Carattere e descrizione del Tiroler Bracke
Aspetto, le due varietà di colore e temperamento: il ritratto completo della razza
Il Tiroler Bracke è il segugio del Tirolo, e lo standard FCI lo presenta con una frase da leggere due volte: con il suo doppio pelo fitto rappresenta il tipo più puro dei segugi da caccia. Non è modestia austriaca, è una dichiarazione.
In questa pagina trovate com’è fatto, quanto è grande, le due varietà di colore, il carattere di un cane che lo standard definisce indipendente, cosa si sa della salute e a chi è adatto.
Sommario
Il Tiroler Bracke in breve
Segugio austriaco di taglia media, 44-50 cm nei maschi e 42-48 nelle femmine, con il corpo rettangolare, le orecchie larghe e pendenti e un doppio pelo fitto che gli copre anche il ventre. Due varietà di colore, rossa e nero focata. Lo standard lo descrive equilibrato, segugio appassionato con un olfatto fine, che lavora in modo indipendente e caccia con resistenza dando voce chiaramente.
Com’è fatto un Tiroler Bracke

Lo standard lo descrive in poche parole ben scelte: taglia media, ossatura di forza media, forte, muscoloso, asciutto. Profilo lungo e scorrevole. Robusto e sano. Forma lunga, rettangolare, poco più lunga che alta.
Le misure stanno fra i 42 e i 50 cm: 44-50 nei maschi e 42-48 nelle femmine. Il peso lo standard non lo dà, e nella pratica si sta fra i quindici e i ventidue chili. Uno dei cani fotografati su Wikimedia, un maschio austriaco di tre anni, misura 47 cm per 16 chili: è la taglia tipica.
Il garrese è pronunciato e lo standard specifica che deve essere il punto più alto della linea superiore. È un dettaglio da cane che macina chilometri in salita, non da cane da esposizione.
Le orecchie sono larghe, attaccate alte e arrotondate in punta, e lo standard dà perfino la misura giusta: tese moderatamente devono arrivare al canino superiore. Non un centimetro di più, perché orecchie troppo lunghe in montagna si feriscono.
Il torace è molto profondo ma non largo, il che è la costruzione classica del cane che deve avere fiato e passare nel fitto.
La coda è attaccata alta, arriva almeno al garretto ed è portata alta quando il cane è eccitato. Lo standard ammette la curva a sciabola, ma quello che desidera è una coda grossa e a spazzola.
Il movimento, in tre parole: che copre terreno, molto rapido e resistente.
Le due varietà di colore del Tiroler Bracke
Il pelo è doppio e fitto, con il sottopelo piuttosto grossolano. E c’è un dettaglio che lo standard specifica e che quasi nessun altro standard nomina: il ventre è peloso. Su un cane che lavora nella neve e nell’erba gelata, non è un vezzo estetico.
Le natiche sono ben frangiate e la coda è coperta da una spazzola densa. La manutenzione, per il resto, è nulla: nessuna toelettatura, una spazzolata quando serve.
Sui colori restano due varietà, e lo standard racconta perché: dei molti tipi di bracca originari del Tirolo, restano solo la varietà rossa e quella nero focata. Le altre si sono perse.
Nella varietà nero focata c’è una precisazione da conoscere, perché va contro l’idea comune di focatura: le macchie rosse su arti, ventre e testa sono di solito non nettamente delimitate. Non è un difetto, è il tipo. E la stessa varietà può presentarsi anche come tricolore.
Le macchie sopra gli occhi sono ammesse, e in Tirolo hanno un nome preciso: Vieraeugl, cioè quattro occhi. È la stessa parola con cui in Austria si chiama la Brandlbracke, il segugio austriaco nero focato che trovi anche su questo sito.
Il bianco è ammesso in tutte e due le varietà: una striscia sul collo, una macchia sul petto, i piedi e gli arti. E qui lo standard fa una cosa che si vede raramente: dice espressamente che l’assenza del bianco non va contata come difetto. Un modo elegante per dire ai giudici di non farne una questione.
Le squalifiche sui colori sono due: il pezzato netto e il colore fegato, che si accompagna al tartufo marrone.
Il carattere del Tiroler Bracke

