Addestramento ed educazione del Bolognese
Un cane quieto e attaccatissimo: solitudine, socializzazione e attività
Il Bolognese è uno dei cani più semplici da gestire che esistano, e proprio per questo viene spesso lasciato senza educazione. Qui trovi le poche cose che contano: la solitudine, la socializzazione e come si tiene attivo un cane che per natura è tranquillo.
Sommario
Come si addestra un Bolognese

Lo standard lo definisce creativo ma calmo, e nell’addestramento si sente: capisce in fretta, non ha fretta di eseguire e non ha alcuna testardaggine da terrier. Con il rinforzo positivo impara tutto quello che gli serve.
Il problema, con questa razza, non è mai il cane: siamo noi. Un cane da tre chili, tranquillo e bianco come una nuvola, viene preso in braccio ogni volta che succede qualcosa, e in pochi mesi gli abbiamo insegnato che il mondo è un posto da cui bisogna essere sollevati.
La regola è quella di sempre: trattalo come tratteresti un cane grande. Cammina con le sue zampe, saluta le persone da seduto, aspetta prima di uscire. Sono cose banali che fanno la differenza fra un cane sereno e uno che si aggrappa.
Sull’abbaio questa razza parte avvantaggiata rispetto a molti altri piccoli: non è un cane che fa rumore per abitudine. Se lo diventa, quasi sempre è un sintomo di noia o di ansia, e va risolto lì e non con un rimprovero.
La solitudine e l’attaccamento
Lo standard scrive che è molto fedele al suo padrone ed il suo ambito, e quel riferimento all’ambiente è interessante: questo è un cane che si lega alla persona e alla casa, e a cui i cambiamenti pesano.
La conseguenza pratica è la stessa di tutti i cani da compagnia veri: la solitudine prolungata lo fa stare male. Il lavoro da fare comincia il primo giorno e non dopo il primo problema: assenze brevissime che si allungano poco alla volta, uscite e rientri senza cerimonie, un posto suo dove stare tranquillo.
Ha senso aggiungere una cosa che riguarda proprio il suo carattere quieto: un cane tranquillo che sta male non sempre lo fa vedere. Non distrugge e non abbaia come farebbe un terrier, semplicemente si spegne. È un motivo in più per non dare per scontato che vada tutto bene solo perché la casa è in ordine.
Le attività giuste per un Bolognese
Non è un cane sportivo e non ha senso trattarlo come tale: gli bastano due o tre uscite al giorno con una passeggiata vera. Quello che gli serve non è movimento, è compagnia e qualcosa che tenga occupata la testa.

I giochi di attivazione mentale funzionano benissimo, dalle ciotole rompicapo ai giochi di ricerca in casa, e sono perfetti per un cane creativo ma calmo. La nose work si può fare in salotto ed è probabilmente l’attività con il miglior rapporto fra fatica organizzativa e soddisfazione del cane.
Chi vuole qualcosa di più strutturato può guardare al rally obedience, che si adatta bene ai cani piccoli e tranquilli, o alla pet therapy, dove un cane quieto, pulito e affettuoso come questo è esattamente il profilo che serve.
Una nota sulla socializzazione da cucciolo, che in un cane così tranquillo si tende a saltare: vanno fatte incontrare persone, superfici, rumori e altri cani nelle prime sedici settimane. Un cane calmo per natura, se non esce mai, non diventa più calmo: diventa insicuro.

