Carattere e descrizione del Bolognese
Misure, il pelo a bioccoli, il bianco e un carattere che sorprende
Il Bolognese è una razza italiana, ed è l’unico dei piccoli cani bianchi che lo standard descriva come molto quieto. Qui trovi le misure vere, il capitolo sul pelo a bioccoli che lo distingue da Maltese e Bichon, il carattere parola per parola e la salute di un cane che di solito arriva molto in là con gli anni.
Sommario
Il Bolognese in breve
Misura 27-30 centimetri nei maschi e 25-28 nelle femmine, per 2,5-4 chili. È costruito nel quadrato, cioè lungo quanto è alto, e lo standard lo descrive come un cane di piccolo formato con tronco raccolto e compatto, ricoperto di pelo bianco puro lungo e sollevato. Sul carattere è netto e sorprende: molto quieto, generalmente poco vivace, creativo ma calmo, molto fedele al suo padrone. Vive 13-15 anni ed è ben radicato in casa sua: venti allevamenti con affisso ENCI e 240 cuccioli iscritti nel 2024.
Quanto è grande un Bolognese

Le misure sono 27-30 centimetri nei maschi e 25-28 nelle femmine, per un peso di 2,5-4 chili. È il più alto dei tre piccoli bianchi italiani e francesi, e insieme il più leggero: un cane costruito in modo più asciutto di quanto il pelo lasci pensare.
Le proporzioni sono precise e ha senso conoscerle, perché sono la cosa che un occhio allenato guarda per prima: il Bolognese è costruito nel quadrato, cioè la lunghezza del tronco è pari all’altezza al garrese. Non è un cane rettangolare come il Bichon Frisé, che invece è più lungo che alto.
Le altre due misure sono altrettanto nette: la lunghezza della testa è un terzo dell’altezza al garrese, e la profondità del torace è almeno la metà dell’altezza. Sono i numeri di un cane compatto e ben bilanciato.
L’aspetto generale lo riassume una riga: piccolo formato, tronco raccolto e compatto, ricoperto di pelo bianco puro lungo e sollevato. Quel sollevato torna più volte nello standard, ed è la chiave di tutto il capitolo successivo.
Il pelo del Bolognese: i bioccoli
Qui c’è quello che rende questo cane riconoscibile fra i suoi cugini bianchi, e lo standard lo descrive in modo insolitamente tecnico. Il pelo è lungo su tutto il corpo, dalla testa alla coda e dalla linea dorsale fino ai piedi, ed è più corto solo sul muso.

La parte importante è la forma: il pelo forma lunghi bioccoli, cioè ciocche, che hanno la stessa tessitura su tutto il corpo. E poi le due negazioni che definiscono la razza: il mantello è piuttosto sollevato, quindi non piatto e aderente, e non forma mai frange.
Tradotto in pratica: il pelo del Bolognese sta su, staccato dal corpo, e dà a questo cane la sagoma tondeggiante e un po’ arruffata che gli si vede da lontano. È esattamente il contrario del Maltese, il cui pelo è liscio e cade pesante lungo i fianchi come una tenda.
Sulla manutenzione, la buona notizia è che non serve il toelettatore per la sagoma: il Bolognese non si tosa e non si sagoma, e va lasciato come è. La cattiva è che un pelo lungo che non cade da solo si infeltrisce, quindi servono due o tre spazzolate a settimana fatte fino alla pelle, con attenzione a dietro le orecchie, alle ascelle e all’interno delle cosce.
Il bianco del Bolognese

Il colore ammesso è uno solo: bianco puro. Lo standard aggiunge una tolleranza minima e ben precisa: sfumature molto leggere di color avorio non prevedono la squalifica.
È una tolleranza più stretta di quella del Bichon Frisé, che ammette il beige fino al 10% del mantello ma solo prima dei dodici mesi. Qui si parla di sfumature leggere e basta.
Come in tutte le razze bianche, va messa in conto la pulizia del contorno occhi: le tracce rossastre delle lacrimazioni si vedono molto su un mantello candido e si gestiscono con una pulizia quotidiana. Se compaiono all’improvviso e in quantità, però, la risposta è il veterinario e non un prodotto da toelettatura.
Un’ultima cosa che sorprende chi prende un cucciolo: sotto quel pelo la pelle può avere zone pigmentate scure, ed è normale. Quello che deve essere pigmentato e scuro, invece, è il tartufo.
Il carattere del Bolognese
E qui arriva la sorpresa, perché su questa razza lo standard dice una cosa che non ci si aspetta da un piccolo cane bianco: molto quieto, generalmente poco vivace. Creativo ma calmo, molto fedele al suo padrone ed il suo ambito.

Ha senso fermarsi su generalmente poco vivace, perché è raro che uno standard usi una formula così. Il Bichon Frisé, che è della stessa sezione FCI, viene descritto come gioioso dall’andatura vivace: sono due caratteri diversi, non due sinonimi, e chi sceglie fra le due razze farebbe bene a partire da qui.
Nella pratica il Bolognese è un cane tranquillo in casa, che non fa rumore, che sta volentieri fermo accanto alla sua persona e che non ha l’esuberanza tipica dei cani da compagnia piccoli. È uno dei motivi per cui funziona benissimo con le persone anziane e in appartamento.
Quel creativo dello standard, però, non è un riempitivo: è un cane che osserva, capisce le abitudini di casa e si organizza. Chi ci vive racconta sempre di un cane che sa esattamente cosa sta per succedere prima che succeda.
L’altra faccia è la fedeltà. È un cane che si lega in modo stretto alla sua persona e al suo ambiente, e per questo soffre i cambiamenti e la solitudine prolungata. Non è un cane da lasciare solo tutto il giorno, e non è un cane che passa di mano facilmente.
Quanto vive un Bolognese e di cosa si ammala

La vita media è di 13-15 anni, e non è un caso: il Bolognese è un cane rustico senza esagerazioni morfologiche. Non ha il muso schiacciato, non ha una struttura estrema, non è mai passato attraverso una moda che ne abbia stravolto la selezione.
La lista dei problemi è quella comune a tutti i cani di taglia piccola. La lussazione della rotula è la prima: la rotula esce dalla sua sede e il cane zoppica un attimo per poi riprendere come niente fosse. Va guardata nei riproduttori.
Poi ci sono i denti, che nei cani piccoli accumulano tartaro presto e vanno puliti fin da cucciolo, e i controlli oculistici di routine. Non ci sono, in questa razza, patologie ereditarie con un test del DNA dedicato, il che è una buona notizia e allo stesso tempo il motivo per cui contano molto le domande da fare all’allevatore.
Conviene dire una cosa sulla longevità: quindici anni sono tanti, e prendere un cane così significa mettere in conto un impegno lungo. È il rovescio positivo di una razza sana.
A chi è adatto il Bolognese
È il cane giusto per chi vuole un cane tranquillo, e su questo lo standard non lascia dubbi. Funziona benissimo in appartamento, con le persone anziane, con chi lavora da casa e con le famiglie che cercano un cane presente ma non invadente. Non ha bisogno di grandi spazi né di sport: gli bastano le passeggiate quotidiane e la compagnia.
Non è il cane giusto per chi cerca un cane sportivo o esuberante, perché generalmente poco vivace vuol dire esattamente quello. Non lo è per chi non ha voglia di spazzolare, perché quel pelo a bioccoli chiede due o tre sedute a settimana. E non lo è per chi passa dieci ore fuori casa, perché la fedeltà stretta di cui parla lo standard, girata al rovescio, significa un cane che sta male da solo.

