Welsh Terrier

Uno sguardo sulla razza e tutte le caratteristiche

Il Welsh Terrier in breve

Il Welsh Terrier è il terrier gallese nero focato, compatto e ben bilanciato, alto non più di 39 cm e pesante fra i 9 e i 9,5 chili. Ha il pelo duro che va strippato e il classico disegno a sella nera con la testa e gli arti fulvi. Lo standard lo descrive affettuoso, obbediente e facile da controllare, coraggioso e senza paura ma decisamente non aggressivo, e nel cenno storico lo definisce un po’ meno esuberante di alcuni altri membri del suo gruppo.

TagliaMedia piccola: non oltre 39 cm
Altezza al garreseNon superiore a 39 cm
Peso9-9,5 kg: uno degli intervalli più stretti che si trovino in uno standard
Vita media12-14 anni secondo le fonti di razza
MantoDuro, ruvido, molto aderente e abbondante; il pelo singolo non è desiderato
ColoriNero focato di preferenza, oppure grigio ferro e focato
Livello di energiaAlto, ma è il terrier che lo standard definisce meno esuberante degli altri
Adatto aChi vuole un terrier vero senza il carattere estremo di alcuni cugini

Che cane è il Welsh Terrier

Welsh Terrier nero focato in stand di profilo, con la barba e le frange fulve sugli arti

È un terrier del gruppo 3, sezione 1, quella dei terrier di taglia grande e media, riconosciuto senza prova di lavoro. La sua utilizzazione, secondo lo standard, è una parola sola: terrier.

Lo riconoscete dal disegno nero focato a sella, dal pelo duro con la barba e le frange fulve sugli arti e dalle orecchie a V portate in avanti.

Quanto è grande: non più di 39 cm e fra 9 e 9,5 chili. Quella forbice di mezzo chilo è una delle indicazioni di peso più severe che si trovino in uno standard.

Cosa chiede: un’ora e mezza al giorno di uscite e lo stripping ogni tre o quattro mesi. La seconda voce è quella che sorprende chi non conosce i terrier a pelo duro.

Cosa lo rende speciale: è il terrier che il suo stesso standard descrive come meno esuberante degli altri, e che definisce obbediente e facile da controllare. Nel gruppo 3 sono parole rarissime.

Un dettaglio da cane da lavoro: lo standard vuole gli occhi piccoli e dice che un occhio rotondo e pieno non è desiderato. Sottoterra, un occhio sporgente si ferisce.

Da sapere prima: resta un cane da tana. Scava, insegue e sa farsi valere con gli altri cani se serve.

Da sapere anche: in Italia ne nascono una cinquantina all’anno e gli affissi registrati sono otto.

Storia ed origine del Welsh Terrier

Fotografia d'epoca di un Welsh Terrier del 1897, in posa di profilo

Il cenno storico dello standard è breve ma dice una cosa forte: il Welsh Terrier e il Lakeland Terrier, che si somigliano parecchio, potrebbero benissimo aver avuto un’origine comune precedente all’invasione romana della Britannia, quando i loro proprietari celti si ritirarono sulle montagne del Galles e nel Lake District.

È una tradizione di razza più che una genealogia documentata, ma il ragionamento geografico regge: le due zone in cui i britanni si ritirarono davanti ai romani sono esattamente le due in cui, secoli dopo, si trovano due terrier neri focati quasi identici.

Il mestiere, invece, è documentato e sta nella prima riga: è una razza con un passato di lavoro autentico, usata su volpe, tasso e perfino la lontra, che era il lavoro più duro che si potesse chiedere a un terrier.

C’è poi una cosa che con questa razza si può fare e con molte altre no: mettere in fila le fotografie del 1897, del 1905 e del 1915 e confrontarle con un cane di oggi. La differenza è quasi soltanto nella toelettatura. Uno standard breve, che dà solo un massimo di altezza e una forbice di peso di mezzo chilo, ha lasciato poco spazio all’esagerazione.

In Italia la razza è stabile: 475 cuccioli in dieci anni e otto affissi, dal Piemonte alla Sardegna. Nella pagina trovate tutta la storia e il confronto con Lakeland e Airedale.

Carattere e descrizione del Welsh Terrier

Welsh Terrier maschio in stand di profilo, con il dorso corto e gli arti dritti e muscolosi

Il pezzo forte di questa razza sta nel suo stesso cenno storico: il Welsh Terrier è forse un po’ meno esuberante di alcuni altri membri del suo gruppo. Uno standard di terrier che ammette una cosa del genere non capita spesso.

Il capitolo del temperamento conferma: affettuoso, obbediente e facile da controllare. Allegro e volubile, raramente di natura timida. Coraggioso e senza paura ma decisamente non aggressivo, pur essendo sempre capace di farsi valere quando serve.

