Australian Terrier
Uno sguardo sulla razza e tutte le caratteristiche
L’Australian Terrier in breve
L’Australian Terrier è un cane da sei chili con il carattere di uno da trenta, e lo standard non prova nemmeno a nasconderlo: lo definisce uno dei più piccoli terrier da lavoro, allevato come aiutante e compagno in tempi difficili e terreni impraticabili. Alto circa 25 centimetri, è robusto e più lungo che alto, con il pelo ruvido lungo sei centimetri e un collare di pelo attorno al collo. I colori sono due gruppi, il blu con focature intense e il sabbia o rosso pieni. E ha un primato che lo standard rivendica: è la prima razza sviluppata in Australia. Vive 12-14 anni, e in Italia è praticamente inesistente, con due cani iscritti in dieci anni e nessun allevamento.
Storia ed origine dell’Australian Terrier

Ha un primato che lo standard FCI rivendica esplicitamente: pur essendo nato da antenati britannici, è una delle poche razze del gruppo Terrier sviluppata fuori dalla Gran Bretagna ed è la prima razza in assoluto sviluppata in Australia. Per un paese che oggi ha il Cattle Dog, il Kelpie e il Silky, quel primato appartiene a questo cane piccolo e ruvido.
Lo standard scende poi in un dettaglio geografico insolito: all’inizio del XIX secolo, attorno a Campbelltown e Ross in Tasmania, alcuni coloni liberi allevarono terrier a pelo broken, ruvido e spezzato, di colore bluastro con macchie focate, noti per il coraggio come cani da guardia e di circa dieci libbre di peso. Da quella popolazione, insieme ad altri cani del Nuovo Galles del Sud e di Victoria, vengono tutti e due i terrier australiani: questo e l’Australian Silky Terrier.
Sulle razze britanniche all’origine di quel tipo lo standard fa tre nomi precisi, Skye Terrier, Scottish Terrier (all’epoca Aberdeen) e Dandie Dinmont Terrier, e aggiunge che per un periodo ci fu anche lo Yorkshire. Il bivio fra i due terrier australiani è tutto nel pelo: chi voleva un cane da fattoria resistente ha tenuto il mantello ruvido e ha fatto questa razza, chi voleva un cane elegante ha spinto verso lo Yorkshire e ha ottenuto il pelo serico del Silky.
Carattere e descrizione dell’Australian Terrier

Alto circa 25 centimetri per 6,5 chili, è un cane piccolo e soprattutto robusto, piuttosto lungo in proporzione all’altezza. L’aspetto generale dello standard mette in fila cinque parole che sono un programma: forte carattere terrier, vivacità, attività, salute e vigore. Non c’è niente di delicato in quella descrizione, ed è il punto.
Il tratto che lo distingue dal parente famoso è il pelo: ruvido e diritto, lungo circa sei centimetri, con sottopelo corto e soffice, e un collare definito attorno al collo. L’Australian Silky Terrier ha invece un pelo piatto e serico: due filosofie opposte, e per chi ci vive una differenza enorme, perché il manto ruvido non si infeltrisce e chiede una spazzolata a settimana e nient’altro. I colori ammessi sono due gruppi, il blu con focature intense e il sabbia o rosso pieni.
Nella vita quotidiana è un terrier vero: sveglio, coraggioso, con un’opinione su tutto che comunica abbaiando, e con un istinto allo scavo tutto intero. Nella pagina trovi anche il capitolo di salute con il dato che quasi nessuna scheda italiana riporta: in Svezia, Australia e Stati Uniti l’Australian Terrier è il cane con il rischio più alto di diabete mellito, e le due contromisure sono banali ma vanno prese sul serio.
Australian Terrier o Silky Terrier? Come si distinguono

Sono le due razze australiane della stessa famiglia, nate dagli stessi terrier tasmaniani, e da cucciolo si somigliano parecchio. Da adulti la differenza si riconosce con una mano sola: il pelo. L’Australian Terrier ce l’ha ruvido e diritto, l’Australian Silky Terrier ce l’ha piatto e serico, con la riga in mezzo alla schiena.
L’altra differenza è il peso: l’Australian Terrier sta sui sei chili e mezzo, il Silky fra i tre e mezzo e i cinque e mezzo, cioè è un cane sensibilmente più leggero. E c’è una differenza di classificazione che riassume tutto: la FCI mette l’Australian Terrier fra i terrier di piccola taglia, e il Silky fra i terrier di compagnia. Sono due parole che dicono con precisione a cosa sono stati destinati i due cani nel secolo scorso.
Addestramento ed educazione dell’Australian Terrier

L’errore da evitare è lo stesso di tutti i cani piccoli, cioè non educarlo perché tanto è piccolo. Solo che questo, per definizione dello standard, è un terrier da lavoro, e senza regole diventa un problema in miniatura. Le regole sono quelle di un cane grande applicate a un cane piccolo: cammina sulle sue zampe, sale in braccio quando lo decidi tu, conosce i comandi base. In cambio ottieni un cane sicuro invece che nevrotico.
Le due cose da gestire sono abbaio e scavo, ed entrambe sono normali. Sull’abbaio funziona premiare il silenzio che segue invece di punire quello che parte; sullo scavo la strada migliore non è vietare ma concedere in un posto, cioè dargli una zona di terra dove scavare è permesso, con qualche premio nascosto dentro per renderla il posto più interessante del giardino.
Fra le attività la nose work è la scelta migliore in assoluto, seguita da hoopers, rally obedience e agility nella categoria small. E poi c’è la cosa più semplice: nonostante le gambe corte è un cane rustico e resistente, che regge senza fatica un’ora di camminata e che in montagna se la cava benissimo.
Allevamento dell’Australian Terrier

Va detta com’è: in Italia questa razza non esiste. Negli ultimi dieci anni l’ENCI ha registrato due esemplari in tutto, uno nel 2016 e uno nel 2022, e gli allevamenti con affisso sono zero. Non c’è una sola cucciolata nazionale con pedigree da cui poter comprare.
La ragione è la concorrenza dentro la sua stessa famiglia: fra il Silky e soprattutto lo Yorkshire Terrier, che qui è ovunque, lo spazio per un terzo terrier piccolo a pelo ruvido non c’è mai stato. Nel resto del mondo però la razza sta benissimo: Australia, Nord Europa, Regno Unito e Stati Uniti hanno club attivi e cucciolate regolari, e il Nord Europa è la strada più praticabile per chi la cerca.
Le cose da chiedere sono poche: valutazione delle rotule dei genitori con il grado scritto, visita oculistica recente e valori della tiroide. Più la domanda che su questa razza conta più di tutte: ci sono casi di diabete in linea? È il tema sanitario numero uno, e un allevatore che conosce la razza non si offende affatto.
Alimentazione
Per saperne di più sull’alimentazione del proprio cane consigliamo di visitare la pagina dedicata all’alimentazione, con le indicazioni valide per tutte le razze. Su questa razza vale però una riga in più: essendo il cane con il rischio di diabete più alto in assoluto, tenerlo al peso giusto non è un consiglio generico ma la prima misura di prevenzione.


