Maltese
Storia, carattere, prezzo di un cucciolo, educazione e cure quotidiane
Il Maltese è il cane da compagnia per eccellenza, e lo fa da più di duemila anni: 3-4 chili, mantello bianco che cresce senza sottopelo e la tendenza a seguirti di stanza in stanza senza mai perderti di vista. In Italia è una delle razze più allevate in assoluto, con 22.868 cuccioli iscritti all’ENCI in dieci anni.
In queste pagine trovi com’è fatto e che carattere ha, da dove arriva, quanto costa un cucciolo e cosa chiedere all’allevatore, come si educa e quanto lavoro chiede quel mantello. Compresa la parte scomoda: la solitudine la sopporta male, e chi sta fuori dieci ore al giorno farebbe bene a saperlo prima.
Il Maltese è un cane di taglia piccola, detto anche toy dog per la sua stazza piccola ed è ottimo come animale da compagnia [Scopri di più che cos’è un Toy dog]
Storia ed origine del cane Maltese

Dentro c’è una storia lunga più di duemila anni, che comincia nel bacino del Mediterraneo e passa per l’isola di Malta. I romani lo chiamavano Melitae Dog, e per secoli è stato il cane delle dame di corte. Nel Medioevo il piccolo bianco arriva nelle corti francesi e inglesi, e da lì non se ne va più. Nel Rinascimento finisce nei quadri: Tiziano e Goya lo dipingono in braccio alle nobildonne, e un cane ritratto accanto a chi conta è già uno status symbol.
C’è poi il capitolo del mestiere, che qui è sempre stato uno solo: stare con le persone. Non ha mai cacciato e non ha mai guardato greggi, e questo spiega buona parte del carattere che ha oggi. Un cane selezionato per la compagnia chiede compagnia, e se resta solo troppe ore si vede. La parte moderna racconta la selezione italiana, con lo standard messo a punto dal 1929 e gli allevamenti che hanno fissato il tipo che conosciamo. Trovi anche il riconoscimento ufficiale, nel gruppo 9 della FCI, quello dei cani da compagnia, con l’ENCI che segue la razza in Italia. Chiude uno sguardo al Maltese di adesso, fra esposizioni e allevatori che lavorano per non perdere il tipo. È il capitolo giusto se ti interessa capire come un cane da tre chili abbia attraversato imperi e secoli senza cambiare mestiere. E se ti stai chiedendo da dove arrivi quel nome, la risposta è meno scontata di quanto sembri.
Carattere e descrizione del Maltese

Il Maltese è un concentrato di dolcezza e vivacità in meno di cinque chili: un cane che sceglie il suo umano e non lo molla più. Nella pagina dedicata trovi il ritratto completo della razza, a partire dalla carta d’identità: 21-25 centimetri al garrese, 3-4 chili e una vita media di 12-15 anni, tra le più lunghe del mondo canino. C’è il capitolo sul famoso manto bianco puro, lungo, setoso e senza sottopelo: perde pochissimo pelo ma chiede spazzolature quotidiane, e ti spieghiamo perché tanti proprietari scelgono il taglio corto.
Facciamo poi chiarezza su Maltese toy, nano, coreano e teacup: etichette che girano tanto negli annunci ma che non corrispondono a nessuna varietà riconosciuta, con quello che devi sapere prima di pagare di più per un cane più piccolo. E poi il carattere vero: l’attaccamento totale al proprietario, la sofferenza per la solitudine e l’ansia da separazione da prevenire fin da cucciolo, la tendenza ad abbaiare per segnalare e chiedere attenzione, quella punta di testardaggine che si gestisce col rinforzo positivo.
Vediamo come va con i bambini, con gli anziani e con gli altri animali di casa, e quanto movimento gli serve: poco, ed è perfetto per la vita in appartamento. Il capitolo salute risponde a quanto vive un Maltese e passa in rassegna i punti deboli documentati: lussazione della rotula, denti e lacrimazione. In chiusura, il bilancio onesto su a chi è adatto e a chi no. Se stai pensando di prenderne uno, parti da qui.
Allevamento della razza Maltese

Un cucciolo di Maltese da un allevamento con affisso ENCI costa fra i 1.000 e i 2.500 euro, e nella pagina trovi la tabella con quello che il prezzo comprende e con le cifre degli annunci senza pedigree, che sono un’altra cosa. Ci sono anche i numeri veri della razza in Italia, anno per anno: 22.868 cuccioli iscritti dal 2015 al 2024, il picco di 2.895 nel 2021 e la discesa fino ai 1.884 del 2024.
Gli allevamenti con affisso sono 105 e coprono quasi tutte le regioni, quindi puoi permetterti di aspettare la cucciolata giusta invece di prendere la prima disponibile. Un capitolo è dedicato alle tre parole che fanno alzare il prezzo, nano, toy e teacup: nessuna delle tre esiste per lo standard, e nella pagina spieghiamo cosa stai comprando quando qualcuno te le propone e perché la domanda giusta riguarda il peso dei genitori.
Poi ci sono i test da chiedere prima di firmare, che in questa razza sono quattro: rotule, acidi biliari per lo shunt del fegato, visita oculistica da un oftalmologo veterinario e controllo cardiaco dei riproduttori. E le due domande che valgono quanto i certificati: dove hanno vissuto i cuccioli nei primi due mesi, e cosa succede se fra due anni non puoi più tenerlo.
Educazione del Maltese

Con un cane da tre chili il rischio è prenderlo in braccio invece di insegnargli le cose, e in braccio non impara niente. Nella pagina trovi le quattro priorità dei primi mesi, che non sono i comandi: socializzazione prima che la finestra si chiuda intorno alle dodici settimane, abitudine a stare da solo, pulizia in casa e farsi maneggiare senza protestare.
Il capitolo più lungo è quello sui bisogni fuori, perché i cani piccoli ci mettono di più: vescica piccola, uscite a orario fisso e la regola di un’ora per ogni mese di età. Poi c’è l’abbaio, che in questa razza non è un difetto di educazione: lo standard FCI descrive il Maltese come un eccellente cane da guardia, e quello su cui si lavora è la durata dell’allarme, non il primo abbaio.
Un capitolo intero è sulla solitudine, il punto debole della razza, con il metodo delle assenze corte e il campanello d’allarme dei primi trenta minuti. Trovi anche quanto movimento gli serve, poco in chilometri e molto in lavoro di naso, come si abitua alla spazzola prima che diventi una lotta, e i cinque errori che si fanno con i cani piccoli, dal collare al posto della pettorina al lasciar correre quello che non lasceresti correre a un cane da trenta chili.


