Allevamento del Welsh Terrier
Cinquanta cuccioli l’anno in Italia, e due controlli agli occhi da chiedere
In Italia il Welsh Terrier si trova: 475 cuccioli in dieci anni e otto affissi registrati, dal Piemonte alla Sardegna.
In questa pagina: quanto costa, i due controlli agli occhi che vengono prima di tutto e cosa guardare in una cucciolata.
Sommario
Quanto costa un cucciolo di Welsh Terrier
Il prezzo di un cucciolo con pedigree sta fra 1.200 e 1.800 euro, che è la forbice normale per un terrier di questa taglia con una buona diffusione.
I numeri italiani sono di una regolarità rassicurante: 475 cuccioli in dieci anni, con il minimo di trentaquattro nel 2016 e 2017 e il massimo di sessantacinque nel 2021. Nessuna moda, nessun crollo.
Gli affissi sono otto: due in Lombardia, due in Emilia Romagna, uno in Piemonte, uno in Friuli, uno in Sicilia e uno in Sardegna. Uno solo, in provincia di Asti, alleva esclusivamente questa razza: sugli altri il Welsh Terrier è una delle razze in elenco.
Il mantenimento di base è basso, perché è un cane di nove chili senza esigenze particolari. Ma c’è la voce che quasi nessuno mette in conto: lo stripping, ogni tre o quattro mesi, per quattordici anni. O si impara a farlo, oppure è un appuntamento fisso dal toelettatore.
Aggiungete il test del DNA di cui parliamo qui sotto: costa poche decine di euro e vale più di qualunque garanzia scritta.
I due controlli agli occhi da chiedere

Su questa razza la parte sanitaria riguarda quasi tutta gli occhi, e il club britannico ha messo per iscritto due indicazioni molto precise. Sono le due domande da fare.
La prima è la lussazione primaria del cristallino, la PLL. Le fibre che tengono in posizione il cristallino cedono, il cristallino si sposta, l’occhio si infiamma e la pressione sale: è dolorosa e porta al glaucoma.
Due cose la rendono particolare in questa razza. La prima è la data: il club britannico segnala la comparsa della condizione nel Welsh Terrier a partire dal marzo 2012. La seconda è che è a esordio tardivo, con i segni che compaiono tipicamente fra i quattro e gli otto anni. Un riproduttore giovane e apparentemente sano, quindi, non dice niente: serve il test.
Il test del DNA esiste, è disponibile dal 2009 per le razze colpite, e la trasmissione è recessiva: basta che uno dei due genitori risulti geneticamente libero perché nessun cucciolo possa ammalarsi.
La seconda domanda è la goniodisgenesia, una malformazione dell’angolo di drenaggio dell’occhio associata al glaucoma ad angolo chiuso. Il Welsh Terrier è fra le razze in cui l’associazione è significativa, e qui non esiste un test una volta per tutte: il club britannico raccomanda un controllo annuale dei riproduttori, insieme a quello per la PLL.
Se un allevatore vi mostra i risultati di tutti e due senza che glieli chiediate, sei nel posto giusto.
Cosa guardare in una cucciolata

Oltre ai documenti, ci sono le cose che si valutano con gli occhi, e su un terrier a pelo duro la prima è proprio il pelo.
Il pelo: deve essere duro, ruvido e aderente. Lo standard aggiunge che il pelo singolo non è desiderato, cioè che sotto la copertura ci vuole il sottopelo. Un cucciolo con il pelo morbido resterà morbido, e nessuna toelettatura lo cambierà.
Il colore: nero focato o grigio ferro e focato. Guarda le dita, che non devono avere le righe nere del pencilling, e sotto il garretto, dove il nero è quanto di meno desiderabile.
Gli occhi: piccoli e scuri. Un occhio grande, rotondo e pieno è esplicitamente indesiderato dallo standard, e non è una questione estetica.
Il formato: compatto, con il dorso corto. Un cucciolo lungo non è un buon cucciolo di questa razza.
Il carattere dei genitori: lo standard squalifica il cane aggressivo o eccessivamente timido, e dice che la razza è raramente di natura timida. Una madre che si nasconde, in un Welsh Terrier, è un segnale che pesa il doppio.
Chiedi infine di vedere un adulto appena strippato. È il modo migliore per capire com’è fatto il cane sotto il pelo e per farvi un’idea di cosa ti aspetta ogni tre mesi.
E la domanda per te: sei pronti a occuparvi di quel mantello per i prossimi quattordici anni?

