Carattere e descrizione dell’Australian Cattle Dog
Misure, blue heeler e red heeler, il morso ai garretti, il carattere e la sordità
L’Australian Cattle Dog è un cane che quasi tutti sottovalutano: dalle foto sembra un cane medio simpatico e screziato, dal vivo è un attrezzo da lavoro con il motore sempre acceso. Qui trovi le misure vere, i due soli colori che lo standard ammette con la spiegazione di cosa vogliono dire blue heeler e red heeler, il perché di quel nome che parla di calcagni, il carattere descritto senza addolcirlo, e il capitolo sulla sordità congenita con i numeri veri di uno studio su 899 cani, che smonta anche un mito che gira parecchio.
Sommario
L’Australian Cattle Dog in breve
Nasce in Australia per spostare bovini semiselvatici su terreni senza recinti, e per farlo doveva mordicchiare i garretti e schivare i calci: da lì viene tutto, il fisico e la testa. È un cane medio, 46-51 centimetri e 16-23 chili, più lungo che alto, con orecchie dritte e un pelo doppio e liscio che tiene fuori la pioggia. I colori ammessi sono due soli, blu marmorizzato e chiazzato di rosso, ed è la ragione dei soprannomi blue heeler e red heeler. Lo standard lo definisce leale, sospettoso con gli estranei e di una dedizione incondizionata al dovere. Vive 12-15 anni, e la detentrice del record mondiale di longevità canina è proprio una di loro.
Quanto è grande un Australian Cattle Dog

È un cane medio, e chi lo immagina grosso resta sorpreso: 46-51 centimetri al garrese i maschi, 43-48 le femmine, per 16-23 chili. Il peso lo standard non lo fissa, perché conta la sostanza e non il numero. La proporzione invece è precisa e importante: il corpo è più lungo che alto, dieci a nove, ed è il contrario di quasi tutti i cani da pastore compatti.
Quella lunghezza in più non è estetica, è meccanica: serve a un cane che deve cambiare direzione di scatto, abbassarsi, entrare sotto il muso di una vacca e uscire prima del calcio. Lo standard chiede muscolatura solida, ossatura forte e rotonda, e dice esplicitamente che qualsiasi tendenza alla grossolanità o alla gracilità è un grave difetto. Le orecchie sono dritte e moderatamente appuntite, meglio piccole che grandi, e si girano al minimo rumore.
Blue heeler e red heeler: i colori dell’Australian Cattle Dog
I colori ammessi sono due, e i soprannomi che senti in giro sono solo il modo inglese di dirli. Il blue heeler è il blu marmorizzato: da lontano sembra grigio azzurro, da vicino scopri che è un intreccio di peli bianchi e neri, con le focature obbligatorie su arti, petto, gola e muso. Il red heeler è il chiazzato di rosso: piccole macchie rosse distribuite ovunque, sottopelo rosso e mai bianco o crema.

Non sono due varietà separate né due razze: nascono nella stessa famiglia e valgono uguale. Quello che cambia è che i cuccioli nascono bianchi, tutti quanti, e la pigmentazione arriva nelle prime settimane di vita: è il pattern genetico che i tecnici chiamano roan, e se ti trovi davanti una cucciolata di batuffoli chiari non stai guardando un incrocio sbagliato, stai guardando degli Australian Cattle Dog normalissimi. Poi c’è la Bentley mark, la stellina bianca in mezzo alla fronte che spunta in tanti soggetti: non è nello standard, non è un difetto, è un segno di famiglia.
Perché si chiama heeler

