Allevamento del Briard
Quanto costa un cucciolo, i sette affissi italiani e il test da pretendere
Il Briard in Italia è una razza di nicchia in calo: 28 cuccioli iscritti nel 2024, il minimo degli ultimi dieci anni, e sette allevamenti con affisso ENCI. Qui trovi i prezzi, la mappa, le iscrizioni anno per anno e il test genetico che su questa razza non è negoziabile.
Sommario
Quanto costa un cucciolo di Briard

Un cucciolo con pedigree ENCI e genitori controllati costa fra i 1.000 e i 1.500 euro. È una forbice normale per un cane di taglia grande poco diffuso, e riflette i controlli fatti sui riproduttori più che una domanda di mercato che in Italia non esiste.
Gli allevamenti con affisso sono sette: due in Piemonte, due in Lombardia, poi Emilia Romagna, Veneto e Marche. Con ventotto cuccioli iscritti in tutto il 2024, la lista d’attesa è la norma e ha senso guardare anche alla Francia, dove la razza è nata ed è molto più diffusa.
Le iscrizioni ENCI anno per anno
La curva di questa razza in Italia è in discesa, e non ha senso nasconderlo: dai 95 cuccioli del 2017 si è arrivati ai 28 del 2024, per un totale di 509 cani in dieci anni.
Numeri così hanno il solito pregio, cioè che nessuno alleva Briard per fare soldi, e il solito difetto, cioè una base genetica ristretta in cui le scelte di pochi allevatori pesano su tutta la razza. È una ragione in più per rivolgersi a chi la alleva da anni e fa i test, non a chi ha una cucciolata occasionale.
Il test da pretendere, e le altre domande
Su questa razza esiste una domanda che viene prima di tutte le altre: i genitori sono stati testati per la cecità notturna congenita? È la malattia del gene RPE65, il test del DNA esiste da anni ed è alla portata di chiunque allevi seriamente.
Sapere come si legge il risultato aiuta. La mutazione è recessiva: un cane con due copie si ammala, uno con una copia sola è un portatore sano che sta benissimo e può essere usato in riproduzione purché accoppiato con un soggetto libero. Quindi un portatore non va scartato: due portatori non vanno accoppiati fra loro.
Gli altri controlli sono quelli della taglia: la radiografia ufficiale dell’anca di entrambi i genitori e un controllo tiroideo. Sulla torsione dello stomaco non esiste alcun test, quindi quello che serve è che l’allevatore te ne parli e ti spieghi come riconoscerne i segni.
Poi le domande di sempre: vedere la madre con i cuccioli dove sono nati, capire che esperienze hanno fatto nelle prime otto settimane e chiedere cosa succede se fra due anni non puoi più tenerlo. E una domanda specifica di questa razza, che serve a te più che a lui: come gestite il mantello? Un allevatore che ti insegna a pettinare prima che tu porti a casa il cane ti sta risparmiando il problema numero uno del primo anno.

