Tiroler Bracke
Uno sguardo sulla razza e tutte le caratteristiche
Il Tiroler Bracke in breve
Il Tiroler Bracke, il segugio del Tirolo, è un cane da caccia austriaco di taglia media che lo standard FCI presenta come il tipo più puro dei segugi da caccia. Misura 44-50 cm nei maschi e 42-48 nelle femmine, ha un doppio pelo fitto che gli copre anche il ventre e viene in due varietà, rossa e nero focata. Lo standard lo descrive equilibrato, appassionato, con un olfatto fine, e aggiunge la parola che spiega tutto: lavora in modo indipendente.
Che cane è il Tiroler Bracke

È un segugio del gruppo 6, sezione 1.2, quella dei segugi di taglia media, riconosciuto con prova di lavoro. Lo standard descrive la sua utilizzazione con una frase sola: è il cane da lavoro ideale per il cacciatore in bosco e in montagna.
Lo riconoscete dal formato rettangolare, dalle orecchie larghe e pendenti arrotondate in punta e dalla coda grossa a spazzola portata alta.
Quanto è grande: fra i 42 e i 50 cm, per una quindicina o ventina di chili. Il peso lo standard non lo dà.
Cosa chiede: almeno due ore al giorno e, soprattutto, lavoro con il naso. È un cane con la prova di lavoro nel riconoscimento.
Cosa lo rende speciale: fa due mestieri. Caccia da solo lepre e volpe dando voce, e recupera il selvatico ferito sulla traccia di sangue.
Un dettaglio che dice molto: lo standard specifica che il ventre è peloso. È un cane pensato per la neve.
Da sapere prima: lo standard chiede espressamente un cane che dà voce chiaramente. In condominio, questa è l’informazione più importante di tutta la pagina.
Da sapere anche: in Italia è nato un solo cucciolo, nel 2024, e non esiste nessun affisso.
Storia ed origine del Tiroler Bracke

È una delle poche razze che possono citare un imperatore per nome. Il cenno storico dello standard parte dal Keltenbracke, il segugio celtico da cui la cinofilia tedesca fa discendere tutte le bracche, e rivendica subito una cosa: con il suo doppio pelo fitto il segugio tirolese rappresenta il tipo più puro dei segugi da caccia.
Poi arriva la parte migliore: già intorno al 1500 l’imperatore Massimiliano I usò per primo questa nobile bracca in Tirolo per la caccia, e menzionò nei suoi diari di caccia che da questi cani prendeva i suoi limieri. Il limiere era il cane più prezioso di una muta: quello che al guinzaglio trovava la traccia giusta prima che la caccia cominciasse.
La selezione moderna comincia nel 1860, il primo standard è del 1896 e il riconoscimento ufficiale del 1908. Per strada, dice lo standard, si perde parecchio: dei molti tipi di bracca originari del Tirolo restano solo la varietà rossa e quella nero focata.
E c’è un episodio recente che quasi nessuna razza racconta: nel 1994 la varietà a gambe corte del segugio tirolese è stata soppressa. Non è una scelta strana: in area alpina il segugio basso esiste già come razza a sé, ed è il Dachsbracke alpino.
In Italia la razza è praticamente inesistente: un solo cucciolo registrato, nel 2024. Nella pagina trovate tutta la storia.
Carattere e descrizione del Tiroler Bracke

Lo standard è breve e onesto: segugio equilibrato e appassionato, con un olfatto fine. Lavora in modo indipendente e caccia con resistenza, dando voce chiaramente e seguendo la traccia con decisione.
La parola su cui si costruisce tutto è indipendente, e non è una critica: è il requisito. Un segugio che in montagna aspetta istruzioni non serve, perché il cacciatore è cinquecento metri più in basso e non vede niente.
È un cane di taglia media, 44-50 cm nei maschi e 42-48 nelle femmine, rettangolare, con le orecchie larghe e pendenti che tese devono arrivare esattamente al canino superiore, e il garrese come punto più alto della linea superiore.
Il pelo è doppio e fitto e lo standard specifica una cosa che quasi nessun altro nomina: il ventre è peloso. Su un cane che lavora nella neve non è un dettaglio estetico.
I colori sono due varietà, rossa e nero focata, quest’ultima anche tricolore. Nella nero focata le focature sono di solito non nettamente delimitate, ed è il tipo giusto. Le macchie sopra gli occhi in Tirolo si chiamano Vieraeugl, i quattro occhi.
Sulla salute non ci sono studi, e le fonti danno 12-14 anni. Su un segugio da montagna, però, contano più dei problemi ereditari i traumi da lavoro: polpastrelli, orecchie, forasacchi.
E infine a chi è adatto: a chi caccia in montagna, e a chi non caccia ma è disposto a farlo lavorare col naso tutti i giorni.
Addestramento ed educazione del Tiroler Bracke

