Pastore Australiano

Uno sguardo sulla razza e tutte le caratteristiche

Il Pastore Australiano in breve

Il Pastore Australiano è un cane da lavoro americano, nonostante il nome, ed è probabilmente la razza cresciuta più in fretta in Italia negli ultimi anni. Bello da togliere il fiato, con il manto merle e gli occhi che cambiano colore, ma soprattutto una testa che vuole un compito e un fisico che regge una giornata intera all’aperto. Con la sua gente è appiccicoso e collaborativo, con gli sconosciuti prende le misure prima di fidarsi. Non è un cane difficile: è un cane che chiede tempo vero, ogni giorno, e restituisce moltiplicato tutto quello che gli dai. Qui trovi tutto quello che serve per conoscerlo, a partire dalla carta d’identità in dieci secondi.

TagliaMedia: un cane compatto e atletico, mai massiccio
Altezza al garreseMaschi 51-58 cm, femmine 46-53 cm (standard FCI)
PesoNon previsto dallo standard: in genere 23-29 kg i maschi, 18-25 kg le femmine
Vita mediaIntorno ai 12 anni, con soggetti che arrivano tranquillamente a 14-15
MantoDoppio, di media lunghezza, liscio o leggermente ondulato, resistente alle intemperie
ColoriQuattro: blue merle, nero, red merle e rosso, con o senza bianco e focature
Livello di energiaMolto alto: è un cane da lavoro con la resistenza per stare fuori tutto il giorno
Adatto aChi fa attività con il cane e ha tempo vero da dedicargli, ogni giorno

Storia ed origine del Pastore Australiano

Tre Pastori Australiani insieme: black tri, red tri e blue merle

Partiamo dalla cosa che spiazza tutti: il Pastore Australiano non viene dall’Australia, e lo dice lo standard FCI alla voce origine, dove c’è scritto U.S.A. Il nome è il ricordo di un viaggio, quello dei pastori baschi che nell’Ottocento emigrarono nel West americano passando dall’Australia, portando con sé i loro cani. Gli americani chiamarono quei cani col nome del posto da cui li avevano visti arrivare, e il malinteso è rimasto per sempre. Nella pagina raccontiamo cosa c’era prima, con l’onestà di dire che le prove sono poche: erano cani da lavoro di gente che lavorava, e nessuno teneva registri. C’è il capitolo sul ranch, che spiega perché ancora oggi è versatile e non regge la noia: radunava le pecore, spostava i bovini, seguiva l’uomo a cavallo e la sera stava con la famiglia.

Poi arriva la parte divertente, il boom del dopoguerra: l’esplosione dell’equitazione western porta gli Aussie nei rodei, nei film e in televisione. Il nome da ricordare è Jay Sisler, che negli anni Cinquanta e Sessanta girò gli Stati Uniti con un numero di cani da trick: per milioni di americani quello fu il primo Australian Shepherd della loro vita, ed è da lì che viene la sua fama di cane che impara qualsiasi cosa. Trovi tutte le tappe ufficiali in tabella, dal club americano del 1957 al riconoscimento AKC del 1991, fino al riconoscimento definitivo FCI del 2007 con il numero 342. C’è il capitolo italiano, con il club riconosciuto dall’ENCI nel 2009 e i 106 affissi che allevano la razza oggi. E c’è la storia del ramo piccolo, il Miniature American Shepherd, che è una razza separata dal 2019 e non un Aussie in formato ridotto.

Carattere e descrizione del Pastore Australiano

Pastore Australiano blue merle in azione durante una gara di agility

Il ritratto parte dai numeri: un cane di taglia media, maschi 51-58 cm al garrese e femmine 46-53, leggermente più lungo che alto, solido senza pesantezza. Il peso non compare in nessuno standard, e ti spieghiamo perché, con la tabella delle misure per orientarti comunque. Sul manto sfatiamo una leggenda molto cercata: il pelo corto non esiste come varietà, e ti diciamo cosa stai guardando quando ti sembra di vederlo. Poi il capitolo dei colori, con le foto: sono quattro e solo quattro, blue merle, nero, red merle e rosso, con o senza bianco e focature, senza ordine di preferenza. C’è la parte sugli occhi azzurri, che sono perfettamente regolari, e la distinzione fondamentale tra un occhio chiaro e il problema vero, cioè il doppio merle. C’è il capitolo sulla coda, che può essere lunga o corta di nascita, con quello che dice la legge italiana sul taglio. E c’è la tabella che smonta nano, mini e toy, spiegando cosa ti stanno vendendo.

