Briard
Uno sguardo sulla razza e tutte le caratteristiche
Il Briard in breve
Il Briard, in italiano Cane da pastore di Brie, è un cane grande nascosto sotto un metro di pelo. Misura 62-68 centimetri nei maschi per 30-40 chili, e lo standard lo descrive rustico, agile, muscoloso, vivace e sveglio. Il carattere sta in tre parole: equilibrato, sicuro e ardito. Il pelo è lungo, flessuoso e secco, del tipo pelo di capra, e sotto i sette centimetri è già un difetto. Ha il doppio sperone obbligatorio sui posteriori. Vive 10-12 anni ed è raro in Italia, 28 cuccioli iscritti nel 2024 e sette allevamenti con affisso.
Storia ed origine del Briard

Prima di chiamarsi Briard questo cane era conosciuto come cane da pastore francese di pianura. Il nome attuale ha una data precisa: è nel 1809, nel Corso completo d’agricoltura dell’abate Rozier, che compare per la prima volta il nome di cane di Brie. Non un trattato di cinofilia, ma un manuale di agricoltura: questi cani erano attrezzi di lavoro.
Nella pagina trovi anche una fotografia del 1926 che ritrae un Briard premiato a un concorso agricolo, e soprattutto una riga del sommario storico che in uno standard FCI si legge di rado: il Briard fu utilizzato dall’esercito francese durante le due guerre mondiali come sentinella e come cane addetto alle ambulanze, col compito di ricercare i feriti sui campi di battaglia.
È probabilmente la ragione per cui la razza è arrivata fino a noi, perché i cani utili sopravvivono alle guerre. Ed è anche il motivo per cui il Briard, nella classificazione FCI, resta una razza con prova di lavoro: per il titolo di campione internazionale di bellezza serve anche un brevetto di lavoro.
Carattere e descrizione del Briard

Misura 62-68 centimetri nei maschi e 56-64 nelle femmine per 30-40 chili, ed è descritto con una parola che oggi sorprende: rustico, e poi agile, muscoloso, vivace e sveglio. Sotto il mantello c’è un cane da pastore asciutto, non un cane monumentale. Ha il doppio sperone obbligatorio sui posteriori, come il Beauceron: lo sperone semplice squalifica.
Il pelo è lungo, flessuoso e secco, del tipo pelo di capra, e sotto i sette centimetri è già un difetto grave, così come un pelo morbido o lanoso. Sulla testa forma barba, baffi e sopracciglia che, dice lo standard, velano leggermente gli occhi: li velano, non li coprono. I colori ammessi sono cinque e il blu ha una regola tutta sua, con tartufo blu e occhi più chiari ammessi, mentre bianco, marrone e mogano squalificano.
Sul carattere lo standard chiede un cane equilibrato, sicuro e ardito. Nella pratica è un cane che si attacca, ti segue da una stanza all’altra, è paziente coi bambini e riservato con gli estranei. Nella pagina trovi anche il capitolo salute sulla cecità notturna congenita, che ha una storia straordinaria: dal Briard è partita la ricerca che ha portato alla prima terapia genica oculare approvata per l’uomo.
Come si cura il pelo del Briard

È la domanda che decide se questa razza fa per te, quindi la mettiamo qui e non in fondo. Il pelo del Briard è lungo, flessuoso e secco, del tipo pelo di capra, e lo standard fissa un minimo: sotto i sette centimetri è un difetto grave.
La buona notizia è che non si tosa e non si sagoma: il Briard si pettina e basta, e non serve un toelettatore se sei costante. La cattiva è che quel se sei costante non è una formula di cortesia. Serve una spazzolata seria a settimana, fatta fino alla pelle con pettine e cardatore, non una passata in superficie.
I punti dove i nodi si formano per primi sono sempre gli stessi: dietro le orecchie, sotto le ascelle, all’interno delle cosce e attorno al collare. Saltare due settimane significa passare da mezz’ora a un pomeriggio di lavoro; saltare due mesi significa dover rasare tutto, che per un cane il cui mantello è anche protezione dal freddo e dal sole non è una bella soluzione.
Va messo in conto anche quello che il pelo raccoglie: fango, semi e forasacchi, che in un mantello lungo e secco si infilano con notevole facilità. Dopo un’uscita in campagna il controllo non è rimandabile, soprattutto fra le dita e nelle orecchie.
Un’ultima cosa sulla testa: le sopracciglia devono velare leggermente gli occhi, non nasconderli. Un Briard che non riesce più a guardarti attraverso la frangia non è più tipico, ha solo bisogno di essere pettinato.
Addestramento ed educazione del Briard

È intelligente, sensibile e ha una testa sua. Come tutti i cani da pastore da conduzione è stato selezionato per prendere decisioni da solo, e quella testa non si spegne quando entri in casa: funziona benissimo col rinforzo positivo e le richieste che hanno una logica, malissimo con la ripetizione fine a sé stessa e con i modi bruschi.
Il secondo tema è la socializzazione. La guardia in questa razza c’è già, perché custodire gli armenti vuol dire decidere chi può avvicinarsi, e il lavoro dei primi mesi è calibrarla facendo incontrare al cucciolo più mondo possibile.
Fra le attività: obedience, lavoro su gregge, ricerca olfattiva e pista, più una vocazione moderna in cui il Briard è diventato particolarmente bravo, quella di cane da assistenza per persone cieche, sorde o con disabilità motorie. La combinazione che serve lì, taglia adeguata, testa che decide e attaccamento totale alla persona, è esattamente la sua.
Allevamento del Briard

In Italia è una razza di nicchia in calo: dai 95 cuccioli del 2017 ai 28 del 2024, per un totale di 509 in dieci anni, con sette allevamenti con affisso ENCI fra Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto e Marche. Un cucciolo con pedigree e genitori controllati costa fra i 1.000 e i 1.500 euro. La Francia, paese della razza, resta il riferimento per chi vuole scegliere fra più cucciolate.
Su questa razza esiste una domanda che viene prima di tutte le altre: i genitori sono stati testati per la cecità notturna congenita? È una malattia ereditaria della razza, esiste il test del DNA e un allevatore serio lo esegue di routine. Nella pagina trovi anche le radiografie dell’anca e le altre verifiche da chiedere. Ci sono le iscrizioni ENCI anno per anno, con una discesa che non ha senso nascondere. C’è l’avvertimento sugli annunci sotto gli 800 euro: con 28 cuccioli iscritti in un anno in tutta Italia, un Briard disponibile subito va guardato con attenzione. C’è il mantenimento e c’è il pelo, che in questa razza è un impegno quotidiano e non una spazzolata ogni tanto. Ci sono le domande sul carattere dei genitori, perché è un cane da pastore con una sua testa. E c’è la parte su a chi è adatto, che qui conta: chiede lavoro, movimento e presenza. Se cerchi un cane bello da guardare e comodo da tenere, il Briard non è quello. Se cerchi un compagno di lavoro, la pagina ti dice dove trovarlo.


