Addestramento ed educazione dell’Australian Terrier
Un terrier vero in sei chili: abbaio, scavo e come si lavora con lui
Con l’Australian Terrier l’errore da evitare è lo stesso di tutti i cani piccoli: non educarlo perché tanto è piccolo. Solo che questo, a differenza di certi cani da compagnia, è un terrier da lavoro per definizione dello standard, e senza regole diventa un problema in miniatura. Qui trovi come impostarlo, come si gestiscono abbaio e scavo, e cosa fargli fare.
Sommario
Trattarlo come un cane

Sei chili di cane che ringhia si prendono in braccio, e da lì il cane impara che ringhiare funziona. Trenta chili che fanno lo stesso si educano il primo giorno. È così che nasce la cosiddetta sindrome del cane piccolo, che non è una caratteristica della razza ma una cosa che gli facciamo noi.
Le regole sono quelle di un cane grande applicate a un cane piccolo: cammina sulle sue zampe, sale in braccio quando lo decidi tu, conosce i comandi base e ha delle regole in casa. In cambio ottieni un cane sicuro invece che nevrotico. E la socializzazione con gli altri cani va fatta sul serio da cucciolo, perché un terrier che non ha imparato a parlare con i suoi simili tende a esagerare, e con la sua taglia esagerare è pericoloso soprattutto per lui.
Sul metodo funziona il rinforzo positivo, funziona il cibo, e funzionano le sessioni corte: è sveglio e impara in fretta, ma la soglia della noia è bassa e alla decima ripetizione ha già trovato qualcosa di più interessante da fare.
Abbaio e scavo: le due cose da gestire
Sono i due comportamenti che portano più gente a chiedere aiuto, e sono entrambi normali. L’abbaio viene dritto dagli antenati tasmaniani, che lo standard descrive noti per il coraggio come cani da guardia; lo scavo è la firma di tutti i terrier, cani nati per andare sottoterra a stanare qualcosa.

Sull’abbaio la strada che funziona è la solita e va applicata con costanza: non punire l’abbaio che parte, ma premiare il silenzio che segue, un secondo alla volta, e ridurre in parallelo le occasioni, per esempio non lasciando la sua cuccia davanti alla finestra sulla strada.
Sullo scavo l’approccio migliore non è vietare ma concedere in un posto: una zona di terra o una vasca di sabbia dove scavare è permesso, con qualche premio nascosto dentro per rendere quel posto il più interessante del giardino. Combattere l’istinto frontalmente su un terrier è una battaglia che non si vince, incanalarlo funziona quasi sempre.
Le attività giuste per un Australian Terrier
La nose work è la scelta migliore in assoluto: usa l’istinto di ricerca, non richiede spazio né sforzi articolari, e stanca la testa, che in un terrier è il punto critico. Bastano una scatola e qualche pezzetto di cibo per cominciare in cucina.
Funzionano poi l’hoopers, il percorso senza salti pensato apposta per i cani piccoli, il rally obedience, che dà struttura senza rigidità, e l’agility nella categoria small, dove un cane così sveglio e atletico si diverte parecchio. Sono tutte discipline che, oltre a stancarlo, gli danno un canale in cui usare quella caparbietà che altrimenti userà su di te.
E poi c’è la cosa più semplice: camminare. Nonostante le gambe corte, questo è un cane rustico e resistente, che regge senza fatica un’ora abbondante di passeggiata e che in montagna se la cava benissimo. Un Australian Terrier che esce dieci minuti tre volte al giorno è un Australian Terrier che a casa si inventa un lavoro.