Fisicamente è compatto e ben bilanciato: alto non più di 39 cm e pesante fra 9 e 9,5 chili, una delle forbici di peso più strette che si trovino in uno standard FCI. Gli occhi devono essere piccoli e le mascelle, dice il testo inglese, punishing: regole da cane che andava sottoterra.

Il pelo è duro e va strippato, non tosato: è la voce di gestione principale della razza e va messa in conto prima di scegliere. Il colore è nero focato o grigio ferro e focato, con due dettagli che i giudici guardano: niente righe nere sulle dita e niente nero sotto il garretto.

Sulla salute il club britannico è preciso su due punti, ed è raro: la lussazione primaria del cristallino, emersa nella razza dal marzo 2012 e a esordio tardivo fra i quattro e gli otto anni, e il glaucoma associato alla goniodisgenesia, per cui si raccomanda un controllo annuale.

E infine a chi è adatto: è uno dei terrier che si possono consigliare più facilmente, purché non si confonda meno esuberante con tranquillo.

Addestramento ed educazione del Welsh Terrier

Welsh Terrier nero focato che cammina al guinzaglio su un prato accanto al suo umano

Lo standard usa due parole che negli altri terrier non si trovano: obbediente e facile da controllare. Sono vere, e fanno del Welsh Terrier uno dei cani del gruppo 3 con cui si lavora meglio.

Serve un’ora e mezza al giorno divisa in più uscite, più lavoro di naso: un cane da tana ha una motivazione olfattiva forte, e mezz’ora di ricerca lo stanca più di una passeggiata lunga.

I capitoli di razza restano quelli dei cugini: il richiamo, che su un cane da volpe e tasso non si dà mai per acquisito; lo scavo, che si indirizza invece di combattere; e gli altri cani, perché decisamente non aggressivo non vuol dire disposto a farsi mettere i piedi in testa.

C’è poi una voce che quasi nessuno mette in lista e che dura tutta la vita del cane: lo stripping. Un cucciolo abituato presto al tavolo è un adulto che si lascia fare tutto. Nella pagina trovate anche le attività adatte, dall’agility al nose work.

Allevamento del Welsh Terrier

Welsh Terrier presentato in stand accanto alle coccarde di una esposizione

In Italia il Welsh Terrier si trova: nei registri dell’ENCI risultano 475 cuccioli in dieci anni, circa cinquanta all’anno, e otto affissi sparsi dal Piemonte alla Sardegna. Un cucciolo con pedigree costa fra i 1.200 e i 1.800 euro.

La domanda da fare all’allevatore riguarda gli occhi, ed è doppia. La prima è il test del DNA per la lussazione primaria del cristallino: il club britannico segnala la condizione nella razza dal marzo 2012, la malattia ha esordio tardivo fra i quattro e gli otto anni, ed è recessiva, quindi basta un genitore libero.

La seconda è il controllo per la goniodisgenesia, la malformazione dell’angolo di drenaggio dell’occhio associata al glaucoma: qui non basta un test una volta per tutte, il club britannico raccomanda un controllo annuale dei riproduttori.

E poi c’è la voce che tutti dimenticano quando fanno i conti: lo stripping ogni tre o quattro mesi, per tutta la vita del cane. Nella pagina trovate quanto costa e cosa guardare in una cucciolata.

Welsh Terrier o Lakeland Terrier

Lakeland Terrier color grano in stand su un tappeto rosso

Sono i due cugini che lo standard del Welsh nomina insieme, dicendo che potrebbero avere un’origine comune precedente ai romani. Si somigliano parecchio, e conviene sapere cosa li separa. Il Lakeland Terrier è il terrier del Lake District inglese: non oltre 37 centimetri alla spalla, 7,7 chili nei maschi e 6,8 nelle femmine.

Nella sua pagina trovi un terrier da lavoro nato per un compito preciso: entrare nelle tane fra le rocce, dietro le volpi che attaccavano le greggi. C’è una particolarità curiosa: lo standard FCI di questa razza non ha il paragrafo storico, quindi la storia va letta nei documenti del Kennel Club, e la pagina lo fa. C’è il carattere, con quella parola rara fra i terrier, amichevole, che lo rende uno dei più gestibili del gruppo. C’è l’addestramento e la cura del pelo, che va strippato. E ci sono i numeri italiani, che sono la sorpresa: fra il 2015 e il 2024 l’ENCI ha iscritto 1.062 cuccioli di Lakeland, molti più di quanti ce se ne aspetti da una razza così poco nota. Il Welsh Terrier, il nostro, è leggermente più grande e ha il tipico nero focato. Leggerli insieme è il modo giusto per capire quale dei due hai davanti.

Alimentazione

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Attività di un Welsh Terrier

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Nose Work

icona Rally Obedience attività cinofila

Rally Obedience

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