Bolognese
Uno sguardo sulla razza e tutte le caratteristiche
Il Bolognese in breve
Il Bolognese è una razza italiana di piccola taglia, 27-30 centimetri nei maschi per 2,5-4 chili, costruita nel quadrato. Il suo segno di riconoscimento è il pelo, che forma lunghi bioccoli sollevati, mai piatti e mai a frange: è quello che lo distingue dal Maltese, che ce l’ha liscio e cadente. Sul carattere lo standard dice una cosa che sorprende: molto quieto, generalmente poco vivace, creativo ma calmo, molto fedele al suo padrone. Il suo sommario storico cita Aristotele, Cosimo de’ Medici, Filippo II di Spagna e i quadri di Tiziano e Goya. Vive 13-15 anni e in Italia ha venti allevamenti con affisso.
Bolognese, Maltese o Bichon Frisé? Come si distinguono

Sono tre piccoli cani bianchi della stessa sezione FCI, e la confusione è antica: lo standard del Bolognese la mette nella prima riga, dicendo che la sua origine è confusa con quella del Maltese perché gli antenati sono gli stessi. Ma oggi sono tre razze con tre standard diversi.
Il modo più rapido per distinguerli, anche da lontano, è guardare come sta il pelo. Nel Bolognese forma bioccoli sollevati, staccati dal corpo: il cane sembra una nuvola. Nel Maltese il pelo è liscio, setaceo, e cade pesante lungo i fianchi fino a terra come una tenda. Nel Bichon Frisé forma riccioli a spirale, e toelettato assume la classica sagoma a sfera.
Le taglie aiutano a confermare: il Bolognese è il più alto dei tre, il Maltese il più basso, il Bichon il più pesante. E i caratteri, secondo i rispettivi standard, sono diversi: il Bolognese è molto quieto, il Bichon gioioso e vivace.
C’è poi la geografia: il Bolognese è italiano a tutti gli effetti, il Maltese ha origine ufficiale nell’area centrale del Mediterraneo con patronato italiano, il Bichon Frisé è franco-belga.
Se stai scegliendo fra i tre, la domanda utile non è quale sia più bello, ma quanto movimento e quanta esuberanza vuoi in casa. È lì che si separano.
Storia ed origine del Bolognese

Il sommario storico di questa razza è uno dei più ricchi che esistano, e comincia risolvendo un equivoco secolare: l’origine del Bolognese è confusa con quella del Maltese, perché i suoi avi sono gli stessi piccoli cani che Aristotele (384-322 a.C.) chiamava canes melitensis. Era già conosciuto in epoca romana e compariva fra i regali più apprezzati fatti da chi aveva potere.
Poi arrivano due episodi datati. Cosimo de’ Medici (1389-1464) ne portò non meno di otto a Bruxelles come regalo ad altrettanti nobiluomini. E Filippo II, re di Spagna dal 1556 al 1598, dopo averne ricevuti due dal Duca d’Este, ringraziò con una frase che lo standard riporta testualmente: questi piccoli cani sono il dono più regale che si possa fare ad un imperatore.
E c’è la parte che si può ancora andare a vedere di persona: i Bolognesi sono rappresentati in quadri di Tiziano, di Bruegel il Vecchio e di Goya. Tre secoli, tre scuole, lo stesso cagnolino bianco accanto ai potenti. Questo cane non è un cane da lavoro riconvertito: è nato per stare con le persone e ha fatto solo quello.
Carattere e descrizione del Bolognese

Misura 27-30 centimetri nei maschi e 25-28 nelle femmine per 2,5-4 chili, ed è costruito nel quadrato: la lunghezza del tronco è pari all’altezza al garrese. La testa è un terzo dell’altezza e il torace scende almeno fino a metà: numeri di un cane compatto e ben bilanciato.
Il pelo è quello che lo rende riconoscibile fra i cugini bianchi: lungo su tutto il corpo, forma lunghi bioccoli della stessa tessitura ovunque, è piuttosto sollevato, quindi non piatto e aderente, e non forma mai frange. In altre parole sta su, staccato dal corpo: l’opposto del Maltese, il cui pelo cade dritto come una tenda. Il colore è bianco puro, con tolleranza per sfumature avorio molto leggere.
E poi c’è la sorpresa, perché sul carattere lo standard dice una cosa che da un piccolo cane bianco non ci si aspetta: molto quieto, generalmente poco vivace. Creativo ma calmo, molto fedele al suo padrone ed il suo ambito. È il contrario del Bichon Frisé, che lo standard definisce gioioso e vivace: due razze diverse, non due sinonimi. Nella pagina trovi anche il capitolo salute di un cane che vive 13-15 anni.
Addestramento ed educazione del Bolognese

È uno dei cani più semplici da gestire che esistano, e proprio per questo viene spesso lasciato senza educazione. Lo standard lo definisce creativo ma calmo e nell’addestramento si sente: impara in fretta col rinforzo positivo e non ha alcuna testardaggine. Il problema non è mai lui, siamo noi: un cane da tre chili viene preso in braccio ogni volta che succede qualcosa, e in pochi mesi gli abbiamo insegnato che il mondo va evitato.
Il tema serio è la solitudine. Lo standard scrive che è molto fedele al suo padrone e al suo ambito, cioè si lega alla persona e alla casa, e i cambiamenti gli pesano. Va lavorato dal primo giorno con assenze brevi che si allungano. Attenzione, però: un cane tranquillo che sta male non lo fa vedere, si spegne e basta.
Sulle attività non serve molto: due o tre uscite al giorno e, soprattutto, qualcosa che tenga occupata la testa. Funzionano benissimo i giochi di attivazione mentale e la nose work, che si può fare in salotto, e per chi vuole qualcosa di più strutturato il rally obedience e la pet therapy.
Allevamento del Bolognese

È una delle poche razze italiane con una base solida in casa propria: venti allevamenti con affisso ENCI, sette solo in Lombardia, e 3.940 cuccioli iscritti in dieci anni. Trovarne uno non è un problema. Un cucciolo con pedigree e genitori controllati costa fra i 1.200 e i 1.800 euro.
C’è però un dato che merita attenzione, e la pagina lo mette in evidenza: il Bolognese è passato dai 482 cuccioli del 2016 ai 240 del 2024, cioè la metà in otto anni. Una razza italiana storica che si dimezza è una notizia, e vale la lettura. La lista sanitaria è breve, perché non ci sono patologie ereditarie con test dedicati: un controllo delle rotule e una visita oculistica dei riproduttori. Quello che conta di più, allora, è come vengono cresciuti i cuccioli, e la pagina spiega cosa guardare. C’è l’avvertimento sugli annunci sotto i 600 euro: in una razza italiana con venti affissi, il prezzo basso quasi sempre significa che manca qualcosa. Ci sono le iscrizioni ENCI anno per anno. C’è il mantenimento e c’è la toelettatura, che su quel pelo a fiocchi chiede costanza. E c’è la differenza con il Maltese, che confonde in molti. Se cerchi un cane piccolo italiano, qui trovi tutto.


