Australian Cattle Dog (Blue Heeler)
Uno sguardo sulla razza e tutte le caratteristiche
L’Australian Cattle Dog in breve
L’Australian Cattle Dog, che in Italia trovi anche come bovaro australiano e che in inglese quasi tutti chiamano blue heeler, è nato in Australia per spostare bovini semiselvatici su terreni senza recinti, mordicchiando i garretti e schivando i calci. È un cane medio, 46-51 centimetri e 16-23 chili, più lungo che alto, con orecchie dritte e un pelo doppio che tiene fuori la pioggia. I colori sono due soli, blu marmorizzato e chiazzato di rosso, e i cuccioli nascono tutti bianchi. Lo standard lo descrive leale, sospettoso con gli estranei e con una dedizione incondizionata al dovere, e nella pratica è un cane che impara in tre ripetizioni e che, se lo annoi, si inventa un lavoro suo. Vive 12-15 anni, e la detentrice del record mondiale di longevità canina, 29 anni e 5 mesi, era una di loro.
Storia ed origine dell’Australian Cattle Dog

Nasce da un problema pratico: spostare bovini semiselvatici attraverso un continente senza recinti, con pochissimi uomini. I cani da lavoro portati dall’Europa non reggevano il caldo né le distanze, e lo standard FCI lo scrive senza giri di parole: serviva un cane forte, morsicatore e con una resistenza fuori scala. A metà Ottocento l’allevatore Thomas Simpson Hall incrocia i suoi cani con il dingo, il canide selvatico australiano, e nascono i cani che verranno chiamati Hall’s Heelers.
Da quel ceppo arrivano poi il Collie a pelo corto blue-merle, il Dalmata e il sangue di Kelpie nero focato, mentre il tentativo col Bull Terrier fallisce. Nel 1903 il cinofilo Robert Kaleski scrive il primo standard e mette per iscritto la storia della razza. Nella pagina raccontiamo anche la parte che di solito nessuno dice, e cioè che quella storia è in buona parte una ricostruzione: lo standard FCI stesso ammette che sull’origine c’è una marcata divergenza di opinioni, perché i primi allevatori registrarono pochissimo.
Ci sono poi due storie che questa razza si porta dietro e che valgono il viaggio. Mick, il cattle dog che nel 1901 portò a casa il messaggio di soccorso di uno stockman ferito e che oggi ha un monumento a Wandoan. E Bluey, femmina di Australian Cattle Dog vissuta 29 anni e 5 mesi, ancora oggi il cane più vecchio mai verificato dal Guinness dopo che la certificazione del rivale Bobi è stata revocata. Chiude la pagina il fratello meno noto della famiglia, l’Australian Stumpy Tail Cattle Dog, che nasce con la coda corta e in Italia non ha nemmeno un allevamento.
Carattere e descrizione dell’Australian Cattle Dog

È un cane medio, e chi lo immagina grosso resta sorpreso: 46-51 centimetri al garrese i maschi, 43-48 le femmine, per 16-23 chili di muscoli. La proporzione che conta è che è più lungo che alto, dieci a nove, perché doveva abbassarsi, entrare sotto il muso di una vacca e uscire prima del calcio. Orecchie dritte, occhi ovali marrone scuro e un pelo doppio e liscio, fra i due e i quattro centimetri, fatto per tenere fuori la pioggia.
I colori ammessi dallo standard sono due soli, ed è da lì che vengono i soprannomi: blue heeler per il blu marmorizzato, red heeler per il chiazzato di rosso. Curiosità che spiazza chi vede una cucciolata per la prima volta: nascono tutti bianchi, e la pigmentazione arriva nelle prime settimane. Sul carattere lo standard non usa mezzi termini: sempre attento, estremamente intelligente, coraggioso, con una dedizione incondizionata al dovere, e negli occhi una luce di avvertimento quando lo avvicina uno sconosciuto.
Nella vita di tutti i giorni significa un cane che ti segue di stanza in stanza, impara qualsiasi cosa in tre ripetizioni e, se si annoia, non si deprime ma si organizza. Nella pagina trovi il capitolo sulla sordità congenita, che è il vero tema di salute della razza, con i numeri di uno studio su 899 cani e il mito da smontare: il colore del mantello non c’entra nulla con il rischio di sordità, mentre la maschera scura sugli occhi sì.
Perché lo chiamano blue heeler (e cos’è un red heeler)

