Allevamento del Sabueso Espanol

Due cuccioli in cinque anni: in Italia questa razza va cercata in Spagna

In Italia il Sabueso Espanol registra due cuccioli in cinque anni e nessun affisso. È una razza da lavoro spagnola, e chi la vuole guarda al nord della penisola iberica.

In questa pagina: quanto costa, dove si cerca, cosa chiedere e cosa guardare in un cucciolo.

Sommario

Quanto costa un cucciolo di Sabueso Espanol

Giovane Sabueso Espanol chiaro con le orecchie lunghissime

In Spagna un cucciolo costa fra i 500 e i 900 euro. È un prezzo da cane da lavoro, e non è un caso: questi cani si vendono soprattutto fra cacciatori.

In Italia non c’è niente da cercare: due cuccioli in cinque anni e zero affissi registrati. Le zone da guardare sono la Cantabria, le Asturie, i Paesi Baschi e la Galizia, dove esiste un club di razza.

Metti in conto 200-400 euro fra viaggio, passaporto e pratiche, e la pazienza di trattare con allevatori che spesso sono cacciatori e non professionisti del settore.

Il primo anno costa fra i 700 e i 1.000 euro fra vaccinazioni, microchip, sverminazioni ed eventuale sterilizzazione, e poi il mantenimento di un cane da 20-25 chili che si muove parecchio si assesta sui 70-110 euro al mese.

La toelettatura è a zero: pelo corto, una spazzola quando serve. L’unica spesa ricorrente sono i prodotti per la pulizia delle orecchie, che con questa razza non sono un optional.

VoceQuantoNote
Cucciolo con pedigree500-900 euroPrezzi spagnoli: è un cane da lavoro, non da mercato
Nascite in ItaliaDue in cinque anniLa razza in Italia non è allevata
Affissi in ItaliaZeroNon esiste un allevamento italiano
Dove si cercaNel nord della SpagnaCantabria, Asturie, Galizia, Paesi Baschi
Viaggio e pratiche200-400 euroSe il cucciolo si prende in Spagna
Primo anno700-1.000 euroVaccinazioni, microchip, sverminazioni, sterilizzazione
Mantenimento al mese70-110 euroUn cane da 20-25 chili che lavora
ToelettaturaZero euroPelo corto: bastano una spazzola e i controlli alle orecchie

Cosa chiedere e cosa guardare in una cucciolata

Con una razza da lavoro le domande sono diverse dal solito, e la prima non riguarda il pedigree.

La prima è se i genitori cacciano. In una razza classificata dalla FCI con prova di lavoro, un riproduttore che non ha mai lavorato è un riproduttore a metà. Chiedi su cosa cacciano, come e con che risultati.

La seconda riguarda gli occhi: lo standard mette entropion ed ectropion fra i difetti gravi, quindi le palpebre dei genitori vanno guardate dal vivo.

La terza riguarda le orecchie, e non per la bellezza: chiedi se in famiglia ci sono problemi ricorrenti di otite, perché è il punto debole della razza.

La quarta è il carattere. Lo standard mette il temperamento squilibrato, eccessivamente timido, nervoso o aggressivo fra i difetti gravi: un segugio deve essere calmo in canile e determinato in campo.

Sul cucciolo, il primo controllo è il colore: solo bianco e arancio. Un cucciolo tricolore o con focature su muso e arti è squalificato dallo standard, e quel nero racconta qualcosa sulla cucciolata.

Il secondo è il pelo, che deve essere corto, fine e liscio. Un pelo lanoso, dice lo standard, indica un incrocio.

Il terzo sono le orecchie, che devono essere lunghe, morbide e attaccate basse.

E il quarto è il tartufo, che non deve essere bipartito: in altre razze spagnole il tartufo diviso è un tratto tipico, qui è una squalifica.

L’ultima domanda è per te: hai un modo concreto per far usare a questo cane il suo naso, tutte le settimane, per i prossimi dodici anni? Se la risposta è no, è meglio saperlo adesso.