Con un cane che lo standard definisce indipendente non si lavora sull’obbedienza, si lavora sul rapporto e sul mestiere. Non è un cane difficile: è un cane che ha già un lavoro in testa.
Servono almeno due ore al giorno su terreno vario, ma la parte che lo stanca è il naso: mezz’ora di traccia vale più di una passeggiata lunga.
I capitoli veri sono tre. Il naso, che va usato e non contenuto. La voce, perché lo standard chiede espressamente un cane che dà voce chiaramente e in condominio la cosa si sente. E il richiamo, che su un cane selezionato per decidere da solo si costruisce da cucciolo e non si dà mai per acquisito.
Le attività giuste sono tutte olfattive: pista di sangue prima di ogni altra, poi mantrailing e nose work, con il dog trekking per il resto del tempo. Nella pagina trovate come si imposta un cucciolo e perché la ripetizione non fa per lui.
Allevamento del Tiroler Bracke

In Italia il Tiroler Bracke praticamente non esiste: nei registri dell’ENCI risulta un solo cucciolo, nato nel 2024, e nessun affisso.
Chi lo vuole guarda all’Austria, dove la razza è seguita dal club nazionale delle bracche e dove i cuccioli si vendono soprattutto ai cacciatori: un cucciolo con pedigree costa fra i 900 e i 1.400 euro. La parte burocratica è semplice, perché l’Austria è un paese dell’Unione europea e sta a poche ore di macchina.
La domanda da fare, su questa razza, non riguarda una malattia genetica, perché non ce ne sono di documentate: riguarda il lavoro. È una razza riconosciuta con prova di lavoro, e un allevatore che porta i suoi cani in prova li conosce in un modo in cui chi fa solo esposizioni non li conosce.
Le altre cose da guardare sono il formato, perché dal 1994 la varietà a gambe corte non esiste più e un cucciolo troppo basso è fuori tipo, e il colore, perché il pezzato netto e il colore fegato sono squalificanti. Nella pagina trovate tutto.
Le bracche austriache: Tiroler, Brandlbracke e Dachsbracke alpino

L’Austria ha tre segugi da montagna, si somigliano parecchio e vengono confusi di continuo, ma fanno tre mestieri leggermente diversi. La Brandlbracke è il segugio nero focato, conosciuto anche come Vieräugl, quattrocchi, per le due macchie fulve sopra gli occhi. Misura 50-56 centimetri nei maschi e pesa fra i 18 e i 23 chili.
Nella sua pagina trovi un cane con due mestieri in uno: dare voce sulla traccia, soprattutto sulla lepre, e ritrovare il selvatico ferito al guinzaglio lungo. Sono due modalità opposte, e il capitolo dell’addestramento è tutto lì: sciolta deve andare avanti e abbaiare, in traccia deve andare piano e in silenzio. C’è la storia, con un cenno insolitamente onesto: lo standard la dice discendente della Keltenbracke senza inventare parentele più nobili. C’è il colore obbligatorio, nero con focature, e le due macchie sopra gli occhi che sono un requisito e non un vezzo. Ci sono i numeri italiani, con la razza che compare nelle statistiche ENCI solo dal 2018 e nessun affisso attivo. Il Tiroler Bracke, il nostro, lavora su terreni più alti e in condizioni più dure. Il Dachsbracke alpino è il terzo, il più basso e il più pesante dei tre. Leggerli insieme è il modo più rapido per capire quale serve al tuo terreno. Si somigliano nel mantello, si distinguono nel lavoro.