Lo standard è breve e onesto: segugio equilibrato e appassionato, con un olfatto fine. Lavora in modo indipendente e caccia con resistenza, dando voce chiaramente e seguendo la traccia con decisione, con un buon senso della direzione.
La parola su cui costruire tutto è indipendente. Non è un difetto e non è una critica: è il requisito. Un segugio che in montagna aspetta istruzioni non serve a niente, perché il cacciatore è cinquecento metri più in basso e non vede niente. Questo cane è stato selezionato per decidere da solo, e continua a farlo anche in giardino.
Dare voce chiaramente è l’altra parola pesante. Su una traccia calda un segugio parla, ed è esattamente quello che deve fare. Chi lo prende senza sapere questa cosa la scopre in condominio.
Equilibrato, invece, è la buona notizia. Fuori dal lavoro è un cane tranquillo, che in casa non fa danni e sta volentieri con la famiglia. Le foto di questi cani sul divano non sono un caso: quando ha finito, si spegne.
Con la famiglia è affettuoso e senza problemi. Con gli estranei non è diffidente: è un segugio, non un cane da guardia, e non ha una vera vocazione a difendere niente.
Fra i difetti lo standard mette il temperamento timido, e non per gentilezza: un segugio pauroso, nel bosco, non lavora.
Il punto delicato, come su tutti i segugi, è il richiamo. Un cane con questo naso e questa autonomia, quando aggancia una pista, se ne va. Ha un buon senso della direzione e torna, ma torna quando ha finito lui.
Quanto vive un Tiroler Bracke e di cosa si ammala
Su questa razza non esistono studi di popolazione, e non è una sorpresa: è un cane da lavoro allevato da cacciatori in un’area geografica ristretta, e nessuno ha mai avuto motivo di contarli.
Le fonti di razza danno 12-14 anni, che per un cane di diciotto chili senza esagerazioni di costruzione è del tutto credibile.
Quello che si può dire con onestà è che è un cane rustico. Lo standard usa proprio la parola robusto e sano nella descrizione generale, e la costruzione lo conferma: nessun eccesso, ossatura di forza media, muso normale, pelle tesa, un pelo che protegge. Le razze da lavoro selezionate su prova, per definizione, scartano i soggetti che non reggono.
I controlli che restano sensati sono quelli di sempre: radiografie dell’anca dei riproduttori e una visita oculistica.
C’è però una categoria di problemi che su un segugio da montagna conta più delle malattie ereditarie, ed è quella dei traumi da lavoro. Tagli ai polpastrelli, orecchie ferite nel fitto, forasacchi, zecche. Chi lo porta a caccia lo controlla da capo a piedi al rientro, tutte le volte, e non è pignoleria.
A chi è adatto il Tiroler Bracke

È un cane da caccia, ed è meglio dirlo subito. Non nel senso che non possa vivere in famiglia, perché in famiglia ci sta benissimo, ma nel senso che il suo motore è il naso e che quel motore chiede di girare tutti i giorni.
Sta bene con chi caccia, e in particolare con chi caccia in montagna: è il suo mestiere, ed è una razza riconosciuta con prova di lavoro.
Sta bene anche con chi non caccia ma è disposto a fargli fare lavoro di naso in modo serio: ricerca su traccia, mantrailing, pista artificiale. Sono attività che gli danno esattamente quello che gli serve.
Sta bene con chi vive in campagna o in montagna e cammina molto. È un cane che copre terreno.
In famiglia funziona: quando ha lavorato è tranquillo, affettuoso e senza pretese, e con i bambini non ha problemi.
Non è adatto a chi vive in appartamento senza tempo, e non lo è per due motivi insieme: il movimento che chiede e la voce.
Non è adatto a chi vuole un cane che torni al primo richiamo in un bosco pieno di selvatico, e non è adatto a chi cerca un cane da guardia: questo avvisa perché è un segugio, non perché difende.




