Lo skijoring è lo sport invernale in cui il cane traina uno sciatore di fondo: il nome viene dal norvegese skikjøring, che significa sci trainato. È la disciplina perfetta per chi ama la montagna d’inverno e ha un cane che di correre non ne ha mai abbastanza. Cos’è, come funziona, dove si gareggia e con quali cani, trovi tutto qui sotto.
Sommario:
Cos’è lo skijoring
Il conduttore scia in tecnica di fondo (di solito skating), il cane corre davanti agganciato a una linea ammortizzata fissata a una cintura da traino. Lo sciatore non si fa trascinare come un peso morto: spinge, pattina e collabora, e il cane aggiunge la sua trazione. Un binomio affiatato vola sulla neve battuta.
La disciplina nasce in Scandinavia come evoluzione della pulka, il piccolo slittino da carico trainato dai cani nelle regioni nordiche. Ancora oggi skijoring e pulka convivono nelle gare nordiche, perfino in prove combinate dove si parte con la pulka e si finisce in skijoring puro.
Come funziona
L’attrezzatura del cane è quella del traino: imbragatura tipo x-back e linea ammortizzata agganciata a una cintura larga con sgancio rapido indossata dallo sciatore. Sci e bastoncini sono da fondo; gli sci da discesa non c’entrano nulla. I comandi sono vocali, gli stessi di tutto il mushing: avanti, destra, sinistra, piano, stop.
Serve una base doppia: il cane deve saper trainare a comando (e il canicross è la scuola ideale) e il conduttore deve saper sciare in fondo con una certa sicurezza, perché a cane lanciato si superano tranquillamente i 25-30 km/h. Le cadute fanno parte del gioco, lo sgancio rapido pure.
Le gare: dove si svolgono e come sono organizzate
Lo skijoring è una specialità ufficiale degli sport da slitta, con campionati mondiali ed europei sotto la IFSS e un movimento fortissimo nei paesi nordici. Le classi prevedono 1 o 2 cani, su piste di fondo battute, con distanze tipiche dai 5 ai 20 chilometri a seconda della categoria.
In Italia le gare si concentrano sull’arco alpino, spesso all’interno degli stessi eventi dello sleddog, organizzate dai club della disciplina. Fuori dalle gare, molti centri fondo permettono la pratica su anelli dedicati o in orari riservati: meglio informarsi prima, perché non tutte le piste ammettono i cani.
Quali cani sono idonei
I padroni di casa sono i cani nordici e da slitta: Siberian Husky, Alaskan Husky, e gli incroci sportivi nati per il traino veloce. Ma lo skijoring amatoriale è aperto a qualsiasi cane sano, adulto e sopra i 18-20 kg circa, con buona motivazione al traino: pastori, braccoidi e meticci sportivi si divertono quanto i nordici.
Il freddo qui è un alleato: i cani lavorano molto meglio a temperature basse che col caldo. Restano fuori i cani in crescita, quelli con problemi articolari e i brachicefali. E attenzione alle zampe: neve ghiacciata e sale possono richiedere le scarpette, come per i cani da slitta.
Come iniziare e quanto costa
Se il cane ha già fatto canicross, metà del lavoro è fatto: restano da sistemare la tecnica di sci e l’intesa sulla neve. Alcuni club di sleddog e scuole di fondo alpine organizzano corsi di avviamento allo skijoring in inverno.
Senza neve, lo stesso lavoro si fa col bikejoring o col dog scootering; con più cani e la slitta si entra nel mondo dello sleddog.
Domande frequenti
Quali cani possono fare skijoring?
I nordici e i cani da slitta sono i padroni di casa, ma lo skijoring amatoriale è aperto a qualsiasi cane sano, adulto e sopra i 18-20 kg con buona motivazione al traino. Restano fuori i cani in crescita, quelli con problemi articolari e i brachicefali.
Che attrezzatura serve?
Imbragatura, linea e cintura da traino stanno indicativamente fra 90 e 150 euro in tutto; sci, scarpette e bastoncini si noleggiano nei centri fondo. Occhio alle zampe: con neve ghiacciata e sale possono servire le scarpette.
Dove si pratica in Italia?
Sulle piste e sugli anelli di fondo dell’arco alpino che ammettono i cani. Le gare si corrono su 5-20 km, in classi a uno o due cani.
Prima di cominciare, due persone da sentire
Prima di iscriverti a uno sport cinofilo porta il cane a una visita veterinaria di idoneità: salti e carichi non si chiedono a un cane ancora in crescita o con un problema articolare che nessuno ha ancora visto. Poi cerca un istruttore cinofilo qualificato della disciplina e comincia sotto i suoi occhi, anche se di esercizi in rete ne trovi a decine: una tecnica sbagliata fa male al cane prima ancora che al risultato.