Heel in inglese è il calcagno, e heeler è il cane che lo morde. Non è un soprannome pittoresco: è la descrizione del mestiere, e sta scritta dentro lo standard FCI nel punto in cui parla dei denti. Testuale: al cane viene richiesto di far avanzare il bestiame recalcitrante mordicchiandolo ai garretti, quindi è molto importante che i denti siano sani e forti.
Da questo discende il modo di muoversi che vedi nella foto: si abbassa, avanza radente, arriva da dietro. E discende anche la parte scomoda per chi lo tiene in casa, perché quell’istinto non distingue fra una vacca e un bambino che corre in giardino. Il cucciolo di Australian Cattle Dog che pizzica le caviglie non è cattivo e non è rotto: sta facendo esattamente il lavoro per cui duecento anni di selezione l’hanno costruito. Va reindirizzato presto e con pazienza, e la pagina sull’addestramento è quasi tutta lì sopra.
Il carattere dell’Australian Cattle Dog
Lo standard usa parole da leggere una a una: sempre attento, estremamente intelligente, vigile, coraggioso e affidabile, con una dedizione incondizionata al dovere. E poi ne aggiunge una che è quasi poesia tecnica: negli occhi, quando lo avvicina uno sconosciuto, deve accendersi una luce di avvertimento. Non è un difetto da correggere, è un tratto richiesto.

Con la sua persona è un cane di una lealtà quasi imbarazzante: ti segue ovunque, si sdraia dove puoi inciamparci, e se esci dalla stanza si alza. Molti proprietari lo chiamano cane velcro, e non è un vezzo. Con gli estranei parte guardingo e resta guardingo, con gli altri cani può essere diretto e poco diplomatico, e con tutto quello che si muove veloce, dalle biciclette ai bambini, si accende l’istinto di conduzione. Il rovescio della medaglia è la testa: impara qualsiasi cosa in pochissime ripetizioni, comprese quelle che non volevi insegnargli. Un Australian Cattle Dog annoiato non si deprime, si organizza.
Quanto vive un Australian Cattle Dog e di cosa si ammala

La vita media è di 12-15 anni, e questa razza ha il primato assoluto: Bluey, femmina di Australian Cattle Dog vissuta dal 1910 al 1939, è arrivata a 29 anni e 5 mesi ed è tuttora il cane più vecchio mai verificato. Però c’è un capitolo di salute che in questa razza va affrontato prima di comprare, e non dopo.
Il tema è la sordità congenita. I numeri seri vengono da uno studio su 899 cani di 35 allevamenti: il 10,8% risulta sordo, il 7,5% da un orecchio solo e il 3,3% da tutti e due. Un cane sordo da un orecchio vive benissimo e spesso il proprietario non se ne accorge mai; sordo da tutti e due è un’altra vita, gestibile ma diversa. Si scopre con un esame che si chiama BAER, si fa sul cucciolo, dura pochi minuti e dà una risposta certa.
E qui va smontato un mito che gira parecchio: il colore non c’entra. Lo stesso studio non ha trovato nessuna associazione fra sordità e mantello, quindi il blue non rischia più del red. Quello che invece conta l’ha misurato: i cani con la maschera scura su tutti e due gli occhi sono sordi nel 4,4% dei casi contro il 14,6% di quelli senza maschera, e le macchie pigmentate sul corpo proteggono allo stesso modo. Le femmine risultano un po’ più a rischio dei maschi. Se un allevatore ti spiega tutto questo prima che glielo chieda, sei nel posto giusto.
A chi è adatto l’Australian Cattle Dog
È il cane giusto per chi fa sport con il cane sul serio, per chi vive in campagna con del lavoro vero da dargli, per chi vuole un compagno intelligente e appiccicoso che impara qualsiasi cosa. Se sei una di queste persone, difficilmente troverai qualcosa di più gratificante: è un cane che ti guarda e capisce cosa stai per chiedergli.

Non è il cane giusto per la prima esperienza cinofila, per chi passa dieci ore fuori casa, per chi vive in appartamento senza uno sport da praticare, e per chi ha bambini molto piccoli e non ha tempo di lavorare sull’istinto di conduzione fin dal primo giorno. Non è nemmeno il cane giusto per chi ha visto un video simpatico su internet: la percentuale di Australian Cattle Dog che finiscono in adozione dopo il primo anno, all’estero dove la razza è comune, racconta sempre la stessa storia, cioè persone che avevano sottovalutato l’energia. Se dopo aver letto tutto questo lo vuoi ancora, probabilmente è il tuo cane.

