Allevamento del Tiroler Bracke
Un cucciolo in Italia in dieci anni, e cosa chiedere a un allevatore austriaco
In Italia di questa razza risulta un solo cucciolo, nato nel 2024, e nessun affisso. Chi la vuole va in Austria, che per fortuna è dietro l’angolo.
Qui dentro: il prezzo, dove cercarlo, le domande da fare e cosa guardare fra i cuccioli.
Sommario
Quanto costa un cucciolo di Tiroler Bracke
In Austria un cucciolo con pedigree costa fra i 900 e i 1.400 euro. È il prezzo tipico di un cane da caccia di una razza nazionale, dove il mercato è fatto di cacciatori e non di appassionati di esposizioni.
In Italia il prezzo non esiste, perché la razza non c’è: un cucciolo nel 2024 e zero affissi nei registri dell’ENCI.
Il viaggio, però, è la parte facile di tutta la faccenda: l’Austria confina con l’Alto Adige, è un paese dell’Unione europea e servono soltanto microchip, passaporto europeo e antirabbica in regola.
C’è una cosa da sapere sul mercato austriaco, e conviene dirla: in molte zone i cuccioli di razze da caccia vengono ceduti preferibilmente a cacciatori, e alcuni club lo mettono per iscritto. Non è un capriccio: sono cani riconosciuti con prova di lavoro, e chi li alleva vuole che lavorino.
Il mantenimento è basso: diciotto chili, un pelo che non chiede toelettatura, nessuna esigenza particolare.
Dove si cerca, e cosa chiedere

Il punto di partenza è uno solo: il club di razza austriaco, che segue insieme le bracche nazionali e che organizza le prove di lavoro.
La prima domanda, su questa razza, riguarda il lavoro. Il Tiroler Bracke è riconosciuto con prova di lavoro: chiedi quali prove hanno superato i genitori e cosa fanno nella pratica. Un allevatore che porta i cani in bosco li conosce in un modo in cui chi fa solo bellezza non li conosce.
La seconda riguarda il carattere. Lo standard mette il temperamento timido fra i difetti e squalifica il cane aggressivo o eccessivamente timido. Su un segugio, un cane pauroso non è solo un problema di convivenza: è un cane che non fa il suo lavoro.
La terza sono i controlli normali per la taglia: radiografie dell’anca dei riproduttori e una visita oculistica. Non esistono test genetici specifici di razza, perché non esistono studi che ne abbiano identificati.
E poi c’è una domanda pratica che su un cane da montagna vale più di tante altre: chiedi come sono cresciuti i cuccioli e se hanno già visto il bosco. Le prime otto settimane, su un segugio, contano.
Cosa guardare in una cucciolata
Le cose da valutare con gli occhi, su questa razza, sono soprattutto due, e vengono tutte e due dalla storia dello standard.
Il formato prima di tutto. Dal 1994 la varietà a gambe corte del Tiroler Bracke non esiste più, e fra i difetti lo standard mette esplicitamente troppo basso sugli arti. Il cane deve essere poco più lungo che alto e stare fra i 42 e i 50 cm da adulto. Un cucciolo lungo e basso non è un ritorno alle origini: è un cane fuori tipo.
Il colore poi. Le due varietà ammesse sono la rossa e la nero focata, quest’ultima anche tricolore. Le macchie bianche sono ammesse su collo, petto, piedi e arti, e la loro assenza non è un difetto: lo standard lo dice espressamente. Sono invece squalificanti il pezzato netto e il colore fegato, che va sempre insieme al tartufo marrone. Un cucciolo con il tartufo marrone, in questa razza, è fuori.
Le orecchie: larghe, attaccate alte e arrotondate in punta. Lo standard dà anche la misura, e cioè che tese devono arrivare al canino superiore: orecchie troppo lunghe, troppo corte o piegate sono difetti.
La coda: attaccata alta, che arriva almeno al garretto, e più è grossa e a spazzola meglio è.
E la domanda per te, che su un segugio è sempre la stessa: hai qualcosa da fargli annusare tutti i giorni, per i prossimi tredici anni?

