Bracco Ungherese a Pelo Duro
Uno sguardo sulla razza e tutte le caratteristiche
Il Bracco Ungherese a Pelo Duro in breve
Il Bracco Ungherese a Pelo Duro è il Vizsla con la barba: un cane da ferma ungherese di 58-64 cm nei maschi e 54-60 nelle femmine, per 22-30 kg. Ha il pelo tipo fil di ferro di 2-3 cm con sottopelo impermeabile, le sopracciglia marcate e la barba dura, e un solo colore, il frumento dorato. Il carattere, testuale: affezionato al suo padrone, facile da educare, cosciente del suo valore, che non sopporta di essere trattato con brutalità.
Che cane è il Bracco Ungherese a Pelo Duro

È un cane da ferma polivalente che lavora in pianura, nel bosco e nell’acqua, con un’attitudine insolita fra i bracchi: l’innata capacità di seguire la pista del selvatico a nuoto.
Lo riconoscete dal colore frumento dorato, dal pelo duro di due o tre centimetri, dalla barba e dalle sopracciglia che gli danno un’espressione seria, e dal tartufo che non è nero ma in tono col mantello.
Cosa chiede: almeno due ore al giorno fra movimento e lavoro di naso, acqua quando è possibile, una spazzolata a settimana più lo stripping una o due volte l’anno, e persone che stiano in casa, perché è un cane che si lega moltissimo.
Cosa lo rende speciale: è nato negli anni Trenta dall’incrocio fra il Vizsla e il Drahthaar per avere lo stesso cane con un mantello che regge il freddo e l’acqua.
In Italia è rarissimo: 50 cuccioli iscritti in dieci anni e due allevamenti, contro i 3.828 del pelo corto.
Storia ed origine del Bracco Ungherese a Pelo Duro

Il cenno storico dello standard è brevissimo ma dice tutto: la razza è il risultato di un incrocio, avvenuto nel corso degli anni Trenta del Novecento, fra il Bracco ungherese a pelo corto e il cane da ferma tedesco a pelo forte.
Il motivo era pratico. Il Vizsla classico ha un mantello raso senza sottopelo, e nella pianura ungherese, fra inverni continentali, paludi e canneti, un cane che deve recuperare anatre fino a dicembre ha bisogno di più protezione. La soluzione è stata presa dal Drahthaar, che in Germania aveva già risolto lo stesso problema.
L’obiettivo era mantenere il Vizsla e aggiungere pelo duro e sottopelo impermeabile. Ci sono riusciti al punto che lo standard scrive: i tratti caratteristici di questa razza sono gli stessi di quelli del Bracco ungherese a pelo corto. Stesso cane, cappotto diverso, stesso colore semmelgelb.
Oggi il pelo duro resta minoritario anche in Ungheria e si è diffuso soprattutto in Austria, Germania e Repubblica Ceca. In Italia il confronto è impietoso: 3.828 cuccioli di pelo corto in dieci anni contro 50 di pelo duro.
Carattere e descrizione del Bracco Ungherese a Pelo Duro

È un cane da ferma continentale ungherese: 58-64 cm i maschi e 54-60 le femmine, per 22-30 chili che lo standard non indica. Sulla taglia il testo ha una posizione netta: non si ha interesse ad aumentarla; l’equilibrio e l’armonia della costruzione sono molto più importanti dei centimetri.
Il mantello è la ragione per cui la razza esiste: tipo fil di ferro, forte, fitto e opaco, lungo 2-3 cm, con sottopelo denso e impermeabile. Le sopracciglia marcate e la barba dura di due o tre centimetri danno l’espressione tipica, e sui lati del collo c’è pelo a spazzola che forma una V. Il colore è uno solo, il semmelgelb, frumento dorato, e il tartufo non è nero ma di una tonalità più scura del mantello.
Il carattere è descritto con una formula rarissima negli standard: affezionato al suo padrone, facile da educare, intelligente e cosciente del suo valore, che non sopporta di essere trattato con brutalità. Nella pagina trovi anche il confronto completo con il Vizsla a pelo corto, la doppia specializzazione in pianura e acqua e quanto vive.
Addestramento ed educazione del Bracco Ungherese a Pelo Duro

Lo standard lo dice facile da educare e nello stesso respiro avverte che non sopporta di essere trattato con brutalità: il metodo è il rinforzo positivo, e con questa razza basta pochissimo per farsi capire. Un cambio di tono, qui, è già una correzione.
Le priorità dei primi mesi sono quattro: la gestione della solitudine, perché è un cane velcro; la socializzazione, che è facile perché è un cane aperto; il primo contatto con l’acqua, da fare da riva e mai buttandolo dentro; e l’autocontrollo.
Ferma, riporto e lavoro in acqua sono innati: non si creano, si organizzano. Chi non caccia può usare working test, dummy work, dock diving, nose work e canicross, che sfruttano le stesse attitudini.
Servono almeno due ore al giorno: la famosa riga dello standard sull’appartamento parla del carattere, non del fabbisogno. Il pelo si strippa una o due volte l’anno e non si tosa mai, e la barba va pulita ogni giorno perché raccoglie acqua e cibo.
Allevamento del Bracco Ungherese a Pelo Duro

In Italia il Bracco Ungherese a Pelo Duro è una rarità: fra il 2015 e il 2024 sono stati iscritti 50 cuccioli in tutto, meno di cinque all’anno, con due affissi attivi in Lombardia e Toscana. Per confronto, il Vizsla a pelo corto ne ha registrati 3.828.
Il prezzo di un cucciolo con pedigree si aggira sui 1.000-1.500 euro, ma il problema non è il prezzo: è trovarne uno. Conviene guardare anche all’estero, dove Ungheria e Austria hanno molte più cucciolate.
I controlli da chiedere sono le lastre di anche e gomiti, un esame degli occhi recente e, visto che la base genetica è quella del Vizsla, se in linea ci sono stati casi di epilessia o problemi di tiroide. La domanda più importante però riguarda la consanguineità: con cinquanta cuccioli in dieci anni la base italiana è minima.
Nella pagina trovi anche cosa guardare in una cucciolata, dal pelo, che nei cuccioli si intuisce già, al tartufo, che in questa razza non deve essere nero ma in tono con il mantello.