Sul carattere raccontiamo il cane vero: non nasce intelligente, nasce con una predisposizione a lavorare insieme a te fuori scala. Se gli dai un compito e un perché, tira fuori cose che ti lasciano a bocca aperta; se lo parcheggi in giardino, quella stessa testa lavora contro di te. Spieghiamo la riga dello standard che risolve metà dei malintesi, cioè che è riservato ai primi incontri, e cosa succede se la socializzazione non viene fatta. C’è il confronto onesto con il Border Collie in tabella, perché lavorano in modo diverso e non sono cani interscambiabili. Il capitolo salute risponde secco alla domanda su quanto vive, con i dati dell’indagine ASHGI su 1.502 cani: mediana 11,6 anni, con i soggetti che muoiono di vecchiaia intorno ai 14. E c’è la cosa che nessun proprietario di Aussie può ignorare, la mutazione MDR1, che riguarda circa metà della razza e cambia il modo in cui il tuo cane va sedato e curato. In chiusura, il capitolo più utile di tutti: a chi è adatto e a chi no.

Addestramento ed educazione del Pastore Australiano

Pastore Australiano red merle sulla palizzata in una gara di agility

Il Pastore Australiano è facile da addestrare e difficile da gestire, e la pagina serve proprio a spiegare la differenza. Trovi il metodo che funziona, sessioni da cinque minuti e molta varietà, perché questo cane si satura delle ripetizioni e preferisce dieci esercizi diversi a cento volte lo stesso. C’è il capitolo sulla socializzazione tra i 2 e i 4 mesi, che nella razza decide il carattere dell’adulto, con l’errore tipico da evitare: non l’iperprotezione, ma la sovraesposizione, cioè le quattro ore in mezzo alla folla che sfiniscono un cucciolo invece di socializzarlo. C’è la gestione dell’istinto da conduzione, quello che fa pizzicare i talloni e abbaiare alle biciclette, con il modo giusto di incanalarlo invece di punirlo. E c’è la tabella con i numeri onesti: due ore al giorno tra movimento e testa, tutti i giorni, feste comprese.

La parte che sorprende chi arriva da altre razze riguarda il tipo di attività, non la quantità: un’ora di palla lanciata produce un cane più eccitato di prima, mezz’ora di ricerca olfattiva produce un cane che dorme. Da qui il capitolo sull’interruttore off, cioè allenare la calma come si allena un esercizio: è la cosa che rende un Aussie il cane più comodo del mondo invece del più stancante. Trovi la tabella degli sport su misura, dallo sheep dog che è il suo lavoro originale all’agility, dal disc dog all’obedience fino al dog dance, che è l’erede diretto dei numeri da rodeo. C’è la regola tecnica sull’età: fino ai 12-15 mesi niente salti e niente corsa su asfalto, perché lo scheletro sta chiudendo. E in chiusura i cinque errori che rovinano un Pastore Australiano, con in testa quello più comune di tutti: prenderlo per il manto.

Allevamento del Pastore Australiano

Cucciolo di Pastore Australiano di otto settimane

Prima di cercare un cucciolo conviene sapere quanto costa: un Pastore Australiano con pedigree ENCI da un allevamento che fa i test costa tra i 1.200 e i 1.800 euro, e si sale verso i 2.000-2.500 per le linee titolate in esposizione o selezionate sul lavoro. Trovi la tabella dei prezzi per tipo di acquisto e una precisazione importante: il colore non è un listino, e chi ti chiede un sovrapprezzo per il blue merle con gli occhi azzurri sta vendendo estetica. Il capitolo centrale della pagina è la regola del merle: mai accoppiare due soggetti merle, perché un quarto dei cuccioli nasce doppio merle e rischia sordità e cecità. È un danno che si evita al 100% con una scelta di chi alleva, e ti diamo le domande esatte da fare per accorgertene in tempo.

Poi c’è la lista completa dei test genetici da pretendere, con l’MDR1 in cima perché riguarda circa metà della razza, gli occhi che sono il capitolo più affollato con CEA, cataratta HSF4, PRA-prcd e CMR1, la mielopatia degenerativa e le lastre ufficiali di anca e gomito. Ti spieghiamo anche come si legge quella lista, perché non serve che tutto sia negativo: serve che l’allevatore i test li abbia fatti e sappia spiegarti la coppia che ha scelto. Trovi i segnali di un allevamento serio, cuccioli cresciuti in casa, la madre che puoi conoscere, consegna mai prima dei 60 giorni, e quelli di uno da evitare, con i prezzi che salgono col colore e i trasporti in furgone dall’estero. Chiudiamo con la fotografia dell’Italia di oggi: 106 affissi ENCI, concentrati in Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna, e il promemoria che esistono anche allevatori amatoriali seri che fanno un lavoro migliore di realtà molto più grandi.

Alimentazione

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Attività di un Pastore Australiano

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Sheep Dog

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Dog Agility

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Disc Dog

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Obedience e Rally

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Dog Dance

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Canicross