Sabueso Espanol
Uno sguardo sulla razza e tutte le caratteristiche
Il Sabueso Espanol in breve
Il Sabueso Espanol è il segugio della Spagna del nord: 52-57 cm i maschi e 48-53 le femmine, per 20-25 chili circa. Pelo corto e fine, sempre bianco e arancio, con orecchie lunghissime che superano il tartufo e pendono ritorte a cavatappi. È descritto nel Libro de la Monteria di Alfonso XI, nel XIV secolo. Lo standard lo definisce affettuoso e calmo, e dice che il cacciatore riconosce dalla sua voce tutto quello che succede in caccia.
Che cane è il Sabueso Espanol

È un segugio del gruppo 6, sezione 1.2, riconosciuto con prova di lavoro, e il suo mestiere è cercare e seguire: lepre, cinghiale e recupero degli animali feriti.
Lo riconoscete da tre cose: il mantello bianco e arancio, le orecchie lunghissime e ritorte, e un corpo più lungo che alto con un torace molto sviluppato.
Quanto è grande: 52-57 cm i maschi e 48-53 le femmine, con un dimorfismo sessuale molto marcato.
Cosa chiede: due ore al giorno fra camminate e lavoro di naso. È un segugio da lavoro, e il naso è il muscolo da stancare.
Cosa lo rende speciale: la voce. Lo standard spiega che il cacciatore, dalle modulazioni del suo abbaio, capisce se la traccia è fredda o fresca e a che punto è la caccia. È un cane che racconta quello che sta facendo.
Da sapere prima: quella stessa voce, in un condominio, è un problema. E con un naso così, in libertà, su una traccia se ne va.
In compenso in casa è un cane affettuoso e calmo, con lo sguardo che lo standard definisce dolce, triste e nobile.
Storia ed origine del Sabueso Espanol

Il Sabueso Espanol è una delle razze meglio documentate d’Europa. La prima descrizione dettagliata sta nel Libro de la Monteria di Alfonso XI, re di Castiglia, scritto nella seconda metà del XIV secolo: il capitolo 39 spiega quali caratteristiche devono avere i sabuesos e le sabuesas, che è uno standard di razza scritto quasi settecento anni fa. Due secoli dopo, nel 1582, torna a descriverli Argote de Molina.
Per secoli i sabuesos spagnoli sono stati due: il gran sabueso espanol, più grande e usato sulla grossa selvaggina, e il sabueso lebrero, più piccolo e leggero, il cui nome dice a cosa serviva, cioè alla lepre. Lo standard del 1982, quello ancora in vigore, ha unificato le due varietà in un tipo solo.
Oggi la razza lavora ancora, e non è un modo di dire: in Cantabria, nelle Asturie, nei Paesi Baschi, in Galizia e in Castiglia e Leon è un cane da cinghiale e da lepre, oltre che uno specialista del recupero del ferito. La FCI la classifica con prova di lavoro, ed è il motivo per cui non si è divisa in una linea da lavoro e una da bellezza.
In Italia, invece, è praticamente assente: due cuccioli in cinque anni e nessun affisso. Nella pagina trovate anche una fotografia d’epoca di una caccia al cinghiale in Cantabria, che di questa razza racconta più di molte descrizioni.
Carattere e descrizione del Sabueso Espanol

È un segugio di taglia media con due tratti che si notano subito: è lungo e ha un torace enorme. Lo standard dà le proporzioni in un modo insolito, cioè in centimetri: la lunghezza del corpo deve superare l’altezza al garrese di 7-10 cm, e un cane quadrato è squalificato. Il perimetro toracico supera di un terzo l’altezza al garrese.
Le orecchie sono la firma della razza: grandi, morbide, attaccate sotto la linea dell’occhio, e pendono ritorte a cavatappi. Senza tirarli devono superare abbondantemente il tartufo. Lo standard aggiunge un dettaglio da veterinario, cioè che il sistema venoso è ben visibile appena sotto la pelle.
I colori sono due soltanto, bianco e arancio, con la predominanza dell’uno o dell’altro e con l’arancio che va dal limone al rosso bruno intenso. I cani tricolori o con focature sono squalificati, e lo è anche il pelo lanoso, che secondo lo standard indica un incrocio.
Il carattere sta in una riga che contiene due cani: affettuoso e calmo, ma con un coraggio straordinario sulla grossa selvaggina. La cosa più bella, però, è nel capitolo sull’utilizzazione: il cacciatore, istruito dalla voce del cane e dalle sue modulazioni, riesce a ricostruire tutta la caccia senza vedere niente. La voce, in questa razza, è un linguaggio. Vive 10-12 anni e il suo problema numero uno sono le otiti.
Addestramento ed educazione del Sabueso Espanol

Con un segugio si lavora sul richiamo e sulla gestione, non sull’obbedienza formale. E la cosa onesta da dire subito è che con un cane così, su una traccia calda, il richiamo molto spesso perde: non è disobbedienza, è come funziona un cervello selezionato per secoli per seguire un odore fino in fondo.
Il fabbisogno di movimento è alto: circa due ore al giorno, con una parte di lavoro di naso, che è quello che lo stanca. Quaranta minuti di ricerca olfattiva valgono più di due ore di passeggiata, e per chi non caccia le alternative serie sono la ricerca olfattiva e la pista di sangue.
Poi c’è il capitolo della voce, che con questa razza non è un dettaglio: il Sabueso abbaia, forte, e la sua voce è fatta per essere sentita a un chilometro in un bosco. Non si toglie e non si deve: si gestisce, e si mette in conto prima di prendere il cucciolo.
Con un cucciolo le priorità sono la socializzazione con gli altri cani, perché è nato per lavorare in squadra, il guinzaglio, il naso usato come gioco per costruire la relazione, e l’abitudine a farsi controllare le orecchie, cosa che farai per i prossimi dodici anni.
Allevamento del Sabueso Espanol

In Italia il Sabueso Espanol non c’è: i registri parlano di due cuccioli in cinque anni e di nessun affisso. È una razza da lavoro spagnola, e vive dove il lavoro c’è.
Chi la vuole guarda al nord della Spagna: Cantabria, Asturie, Paesi Baschi e Galizia, dove esiste un club di razza e dove i cuccioli si trovano soprattutto attraverso i cacciatori. I prezzi sono quelli di un cane da lavoro, cioè fra i 500 e i 900 euro, a cui vanno aggiunti dai 200 ai 400 euro fra viaggio e pratiche.
Le domande da fare sono quelle di un cane da lavoro: se i genitori cacciano, con che risultati e su che selvaggina. E poi i controlli sanitari di buon senso, a partire dagli occhi, visto che lo standard mette entropion ed ectropion fra i difetti gravi.
Nella pagina trovate anche cosa guardare in un cucciolo, dalle orecchie, che devono essere lunghe e morbide, al colore, che deve essere bianco e arancio senza tracce di nero, e la domanda che con questa razza conta più di tutte: hai un modo per fargli usare quel naso?