Heel, in inglese, è il calcagno. Un heeler è il cane che lo morde, e non è un soprannome affettuoso inventato dagli appassionati: è la descrizione del mestiere, e sta scritta dentro lo standard FCI. Nel punto in cui parla dei denti, lo standard spiega che devono essere sani e forti perché al cane viene richiesto di far avanzare il bestiame recalcitrante mordicchiandolo ai garretti.
Duecento anni di selezione su quel gesto lì spiegano il fisico basso e lungo, la velocità di reazione e anche il cucciolo che ti pizzica le caviglie mentre cammini. I due soprannomi che senti in giro, blue heeler e red heeler, sono semplicemente i due colori che lo standard ammette: non sono due razze diverse né due varietà, possono nascere nella stessa cucciolata e valgono esattamente uguale.
Un’ultima parola su una confusione che capita spesso: no, l’Australian Cattle Dog non è un Australian Shepherd a pelo corto. Sono due razze diverse, di due paesi diversi, con due mestieri diversi. L’Australian Shepherd, nonostante il nome, è stato selezionato negli Stati Uniti, ha il pelo lungo e raduna le pecore. Il Cattle Dog lavora i bovini e li spinge. Se cerchi il cane merle a pelo lungo delle foto, stai cercando l’altro.
Addestramento ed educazione dell’Australian Cattle Dog

L’addestramento con questa razza è la parte facile, e proprio lì sta il problema: impara talmente in fretta che il rischio non è che non capisca, è che capisca cose che non volevi insegnargli. È stato selezionato per coprire decine di chilometri al giorno dietro al bestiame, quindi un’ora di guinzaglio non è esercizio ma riscaldamento: servono due uscite lunghe, corsa vera e soprattutto lavoro di testa, perché la stanchezza mentale in questa razza conta più di quella fisica.
C’è però una trappola: se lo alleni solo a correre ottieni un atleta sempre più in forma che chiede sempre più corsa. Il modo per avere un Australian Cattle Dog tranquillo in casa non è sfinirlo, è dargli un compito e insegnargli a spegnersi quando il compito è finito. Sul morso ai garretti la strada che funziona non è punire ma reindirizzare: quando l’istinto si accende, dargli un bersaglio legittimo, un gioco da inseguire o un comando da eseguire subito.
Fra gli sport è difficile trovare un cane più portato per l’agility e il flyball, mentre il treibball è letteralmente il suo mestiere tradotto in palestra. Nella pagina trovi gli sport uno per uno, la regola sui bambini che corrono, e i tre errori che si pagano più cari: sottovalutare l’energia, ripetere troppo gli esercizi e lasciare che sia lui a decidere chi entra in casa.
Allevamento dell’Australian Cattle Dog

In Italia gli allevamenti con affisso ENCI che fanno questa razza sono ventidue, distribuiti in dieci regioni, con il Lazio in testa con sette e il Piemonte subito dietro con quattro. Esiste anche un Australian Cattle Dog Club Italia riconosciuto come associazione specializzata. La scelta quindi c’è, ed è un margine da usare: visitane più di uno e guarda dove vivono i cani adulti, non solo i cuccioli.
Un cucciolo con pedigree e genitori testati costa fra gli 800 e i 1.200 euro, fino a 1.500 per le linee da lavoro o da esposizione. Le iscrizioni però stanno scendendo: dal picco di 390 nel 2016 si è passati ai 152 del 2024, meno della metà, quindi mettersi in lista con qualche mese di anticipo è la norma.
La lista dei test da chiedere qui è più lunga della media, e c’è una ragione: oltre alle radiografie di anca e gomito servono il test BAER per la sordità, il test del DNA per la prcd-PRA e quello per la lussazione del cristallino, più una visita oculistica recente dei riproduttori. Nella pagina trovi la tabella dei prezzi, quella delle iscrizioni anno per anno e le due domande che separano chi ama la razza da chi la vende.


