Addestramento ed educazione del Cane Corso

Socializzazione, autocontrollo e la prova di lavoro

Il Cane Corso è intelligente, sensibile e collaborativo, ed è anche un cane da guardia da cinquanta chili: l’educazione non è un optional. Qui trovi cosa fare nei primi mesi, come si gestisce l’istinto di guardia e quali attività lo rendono un cane equilibrato.

Sommario

Come si addestra un Cane Corso

Cane Corso in un cortile recintato

Prima cosa, perché è quella su cui si sbaglia di più: con questa razza i metodi duri non servono e sono controproducenti. Il Cane Corso è sensibile e legato alla sua persona, e davanti alla durezza si chiude o, peggio, impara che il conflitto è un modo normale di risolvere le cose. Con un cane così, nessuna delle due è una buona idea.

Quello che funziona è il rinforzo positivo unito a una coerenza assoluta. Le regole vanno stabilite quando il cucciolo pesa quindici chili e devono valere per tutti quelli che vivono in casa: questo cane le impara in due giorni e poi verifica per anni se valgono ancora.

La cosa su cui investire più tempo è l’autocontrollo. Aspettare, lasciare, stare fermo, non attraversare la porta per primo: sono esercizi banali che in un cane da cinquanta chili valgono più di dieci comandi appariscenti. Un Corso che sa spegnersi è un cane gestibile ovunque.

E conviene dirlo esplicitamente: su questa razza farsi seguire da un istruttore competente non è un lusso. Non perché il cane sia difficile, ma perché gli errori con un cane di questa mole si pagano cari.

La socializzazione, che qui decide tutto

Il Cane Corso ha la guardia scritta nella funzione: guardiano della proprietà, della famiglia e del bestiame. Nessuno deve insegnargliela, e infatti il lavoro dei primi mesi è l’opposto: insegnargli quando non serve.

Concretamente significa fargli incontrare, nelle prime sedici settimane e per tutto il primo anno, tantissime persone diverse, superfici, rumori, città, e cani equilibrati. Non incontri caotici in aree cani affollate, ma situazioni scelte in cui il cucciolo possa osservare senza essere sopraffatto.

Un Cane Corso ben socializzato è un cane che valuta e lascia perdere, che accetta le visite in casa e che al guinzaglio ignora gli altri cani. Uno cresciuto in giardino e visto poco diventa un cane che considera ogni novità una minaccia, ed è da lì che nascono quasi tutti gli episodi attribuiti alla razza.

Con gli altri cani, e in particolare fra maschi, va messa in conto una certa competitività: non è una condanna, ma va gestita con criterio e non improvvisata.

Le attività giuste per un Cane Corso

È una razza classificata con prova di lavoro, e questo dice già molto: per il titolo di campione internazionale di bellezza serve anche un brevetto. Le discipline di utilità e difesa sono la sua strada naturale, ma vanno fatte con un istruttore competente e mai da autodidatti.

Cane Corso dal mantello tigrato su fondo fulvo

Per chi non va in quella direzione ci sono alternative che gli calzano benissimo: l’obedience, che costruisce anche il controllo utile nella vita di tutti i giorni, la ricerca olfattiva e la pista, che stancano la testa più di un’ora di corsa, e il dog trekking, per cui la sua struttura atletica è adatta.

Ha senso ricordare che questo non è un molossoide statico: il sommario storico ricorda che veniva usato anche per la caccia alla grossa selvaggina, e lo standard lo definisce estremamente agile. Un Cane Corso che vive di due giri dell’isolato è un cane annoiato, e un cane annoiato di cinquanta chili trova da solo come impiegare il tempo.

Una nota sulla crescita: fino ai dodici o quattordici mesi il movimento va controllato. Niente salti ripetuti, niente scale a ripetizione, niente lunghe corse su asfalto. Prima si cresce, poi si corre.