Allevamento dell’Australian Kelpie
Quanto costa un cucciolo, i sei allevamenti italiani e i test da chiedere
In Italia l’Australian Kelpie è una razza da appassionati: sei allevamenti con affisso ENCI in tutto il paese e 56 cuccioli iscritti nel 2024. Qui trovi i prezzi veri, dove nascono, la tabella delle iscrizioni anno per anno, e la lista dei controlli che un allevatore serio ha già fatto prima che tu glieli chieda, a partire da quello per l’abiotrofia cerebellare.
Sommario
Quanto costa un cucciolo di Australian Kelpie

Un cucciolo con pedigree ENCI, da genitori controllati su occhi e anca, costa fra gli 800 e i 1.500 euro. È una forbice larga perché dentro ci stanno situazioni diverse: l’allevamento familiare che fa una cucciolata ogni due anni e quello che importa riproduttori dal Nord Europa o dall’Australia, con i costi che ne conseguono.
Chi cerca linee da lavoro vere quasi sempre finisce a guardare fuori dai confini, e lì il conto cambia: fra acquisto, trasporto e pratiche si superano tranquillamente i duemila euro. Non è una spesa che consigliamo a cuor leggero, ed è una scelta che ha senso solo se quel cane un gregge lo vedrà.
Dove nascono gli Australian Kelpie in Italia
I dati ENCI aggiornati ad agosto 2026 contano sei allevamenti con affisso in tutta Italia: due in Emilia Romagna, due in Umbria, uno in Toscana e uno in Piemonte. Tutto il centro-nord, niente al sud e niente nelle isole. Sono numeri che dicono chiaramente che tipo di razza è: nessuna moda, nessuna produzione di massa, poche persone che la portano avanti.

Con sei allevamenti la geografia non conta e la lista d’attesa è la norma. Il consiglio pratico è di usare l’attesa a tuo favore: vai a trovarli prima che nasca la cucciolata, guarda i cani adulti al lavoro o in attività, e parla con chi li ha in casa. Un allevatore di Kelpie di solito è la persona più felice del mondo di mostrarti cosa sa fare la razza, ed è anche la persona che ti dirà in faccia se secondo lui non fa per te.
Le iscrizioni ENCI anno per anno
La curva è quella di una razza di nicchia stabile: si parte dai 46 cuccioli del 2015, si sale fino al picco di 98 nel 2020, e si scende ai 56 del 2024. In dieci anni fanno 722 cani in tutto, cioè poco più di settanta l’anno di media.
Numeri così hanno un pregio evidente: nessuno improvvisa una cucciolata di Kelpie per farci soldi, perché non ci sono soldi da fare. Il rovescio è la solita base genetica ristretta, che rende i test sui riproduttori ancora più importanti di quanto già sarebbero.
I test da chiedere prima di firmare
La lista è corta e specifica. Il primo nome è abiotrofia cerebellare: chiedi esplicitamente se i genitori sono stati testati e chiedi di vedere il referto. È una malattia recessiva, quindi due cani perfettamente sani possono produrre cuccioli malati, e l’unico modo di evitarla è conoscere il genotipo dei riproduttori.
Poi il test del DNA per l’atrofia progressiva della retina, che si fa una volta sola e vale per la vita, una visita oculistica specialistica recente dei genitori che copra anche l’anomalia dell’occhio del collie, e la radiografia ufficiale dell’anca. Su un cane destinato a correre per dieci anni, quest’ultima non è burocrazia.
Infine le due domande che valgono quanto i documenti. La prima: cosa fanno i tuoi cani adulti tutti i giorni? Se la risposta è che vivono in box e escono per le esposizioni, sei nel posto sbagliato per questa razza. La seconda: cosa succede se non riesco a gestirlo? Su un cane che sbagliano in tanti, l’unica risposta accettabile è che il cane torna da lui, in qualsiasi momento della sua vita.

