Allevamento dell’Australian Terrier

In Italia due cani in dieci anni: dove si trova e cosa chiedere

Questa è una pagina corta e va detta com’è: in Italia l’Australian Terrier non esiste. Negli ultimi dieci anni l’ENCI ha registrato due esemplari in tutto, uno nel 2016 e uno nel 2022, e gli allevamenti con affisso sono zero. Qui trovi cosa significa in pratica, dove si cerca e cosa chiedere quando lo trovi.

Sommario

Due cani in dieci anni

Australian Terrier seduto di tre quarti

Il dato non ha bisogno di una tabella: 2016 un cane, 2022 un cane, tutti gli altri anni zero. Nessun allevatore italiano ha un affisso per questa razza, il che significa che non esiste una sola cucciolata nazionale con pedigree da cui poter comprare.

La ragione è quasi certamente la concorrenza interna alla sua stessa famiglia: fra l’Australian Silky Terrier, che almeno un allevamento ce l’ha, e soprattutto lo Yorkshire Terrier, che in Italia è ovunque, lo spazio mentale per un terzo terrier piccolo a pelo ruvido non c’è mai stato. Non è un giudizio sulla razza, è come funzionano le mode cinofile.

Ha senso aggiungere che questa non è una razza in difficoltà nel mondo: in Australia, ovviamente, ma anche in Nord Europa, Regno Unito e Stati Uniti ha club attivi e allevatori seri. Il problema è solo geografico, ed è nostro.

Dove si trova

Le strade sono due. La prima, la più praticabile, è il Nord Europa: Svezia, Finlandia, Danimarca e Paesi Bassi hanno una comunità solida attorno a questa razza e cucciolate regolari, e la distanza è gestibile. La seconda è il Regno Unito, dove la razza ha un club storico.

Australian Terrier che corre sulla neve

Le cose da mettere in conto sono quelle di ogni importazione: contatto con il club nazionale di razza per farsi indicare gli allevatori in regola, lista d’attesa, viaggio, e la trafila di trascrizione del pedigree all’ENCI una volta arrivato in Italia. Non è complicato, è solo lento.

Sui prezzi non esiste un riferimento italiano per una razza con due cani iscritti in dieci anni. All’estero siamo nella fascia normale dei terrier piccoli con pedigree e test. Fatti fare il prezzo dall’allevatore, e diffida in modo assoluto di chi in Italia ti propone un cucciolo di una razza che qui non nasce: quasi certamente è un altro cane.

Cosa chiedere quando lo trovi

La lista è breve perché la razza non ha test genetici obbligatori. Chiedi la valutazione delle rotule dei genitori con il grado scritto, una visita oculistica recente e i valori della tiroide: sono i tre controlli che i club di razza raccomandano.

Poi la domanda che su questa razza conta più di tutte: ci sono casi di diabete in linea? È il tema sanitario numero uno dell’Australian Terrier, esistono studi sull’ereditabilità, e un allevatore che conosce la razza non si offende affatto a sentirselo chiedere. Anzi, se la risposta arriva prima che tu faccia la domanda, sei nel posto giusto.

Per il resto valgono le regole di sempre: vedere la madre con i cuccioli nel posto dove sono nati, chiedere come sono cresciuti nelle prime otto settimane, e farsi dire cosa succede se fra due anni non puoi più tenerlo. Su una razza che si va a prendere all’estero con un viaggio, quella risposta ha ancora più valore del solito.