Curly Coated Retriever
Uno sguardo sulla razza e tutte le caratteristiche
Il Curly Coated Retriever in breve
Il Curly Coated Retriever è il più antico e il più alto dei retriever: altezza ideale 67,5 centimetri nei maschi e 62,5 nelle femmine, per 27-40 chili di cane da riporto costruito per l’acqua. Il mantello è una fitta massa di ricci piccoli e stretti aderenti alla pelle, senza sottopelo, in due soli colori: nero o fegato. Carattere amichevole ma indipendente, riservato con gli estranei. Vive intorno ai 12 anni.
Che cane è il Curly Coated Retriever

È un cane da riporto in acqua con due secoli di mestiere alle spalle e una fama che non ha mai avuto. Alto sulle gambe, forte, con quella massa di ricci che nessun altro cane da caccia ha: chi lo incontra per strada di solito chiede che razza sia.
Il carattere lo distingue dagli altri retriever più della taglia. Lo standard lo chiama indipendente e mette nero su bianco che può sembrare riservato: non è il cane che fa festa a tutti, è il cane che ti sceglie e poi non ti lascia più. Con la famiglia è affettuoso e leale, con i bambini paziente, con gli estranei prende tempo.
Il pelo, contro ogni aspettativa, è il capitolo più facile: senza sottopelo perde pochissimo in casa e non si spazzola, perché la spazzola apre il riccio. Si bagna e si massaggia con le dita, e il riccio si riforma asciugando.
Quel che chiede è movimento vero e qualcosa da riportare: un’ora al giorno fra camminata, corsa e nuoto, più un compito che gli faccia usare la testa. E chiede pazienza sui tempi, perché matura tardi e resta cucciolone per due anni.
Storia ed origine del Curly Coated Retriever

Il Curly Coated Retriever è considerato il più antico dei retriever, con testimonianze che arrivano alla fine del Settecento. È nato nelle paludi inglesi per il riporto all’acquatica, e fra i suoi antenati si citano l’English Water Spaniel oggi estinto, il cane di Terranova dei pescatori, un setter da riporto e il barbone, a cui si attribuiscono i ricci.
La data che conta è il 1860: quando nascono le prime esposizioni inglesi, il Curly e il Wavy Coated (l’attuale Flat Coated) sono le prime due razze di retriever a ricevere classi separate. Passeranno più di quarant’anni prima che labrador e golden ottengano il riconoscimento separato, e sono proprio loro, nel Novecento, a portargli via il pubblico.
Nella pagina trovi anche il resto della parabola: le due guerre, la sopravvivenza grazie a pochi appassionati, lo status attuale di vulnerable native breed del Kennel Club britannico (300 cuccioli l’anno o meno, e nel 2024 erano 35 le razze in quella lista) e i numeri italiani, che sono quelli di una rarità vera: 26 cuccioli in nove anni e un solo affisso.
Carattere e descrizione del Curly Coated Retriever

Il carattere sta in una riga dello standard da leggere due volte: intelligente, stabile, affidabile. Coraggioso, amichevole, sicuro di sé e indipendente. Può sembrare riservato. Sono le due parole che spiegano perché non è mai diventato il retriever di massa: con gli estranei prende tempo, e collabora se gli dai un motivo.
È il retriever più alto: lo standard indica un’altezza ideale di 67,5 centimetri nei maschi e 62,5 nelle femmine, e non indica nessun peso (in pratica 27-40 chili). Il mantello è la sua firma: una fitta massa di ricci piccoli e stretti aderenti alla pelle, dall’occipite alla punta della coda, senza sottopelo, mentre muso e fronte restano a pelo liscio. I colori sono due soli, nero e fegato.
Nella pagina trovi il capitolo sul pelo con la cosa che sorprende tutti (il Curly non si spazzola: si bagna e si massaggia con le dita), il confronto con labrador e golden, e la parte sulla salute, dove la sigla da conoscere è GSD IIIa, la glicogenosi con il suo test del DNA. Vive intorno ai 12 anni.
Addestramento ed educazione del Curly Coated Retriever

Il Curly impara in fretta ma non impara per compiacere: impara se la cosa ha senso per lui. Nei primi mesi la priorità è la socializzazione, perché in una razza in cui lo standard prevede che il cane possa sembrare riservato, la differenza fra riservato e diffidente la fa quello che vede fra le otto e le sedici settimane.
La seconda cosa da sapere è che matura tardi: fra i sei mesi e i due anni hai davanti un cucciolone grande e forte con l’attenzione di un adolescente. Sessioni brevi, variate e col rinforzo positivo, chiuse prima della noia. Il richiamo va costruito da subito, perché l’indipendenza di questo cane si vede proprio a distanza.
Il motore di tutto è il riporto: dal riporto in casa al dummy, fino al lavoro in acqua, che per questa razza è casa. Fuori dal riporto funzionano nose work, dog trekking, nuoto, obedience e rally. Da evitare i lanci a raffica della pallina e l’inattività: un Curly annoiato scava.
Allevamento del Curly Coated Retriever

In Italia il Curly Coated Retriever è una rarità vera: fra il 2016 e il 2024 l’ENCI ha iscritto 26 cuccioli in tutto, con due annate a zero, e gli affissi dedicati alla razza sono uno, in Lazio. La strada realistica per un cucciolo passa dall’estero: Gran Bretagna, Paesi nordici e Paesi Bassi, con lista d’attesa.
Un cucciolo con pedigree costa fra i 1.200 e i 2.000 euro, più il viaggio. Il mantenimento è quello di un cane da 35 chili, fra gli 80 e i 130 euro al mese, e c’è una voce che qui vale zero: il toelettatore, perché il pelo si gestisce con acqua e dita.
Il test da pretendere ha un nome preciso: GSD IIIa, la glicogenosi di tipo IIIa, con il genotipo di entrambi i genitori perché due portatori non vanno accoppiati. Poi l’EIC, le lastre delle anche e la visita oculistica dei riproduttori. In una razza da poche cucciolate l’anno, l’allevatore serio ti farà domande almeno quante gliene fai tu.


