Groenlandese
Uno sguardo sulla razza e tutte le caratteristiche
Il Groenlandese in breve
Il Groenlandese – Grønlandshund, in groenlandese Qimmeq Qimuttoq – è uno spitz polare da slitta: maschi da 60 cm in su, femmine da 55, senza limite massimo, doppio mantello e tutti i colori tranne albino e merle. Lo standard lo definisce una delle razze più antiche del mondo e l’unico cane da slitta degli Inuit. Carattere: energia, forza mentale e audacia, amichevole con tutti e non adatto come cane da guardia. In Italia ne è stato registrato uno, nel 2020.
Che cane è il Groenlandese

È un cane da slitta del gruppo 5, sezione 1, riconosciuto con prova di lavoro. Non è un cane da compagnia con qualche abitudine strana: in Groenlandia è ancora oggi un animale da lavoro che tira la slitta e accompagna i cacciatori sul ghiaccio.
Lo riconoscete dalla mole – 60 cm e oltre, trenta-quarantacinque chili – dal doppio mantello ruvido, dalle orecchie piccole e erette e dalla coda folta portata sul dorso. Il colore può essere qualsiasi.
Cosa chiede: lavoro. Lo standard è chiaro – è un cane per persone che amano la vita all’aria aperta, e un compagno eccellente per chi cammina in montagna con il cane che tira o porta l’attrezzatura.
Cosa lo rende speciale: mille anni di continuità. Lo studio genetico pubblicato su Science nel 2025 ha mostrato che i cani groenlandesi sono in Groenlandia da circa l’anno 1000 e che il DNA europeo, in loro, è quasi assente.
Il carattere, con le parole dello standard: amichevole con le persone, anche con gli estranei, ma non legato a una persona in particolare – e quindi non adatto come cane da guardia. Con foca e orso polare mostra un forte istinto di caccia.
Da sapere prima: scappa, ulula, perde il sottopelo a ciocche due volte l’anno e soffre il caldo. In Italia è una razza da conoscere, non da comprare d’impulso.
E c’è una notizia che riguarda la razza intera: in Groenlandia i cani da slitta erano circa 25.000 nel 2002 e sono circa 13.000 oggi.
Storia ed origine del Groenlandese

Lo standard dice che è una delle razze più antiche del mondo e da tempi antichi l’unico cane da slitta degli Inuit. Nel 2025 uno studio pubblicato su Science – dal progetto Qimmeq dell’Università di Copenaghen con l’università di Nuuk – ha riempito quella riga di date: origine in Siberia circa novemila anni fa, un antenato in Alaska quattromila anni fa, e l’arrivo in Groenlandia con gli Inuit dal Nunavut intorno all’anno 1000.
Lo stesso studio ha scoperto che i cani groenlandesi sono tre popolazioni distinte – Kitaa a ovest, Tunu a est, Avanersuaq a nord – e che, nonostante quattro secoli di presenza coloniale, il DNA europeo è quasi assente. Nessun ibrido moderno con il lupo, malgrado i racconti tradizionali.
La ragione di quella purezza è anche politica: nei distretti della slitta – a nord del Circolo Polare e sulla costa orientale – è vietato per legge portare cani di altre razze, e un cane che scende a sud non può rientrare. Le prime norme risalgono al 1907.
Nella pagina dedicata trovi anche i cani delle spedizioni polari – fra cui Basilisk e Ginger, fotografati in Antartide da Frank Hurley fra il 1911 e il 1914 – e i numeri del declino in corso: da circa 25.000 cani nel 2002 a circa 13.000 nel 2020.
Carattere e descrizione del Groenlandese

Il Groenlandese è uno spitz polare molto forte, costruito per la resistenza e per il lavoro duro in condizioni artiche. Le misure partono da 60 cm nei maschi e 55 nelle femmine, e – cosa insolita – non c’è un massimo: lo standard ammette variazioni di taglia purché non intacchino la capacità di lavoro.
La testa è larga con orecchie piccole, triangolari e fermamente erette; il tartufo è scuro e può schiarirsi d’inverno – il cosiddetto winter-nose. Gli occhi azzurri e quelli di colore diverso sono squalificanti, al contrario di quanto accade nell’Husky.
Sul colore lo standard è il più liberale che si conosca: tutti i colori, uniformi o pezzati, tranne albini e merle. È la conseguenza di una selezione fatta per mille anni sul lavoro e non sull’estetica.
Il carattere, nelle parole dello standard: energia, forza mentale e audacia; cane da slitta appassionato e infaticabile; amichevole con le persone, anche con gli estranei; non strettamente legato a nessuno e quindi non adatto come cane da guardia. Nella pagina dedicata trovi anche la salute e il confronto con Husky, Malamute e Canadian Eskimo Dog.
Addestramento ed educazione del Groenlandese

Con questo cane il punto di partenza è capire una frase dello standard: nel suo lavoro non è strettamente legato a nessuna persona in particolare. Non obbedisce per farvi piacere: collabora se ha un motivo, e il rapporto si costruisce facendo cose insieme.
Il lavoro giusto è il tiro: sleddog e skijoring dove c’è neve, bikejoring e dog scootering nelle altre stagioni, dog trekking con lo zainetto. Sempre con la pettorina adatta, carichi progressivi e niente tiro serio prima dei diciotto mesi.
Il problema numero uno sono le fughe: recinto alto e interrato, longhina in campagna, guinzaglio in città, microchip e – dove serve – un GPS al collare. L’istinto di caccia che lo standard definisce forte non fa distinzioni fra una foca e un gatto.
E poi c’è il caldo, che alle nostre latitudini è il vero limite: uscite all’alba e alla sera, ombra, acqua, niente sforzi nelle ore centrali e – mai – la tosatura. Nella pagina dedicata trovi anche i sei errori più comuni con un cane nordico.
Allevamento del Groenlandese

In Italia questa razza praticamente non esiste: le API dell’ENCI, sul codice 274, registrano un solo cucciolo, nel 2020, e zero affissi. Chi lo vuole guarda ai paesi nordici – Danimarca, Norvegia, Germania – dove esistono club e allevatori.
Dalla Groenlandia, invece, non si esporta con facilità: nei distretti della slitta i cani sono animali da lavoro e i movimenti sono regolati per legge, anche per ragioni sanitarie.
Il prezzo indicativo di un cucciolo in Europa è di 800-1.500 euro, ma la spesa vera è un’altra: il recinto – alto, interrato, a prova di fuga – e il tempo. Un cane da slitta senza lavoro è un problema per sé e per il vicinato.
Nella pagina dedicata trovi le domande da fare all’allevatore, i controlli sanitari sensati in una razza rustica e senza programmi ufficiali, e cosa guardare in una cucciolata di cani nordici – a partire dagli occhi, perché l’azzurro qui squalifica.


