Norwegian Buhund
Uno sguardo sulla razza e tutte le caratteristiche
Il Norwegian Buhund in breve
Il Norwegian Buhund, in norvegese Norsk Buhund, è uno spitz da fattoria di taglia media piccola: 43-47 cm nei maschi, 41-45 cm nelle femmine, per 12-18 chili. Manto doppio in due soli colori, grano e nero, orecchie erette e coda arrotolata sul dorso. Utilizzazione, per lo standard: cane da guardia, da fattoria e pastore di uso polivalente. Carattere: coraggioso, energico e amichevole.
Che cane è il Norwegian Buhund

È il cane della fattoria norvegese: bu vuol dire casale, e il buhund è quello che radunava le pecore, teneva d’occhio il cortile e avvisava se arrivava qualcuno. Uno spitz tipico, costruito nel quadrato, con l’espressione sveglia e franca.
Lo riconoscete dalle orecchie erette e appuntite, dalla coda arrotolata sul centro del dorso e dal doppio mantello, che esiste in due colori soltanto: grano e nero.
Cosa chiede: almeno un’ora e mezza al giorno fra movimento e testa, una spazzolata a settimana che diventa quotidiana durante le mute, e un padrone che accetti un cane che parla, perché fare la guardia è il mestiere per cui è nato.
Cosa lo rende speciale: è polivalente, cioè non è specialista di niente ed è bravo in tutto. È anche uno degli spitz più amichevoli, con la famiglia e con gli estranei.
In Italia non c’è: nessun cucciolo iscritto all’ENCI negli ultimi dieci anni e nessun affisso. Chi lo vuole lo importa dal nord Europa.
Storia ed origine del Norwegian Buhund

Lo standard FCI del Buhund non ha cenno storico, quindi la storia va presa dai club. Comincia dal nome: bu in norvegese è la fattoria, e il buhund è il cane del casale, quello che radunava le pecore, faceva la guardia al cortile e la sera stava in casa.
La parte più raccontata è archeologica: nel 1880, sotto una collina vicino a Oslo, lo scavo della nave funeraria di Gokstad ha restituito gli scheletri di sei cani, e il Kennel Club britannico scrive che in tombe vichinghe norvegesi sono stati trovati cani simili al Buhund. Nella pagina spieghiamo cosa si può dire e cosa no.
La razza moderna nasce nello Jaeren: prima esposizione nel 1920 per iniziativa di John Saeland, poi il Norsk Buhundklubb nel 1939 con Toralf Raanaas primo presidente. Il primo Buhund iscritto si chiamava Flink. Nel Regno Unito il club nasce nel 1967, negli Stati Uniti la razza entra nel gruppo pastori dell’AKC nel 2009.
In Italia, invece, il capitolo è cortissimo: nessun cucciolo iscritto all’ENCI negli ultimi dieci anni e nessun affisso attivo.
Carattere e descrizione del Norwegian Buhund

È uno spitz tipico costruito nel quadrato, un po’ al di sotto della taglia media: 43-47 cm nei maschi, 41-45 cm nelle femmine, per 12-18 chili. Orecchie erette e appuntite, coda fermamente arrotolata sul centro del dorso, testa a cuneo con il cranio parallelo alla canna nasale.
I colori ammessi sono due soltanto: grano (biscotto, dal rosso chiaro al rosso giallastro, con maschera permessa) e nero. Qualsiasi altro colore è difetto eliminatorio, come le orecchie non erette. Il pelo è doppio, con mantello esterno duro e soffice e denso sottopelo.
Il carattere sta in tre aggettivi: coraggioso, energico e amichevole. Nella pagina trovi cosa vuol dire in pratica vivere con un cane da guardia, da fattoria e pastore di uso polivalente, quanto vive e l’atassia cerebellare ereditaria, la malattia che porta il nome della razza e che oggi si evita con un test del DNA.
Addestramento ed educazione del Norwegian Buhund

È un cane sveglio e collaborativo, ma resta uno spitz da lavoro, abituato a decidere da solo in mezzo a un cortile. Il metodo giusto è il rinforzo positivo con sessioni brevi: impara in fretta e si stufa in fretta, e le maniere forti con uno spitz ottengono solo un cane che si chiude.
Le priorità dei primi mesi sono la socializzazione (parte avvantaggiato, lo standard lo dice amichevole), il richiamo contro la tendenza a fare il giro di perlustrazione, la manipolazione in vista delle mute e soprattutto il lavoro sull’abbaio: si distingue l’avviso, che è corretto, dalla chiacchiera a vuoto, che nasce dalla noia.
Servono almeno un’ora e mezza al giorno fra movimento e testa. Gli riescono bene rally obedience, nose work, treibball e dog trekking; d’estate si esce presto, perché il doppio mantello è fatto per la Norvegia. E il pelo non si tosa mai: si spazzola, tutti i giorni durante le mute.
Allevamento del Norwegian Buhund

In Italia il Norwegian Buhund non c’è. Fra il 2015 e il 2024 l’ENCI non ha iscritto nessun cucciolo di questa razza, e non esiste nessun affisso attivo: zero allevamenti, in nessuna regione.
Questo significa una cosa sola: chi vuole un Buhund lo importa, quasi sempre dalla Norvegia o dalla Svezia, dove la razza è a casa sua, oppure dal Regno Unito, dove esiste un club dal 1967.
Non troverai qui un prezzo in euro, perché un prezzo italiano di questa razza non esiste: lo fa l’allevatore estero, e va sommato al viaggio e alle pratiche. Nella pagina spieghiamo come funziona la trascrizione del pedigree straniero e cosa mettere in conto.
La domanda sanitaria che viene prima di tutte è il test del DNA per l’atassia cerebellare ereditaria, la malattia che porta il nome della razza. È recessiva, quindi basta che uno dei due genitori sia esente. Poi anche e occhi, le altre due prove chieste dai club.


