Australian Kelpie (Cane da pastore australiano)
Uno sguardo sulla razza e tutte le caratteristiche
L’Australian Kelpie in breve
L’Australian Kelpie, che nell’elenco ENCI si chiama ufficialmente Cane da pastore australiano, è il cane che ha reso possibile l’allevamento ovino australiano: proprietà da decine di migliaia di ettari, greggi da migliaia di capi, pochissimi uomini e un cane capace di lavorare tutto il giorno decidendo da solo. È medio e asciutto, 46-51 centimetri per 14-20 chili, con le orecchie dritte, un pelo corto e impermeabile e sette colori ammessi dallo standard. Il carattere lo riassume la riga più citata dello standard FCI: mite e docile, con un’energia quasi inesauribile. Vive 12-15 anni ed è raro in Italia, 56 cuccioli iscritti nel 2024 e sei allevamenti in tutto. Qui sotto la carta d’identità, poi tutto il resto.
Storia ed origine dell’Australian Kelpie

È una delle poche razze che porta il nome di un singolo cane. Attorno al 1872 un giovane di nome Jack Gleeson comprò una femmina nera e focata da una cucciolata nata vicino a Casterton, nel Victoria, e la chiamò Kelpie dal nome del cavallo d’acqua del folklore celtico. La cagna si rivelò eccezionale sul lavoro, la sua discendenza cominciò a vincere le prove di conduzione, e in pochi anni tutti chiamavano quei cani semplicemente kelpie.
La madre era una Rutherford Collie scozzese. Sul padre invece si litiga da centocinquant’anni: c’è chi dice un altro collie e chi giura un dingo. Nella pagina raccontiamo perché il mito del dingo è probabilmente solo un mito, e cioè che non esiste nessuna prova e che i cuccioli rossi da cui è nata la leggenda comparivano già nei genitori importati dalla Gran Bretagna.
Ci sono poi due cose che questa razza si porta dietro e da conoscere. La prima è che in Australia il Kelpie ha due registri separati, uno per i cani da lavoro e uno per quelli da esposizione, e che il pedigree ENCI discende dal secondo. La seconda è l’asta di Casterton, dove nel 2021 un maschio di ventotto mesi è stato venduto per 37.000 dollari australiani, record mondiale per un cane da lavoro. Nel 1997 il prezzo più alto della stessa asta era duemila.
Carattere e descrizione dell’Australian Kelpie

È un cane medio e asciutto: 46-51 centimetri i maschi, 43-48 le femmine, per 14-20 chili. Stesse misure dell’Australian Cattle Dog ma parecchi chili in meno, perché dove il bovaro è un blocco di muscoli il Kelpie è un fondista. Orecchie dritte a punta fine, espressione che lo standard descrive quasi da volpe, e un pelo doppio corto e impermeabile che chiede pochissima manutenzione.
I colori ammessi sono sette: nero, nero e fuoco, rosso, rosso e fuoco, fulvo, cioccolato e blu cenere. Nella pagina c’è la galleria con tutti quanti, perché è la ragione per cui due Kelpie affiancati sembrano spesso due razze diverse. Sul carattere lo standard è più chiaro di qualsiasi articolo: estremamente attivo, zelante e molto intelligente, con un carattere mite e docile, e con un’energia quasi inesauribile.
Quella combinazione è insolita e va capita bene: è un cane morbido, che non ti sfida e non chiede mani pesanti, ma che ti chiede senza sosta qualcosa da fare. Nella pagina trovi anche il capitolo sulla salute con il nome da imparare prima di comprare, l’abiotrofia cerebellare, e il bilancio finale su chi dovrebbe prendere questa razza e chi farebbe molto meglio a lasciar perdere.
Kelpie o Pastore Australiano? Due razze che si confondono

Questa merita un capitolo suo perché è una confusione che nasce dai documenti ufficiali, non dai passanti. Nell’elenco ENCI la razza numero 293 si chiama Cane da pastore australiano ed è il Kelpie. La razza numero 342 si chiama Pastore Australiano ed è l’Australian Shepherd. Due nomi italiani quasi identici per due cani che non si somigliano per niente e che nemmeno vengono dallo stesso continente: l’Australian Shepherd, malgrado il nome, è stato selezionato negli Stati Uniti.
Se cerchi il cane a pelo lungo con il mantello merle e gli occhi spesso azzurri, quello delle foto che girano sui social, stai cercando il Pastore Australiano e non il Kelpie. Se invece cerchi un cane da lavoro asciutto, a pelo corto, con le orecchie dritte e un’energia che non finisce mai, sei nel posto giusto. E se ti stai chiedendo quale dei due sia più impegnativo da tenere, la risposta onesta è il Kelpie, con un buon margine.
Addestramento ed educazione dell’Australian Kelpie

Addestrarlo è facile, ed è quasi un problema: impara in pochissime ripetizioni ed è di carattere morbido, quindi non ti tiene testa. Il difficile è tenere il passo. Il riferimento vero è che in Australia un kelpie da lavoro copre decine di chilometri al giorno per settimane di fila, quindi il minimo non è una passeggiata lunga: sono due sessioni di movimento vero più un lavoro mentale strutturato. E vale più che mai l’avvertenza sulla corsa fine a sé stessa, perché un Kelpie allenato solo a correre diventa un atleta che chiede sempre di più.
Sull’istinto di conduzione la strada non è reprimere ma dare un canale legittimo, con inizio e fine decisi da te. Un capitolo a parte meritano ombre e riflessi di luce: se vedi il cucciolo fissare il sole sul pavimento e provare a bloccarlo, si interviene subito, perché in questa razza quel comportamento può diventare un disturbo compulsivo serio.
Fra le attività la prima scelta, se è praticabile, è il lavoro su gregge: lo standard FCI classifica il Kelpie come razza con prova di lavoro e in Italia i centri di conduzione esistono. In alternativa l’agility è casa sua, e funzionano benissimo treibball, nose work e dog trekking. Nella pagina trovi gli sport uno per uno e i quattro errori che con questa razza si pagano cari, a partire dal più comune: prenderlo senza avere un piano.
Allevamento dell’Australian Kelpie

In Italia ci sono sei allevamenti con affisso ENCI che fanno questa razza, due in Emilia Romagna, due in Umbria, uno in Toscana e uno in Piemonte: tutto il centro-nord, niente al sud e niente nelle isole. I cuccioli iscritti nel 2024 sono stati 56, e in dieci anni fanno 722 cani in tutto. Con numeri così la geografia non conta: ti metti in lista e aspetti.
Un cucciolo con pedigree e genitori controllati costa fra gli 800 e i 1.500 euro. Chi cerca linee da lavoro vere finisce quasi sempre a guardare all’estero, e lì fra acquisto, trasporto e pratiche si superano i duemila.
La lista dei test è corta e va chiesta senza imbarazzo. Il primo nome è abiotrofia cerebellare, malattia recessiva del cervelletto: due cani sani portatori possono produrre cuccioli malati, quindi serve sapere il genotipo dei genitori. Poi il test del DNA per l’atrofia progressiva della retina, una visita oculistica recente dei riproduttori e la radiografia dell’anca. Nella pagina trovi anche le due domande che valgono quanto i documenti, e la prima è semplicissima: cosa fanno i tuoi cani adulti tutti i giorni?


