Serbia e Macedonia ed è monocolore in qualunque tonalità.
Sul piano del lavoro, invece, i parenti veri sono tutti gli altri guardiani di greggi: il Pastore Abruzzese Maremmano, il Cane da Montagna dei Pirenei, il Pastore dell’Asia Centrale e il Pastore del Caucaso.
È una famiglia che attraversa tutta l’Europa e mezza Asia e che fa lo stesso mestiere da millenni: stare in mezzo alle pecore e fare in modo che il lupo cambi idea.
Quanto vive un Cane da Pastore di Ciarplanina e di cosa si ammala

La vita media si colloca intorno agli 11-13 anni, che per un cane di questa taglia è un buon dato. È una razza rustica, mai selezionata per l’estetica e ancora vicina al lavoro.
Il primo controllo sono le lastre di anche e gomiti: su un cane che arriva a quarantacinque chili la displasia è il rischio numero uno.
Il secondo è la torsione dello stomaco, che riguarda tutti i cani grandi con il torace profondo. E qui il torace è profondo per standard: il perimetro supera l’altezza al garrese di almeno il venti per cento.
Il terzo è la crescita: un cucciolo che in un anno passa da mezzo chilo a quaranta va fatto crescere lentamente, senza salti, scale e corse forzate nei primi diciotto mesi.
Il quarto è il caldo. Dieci-dodici centimetri di pelo con sottopelo folto sono perfetti sulle montagne della Macedonia e pesanti in una pianura italiana ad agosto: servono ombra, acqua e uscite nelle ore fresche.
Il quinto è la pelle: quel mantello, se non viene spazzolato, si infeltrisce e trattiene umidità.
E il sesto riguarda il peso. Lo standard dà i pesi in buone condizioni di lavoro: un cane che non lavora e mangia come se lavorasse arriva in fretta a numeri che le sue articolazioni non gradiscono.
A chi è adatto il Cane da Pastore di Ciarplanina
È adatto a chi ha bestiame: è il suo mestiere vero, quello per cui è stato selezionato da secoli, e nessun’altra attività lo soddisfa allo stesso modo.
È adatto a chi ha una proprietà da custodire e uno spazio recintato serio.
È adatto a chi apprezza un cane calmo: il protettivo ma non irritabile dello standard descrive un guardiano che non si agita per niente.
È adatto a chi accetta un cane indipendente, che decide da solo e che non chiede il permesso.
È adatto a chi vive in zone fresche o in montagna: quel mantello è nato per la neve.
Non è adatto ai primi cani, né alla vita in appartamento.
Non è adatto a chi riceve spesso gente in casa: è riservato con gli estranei per costituzione.
Non è adatto a chi cerca un cane sportivo o obbediente in senso classico.
E non è adatto a chi non ha voglia di spazzolarlo: dodici centimetri di pelo sono un impegno di tutta la vita del cane.

