Allevamento del Groenlandese

Un solo cucciolo registrato in Italia: dove si cerca e cosa serve

In Italia il Groenlandese non c’è: le API dell’ENCI, sul codice di razza 274, registrano un solo cucciolo, nel 2020, e zero affissi. Chi lo cerca guarda ai paesi nordici, dove la razza è allevata da club seri.

In questa pagina: quanto costa, dove si cerca, cosa chiedere e – soprattutto – cosa serve avere prima di prenderne uno.

Sommario

Quanto costa un cucciolo di Groenlandese

In Europa – Danimarca, Norvegia, Germania, Paesi Bassi – un cucciolo con pedigree costa indicativamente fra gli 800 e i 1.500 euro. In Italia non esiste un listino, perché non esiste allevamento: un cucciolo registrato in dieci anni.

Dalla Groenlandia l’esportazione non è semplice: nei distretti della slitta i cani sono animali da lavoro, i movimenti sono regolati per legge e un cane che esce dai distretti non può rientrare. Non è un mercato di cuccioli da compagnia.

Le spese di mantenimento sono quelle di un cane da 30-45 chili che lavora: fra 100 e 150 euro al mese, con la razione che cambia in base al lavoro e alla stagione.

La toelettatura come servizio non serve – non si tosa e non si strippa – ma la spazzola sì: due mute violente all’anno e tre settimane, ogni volta, di sottopelo che viene giù a ciocche.

E poi c’è la spesa che viene prima di tutte e che nessuno mette in bilancio: il recinto. Alto, interrato, senza appoggi e con cancelli affidabili. Un cane nordico che impara a uscire non disimpara.

VoceQuantoNote
Cucciolo in ItaliaNon esiste un listinoUn solo cucciolo registrato, nel 2020, e zero affissi
Cucciolo in Europa800-1.500 euroDanimarca, Norvegia, Germania: i club nordici
In GroenlandiaNon si esporta facilmenteI cani dei distretti della slitta hanno regole severe
Mantenimento al mese100-150 euroUn cane da 30-45 kg che lavora
ToelettaturaZero, ma molta spazzolaDue mute violente all’anno: il sottopelo viene giù a ciocche
Il recintoLa spesa veraAlto, interrato, senza appoggi: è un fuggitivo per vocazione
Il climaUn problema di budgetIn Italia servono ombra, acqua e uscite notturne in estate
La realtàNon è un cane da compagniaLo standard lo dice: è un cane per chi vive fuori

Dove si cerca, e cosa chiedere

Cane della Groenlandia bianco e giallo in stand accanto al conduttore

La strada realistica passa dai club nordici: il Dansk Kennel Klub tiene il patronato della razza, e in Danimarca, Norvegia e Germania esistono allevatori e appassionati. In Italia il punto di partenza sono i club dello sleddog.

La prima domanda riguarda il lavoro: i genitori tirano? Fanno sleddog? La razza è riconosciuta con prova di lavoro, e in un cane da slitta la capacità di lavorare è la sola garanzia di tipo.

La seconda riguarda le articolazioni: radiografie di anca e gomito. Non c’è un programma ufficiale di razza come nelle razze da esposizione, quindi tutto dipende dalla serietà di chi alleva.

La terza riguarda gli occhi, e in questa razza è anche una questione di standard: l’occhio azzurro e gli occhi di colore diverso sono squalificanti. Se ti propongono un Groenlandese con gli occhi azzurri, o non è un Groenlandese o non è tipico.

La quarta riguarda il carattere: chiedi come vivono i cani dell’allevamento. Un Groenlandese cresciuto in muta, all’aperto, con un lavoro, è un cane diverso da uno cresciuto in un box da solo.

E la quinta è quella che dovreste fare a te stessi prima di telefonare: dove vivo, che clima c’è, quanto tempo ho e cosa farò con questo cane. Con una razza artica da lavoro le risposte sincere sono l’unica cosa che conta.

Cosa guardare in una cucciolata

Tre cuccioli di cane della Groenlandia nella tundra di Ittoqqortoormiit

Il primo controllo sono gli occhi: mai azzurri, mai di colore diverso fra loro. Sono le due squalifiche più facili da verificare, e nei cuccioli si vedono subito.

Il secondo è il mantello: doppio, con il sottopelo già presente e il pelo esterno che non deve essere né riccio né ondulato. Nei cuccioli il pelo è lanoso, ma la struttura si intuisce.

Il terzo sono le orecchie: piccole, triangolari, con le punte arrotondate. Devono diventare eretti: in un cucciolo giovane possono essere ancora molli, ma l’attaccatura si giudica già.

Il quarto è la sostanza: ossatura pesante, arti dritti, piedi grandi e rotondi. Un cane da slitta leggero di ossatura non farà il suo lavoro.

Il quinto è il colore: qualunque, purché non sia merle e non ci sia albinismo. Il merle in questa razza è il segno di un incrocio che non dovrebbe esserci.

Il sesto è il comportamento: cuccioli sicuri, curiosi, che vengono avanti. Lo standard chiede un cane audace, e la timidezza in una razza da lavoro artico è un difetto grave.

E il settimo è come vivono: all’aperto, in gruppo, con la madre. Un cucciolo di questa razza cresciuto in un salotto parte già con un pezzo di educazione sbagliata.