Cane Corso
Uno sguardo sulla razza e tutte le caratteristiche
Il Cane Corso in breve
Il Cane Corso è la razza italiana più conosciuta al mondo: 64-68 centimetri nei maschi per 45-50 chili, discendente diretto dell’antico molosso romano, con un nome che viene dal latino cohors, cioè guardiano delle masserie. Lo standard lo vuole robusto e vigoroso pur restando elegante e ne riassume il carattere in una riga: guardiano della proprietà, della famiglia e del bestiame, estremamente agile e responsabile. Il documento oggi in vigore chiede orecchie e coda integre. Vive 9-11 anni e in Italia ha 104 allevamenti con affisso.
Il Cane Corso nero e gli altri colori: cosa vale

Il nero è il colore più cercato di questa razza, ed è anche l’origine di un equivoco che costa soldi a molte persone. Conviene chiarirlo subito: nel Cane Corso nessun colore vale più degli altri.
Lo standard ammette il nero, tre grigi in tre tonalità, piombo, ardesia e chiaro, che nella razza si chiamano blu, e la famiglia dei fulvi, che va dal fulvo chiaro al rosso cervo. Poi i tigrati, su fondo nero o grigio. Il cane della foto qui accanto è un formentino, cioè un fulvo chiaro con la maschera grigia: è un colore ammesso, non una rarità.
La regola che distingue un occhio allenato da uno distratto riguarda la maschera: nei fulvi e nei tigrati non deve superare la linea degli occhi. Un fulvo con la maschera che sale sulla fronte è meno tipico, non più pregiato.
Quello che invece non è ammesso va conosciuto, perché è quello che gira negli annunci a prezzi gonfiati: il bianco esteso, il merle, il marrone e tutte le variazioni presentate come esclusive. Non sono colori rari: sono cani fuori standard, e in diversi casi il colore arriva da incroci con altre razze.
La regola pratica è semplice. Se il colore ti viene presentato come motivo di un sovrapprezzo, quella è una bandiera rossa. In una razza da oltre duemila cuccioli iscritti all’anno, i colori dello standard si trovano tutti senza pagare un centesimo in più.
Storia ed origine del Cane Corso

Il sommario storico sta in tre righe e le contiene tutte: il Cane Corso è il discendente diretto dell’antico molosso romano, era presente in tutta l’Italia nell’antichità e nel recente passato si è mantenuto solo nelle Puglie e regioni limitrofe. Il nome viene dal latino cohors, cioè protettore, guardiano delle masserie: non c’entra la Corsica, c’entra il recinto della fattoria.
Quello che lo standard non racconta è il buco degli anni Sessanta e Settanta: finita la civiltà contadina, il cane da masseria non serviva più e la razza è arrivata vicinissima alla scomparsa. Il recupero parte negli anni Settanta da appassionati che vanno a cercare i soggetti tipici rimasti nelle masserie del Sud.
Il risultato è uno dei successi più clamorosi della cinofilia italiana: da una manciata di cani a oltre quattromila cuccioli l’anno. Con il rovescio della medaglia di tutte le crescite rapide, cioè chi alleva per il mercato. Nella pagina trovi anche il cambiamento più importante degli ultimi anni, che non riguarda i numeri ma lo standard: orecchie e coda oggi devono essere integre.
Carattere e descrizione del Cane Corso

Misura 64-68 centimetri nei maschi e 60-64 nelle femmine, per 45-50 chili: è un cane dalla media alla grande taglia, non un gigante. Lo standard chiede un cane robusto e vigoroso pur restando elegante, iscritto in un rettangolo e con la testa pari al 36% dell’altezza al garrese. I soggetti sovradimensionati e le teste esagerate non sono più tipici: sono meno tipici.
Sul mantello, lo standard ammette il nero, i tre grigi che nella razza si chiamano blu, la famiglia dei fulvi e i tigrati, con una regola che quasi nessuno cita: nei fulvi e nei tigrati la maschera non deve superare la linea degli occhi. E nessun colore vale più degli altri, nonostante quello che si legge negli annunci. Nella pagina trovi anche il capitolo su orecchie e coda, che lo standard oggi vuole integre.
Sul carattere bastano poche parole del documento ufficiale: guardiano della proprietà, della famiglia e del bestiame; estremamente agile e responsabile. È un cane che osserva e valuta invece di accendersi, affettuoso in casa e riservato con gli estranei per mestiere. Nella pagina c’è anche il capitolo salute, con anca e gomito, palpebre e torsione dello stomaco.
Addestramento ed educazione del Cane Corso

La prima cosa, perché è quella su cui si sbaglia di più: con questa razza i metodi duri sono controproducenti. Il Cane Corso è sensibile e legato alla sua persona, e davanti alla durezza si chiude oppure impara che il conflitto è un modo normale di risolvere le cose. Funziona il rinforzo positivo con una coerenza assoluta, e le regole vanno messe quando il cucciolo pesa quindici chili.
Il capitolo che decide tutto è la socializzazione. La guardia in questa razza c’è già, scritta nella funzione: il lavoro dei primi mesi non è insegnargli a sorvegliare, è insegnargli quando non serve. Un Corso ben socializzato valuta e lascia perdere; uno cresciuto in giardino considera ogni novità una minaccia.
È una razza con prova di lavoro, quindi le discipline di utilità e difesa sono la strada naturale, con un istruttore competente e mai da autodidatti. In alternativa funzionano benissimo obedience, ricerca olfattiva, pista e dog trekking: questo non è un molossoide statico, lo standard lo definisce estremamente agile.
Allevamento del Cane Corso

È una delle razze più numerose d’Italia: 102 allevamenti con affisso ENCI, con la Puglia in testa, e oltre 32.000 cuccioli iscritti in dieci anni. Ma la curva è in calo netto, dai 4.237 del 2016 in giù. Un cucciolo con pedigree e genitori radiografati costa fra i 1.000 e i 1.800 euro.
Con un parco allevatori così ampio la domanda non è dove trovarlo, è come scegliere. La lista dei controlli è corta e non negoziabile: radiografie ufficiali di anca e gomito di entrambi i genitori, che sono due esami distinti. La pagina spiega come leggere i referti e cosa chiedere oltre a quelli, a partire dal carattere dei riproduttori, che in un cane da guardia di cinquanta chili conta quanto la morfologia. Ci sono le iscrizioni anno per anno e la mappa degli affissi regione per regione. C’è l’avvertimento sugli annunci a 400-700 euro: in una razza con cento allevamenti e migliaia di cuccioli, il prezzo basso significa che manca qualcosa, e di solito manca la selezione. Ci sono le attenzioni sulle taglie fuori standard vendute come pregio. C’è il mantenimento. E c’è la parte su a chi è adatto. Se vuoi un Cane Corso, qui trovi come scegliere in un mercato affollato.


