Samoiedo
Uno sguardo sulla razza e tutte le caratteristiche
Il Samoiedo in breve
Il Samoiedo è un cane da slitta di taglia media che viene dalla Siberia: altezza ideale 57 centimetri nei maschi e 53 nelle femmine, doppio mantello polare e i tre colori ammessi dallo standard, cioè bianco puro, panna e bianco con macchie biscotto. Lo standard lo descrive amichevole, aperto, sveglio e vivace e aggiunge che è molto socievole e non può essere usato come cane da guardia. Il suo sorriso non è una fantasia dei proprietari: è scritto nello standard. Vive 12-14 anni.
Il sorriso del Samoiedo e quello che c’è sotto

Cominciamo da quello che porta la maggior parte delle persone su questa pagina, perché è vero e perché è anche la ragione per cui tanti Samoiedi cambiano casa a un anno di età.
Il sorriso del Samoiedo è descritto nello standard FCI, e ha una spiegazione anatomica: è il risultato della combinazione della forma e della posizione dell’occhio con gli angoli della bocca leggermente rivolti in su. Occhi a mandorla, un po’ obliqui, più la piega all’angolo della bocca. È una caratteristica selezionata, non un’impressione.
Sotto quel sorriso, però, c’è un cane da slitta, e le cose da sapere sono quattro. Perde pelo tutto l’anno e due volte all’anno fa una muta che si misura in sacchetti di sottopelo. Parla: mugola, borbotta e ulula, e in condominio diventa un tema. Scava, perché è un cane artico e il buco fresco è nel suo repertorio. E non sopporta di stare solo, perché per secoli ha dormito nelle tende in mezzo alle persone.
C’è poi una riga dello standard da leggere prima di scegliere: è molto socievole e non può essere usato come cane da guardia. Il Samoiedo abbaia parecchio, ma davanti a un estraneo va incontro scodinzolando. Chi cerca un cane che difende sta guardando la razza sbagliata.
E c’è un capitolo di salute che va conosciuto prima e non dopo: la glomerulopatia ereditaria del Samoiedo, una nefropatia legata al cromosoma X che nei maschi colpiti porta alla morte per insufficienza renale fra i dodici e i sedici mesi. Esiste il test del DNA, ed è la prima domanda da fare a un allevatore.
Detto tutto questo: chi ha la vita adatta a un Samoiedo si ritrova un cane allegro, socievole, meraviglioso coi bambini e instancabile in montagna. Non è un cane facile. È un cane straordinario per le persone giuste.
Storia ed origine del Samoiedo

Il nome viene dalle tribù Samoiedo della Russia del Nord e della Siberia. Lo standard distingue: al sud si usavano cani bianchi, neri e pluricolori per condurre le renne, al nord cani di bianco puro, miti, usati per la caccia e per la slitta. Ed è dal nord che viene il Samoiedo di oggi.
C’è poi una riga dello standard che spiega il carattere di questa razza meglio di qualsiasi manuale: i cani Samoiedo vivevano a contatto con i loro padroni, dormivano persino nei loro rifugi ed erano utilizzati come fonti di calore. Un cane selezionato per dormire in mezzo alle persone non diventa un cane da guardia, e non impara a stare solo.
L’arrivo in Occidente ha una data: 1889, quando lo zoologo inglese Ernest Kilburn Scott passò tre mesi fra le tribù e tornò in Inghilterra con un cucciolo. Si chiamava Sabarka ed era marrone. Poi arrivarono una femmina crema, Whitey Petchora, e un maschio bianco neve, Musti. Il primo standard è del 1909, e fu scritto in Inghilterra.
Carattere e descrizione del Samoiedo

È un cane di taglia media: l’altezza ideale è 57 centimetri nei maschi e 53 nelle femmine, con tre centimetri di tolleranza, e il peso non è nemmeno indicato nello standard. Sotto tutto quel pelo è molto più leggero di quanto sembri.
Il mantello è doppio e polare, con collare, culotte e persino pelo protettivo fra le dita: perde pelo tutto l’anno e due volte all’anno fa una muta che si misura in sacchetti. Non va tosato. I colori ammessi sono tre e non uno: bianco puro, panna e bianco con macchie biscotto. Gli occhi sono marrone scuro, e a differenza dell’Husky l’occhio blu squalifica.
Sul carattere lo standard è generoso e onesto: amichevole, aperto, sveglio e vivace, con istinto per la caccia molto scarso, e chiude dicendo che è molto socievole e non può essere usato come cane da guardia. Il sorriso è descritto nello standard ed è morfologico. Nella pagina trovi anche il capitolo sulla nefropatia ereditaria, che nei maschi colpiti è mortale entro i sedici mesi e per cui esiste il test del DNA.
Addestramento ed educazione del Samoiedo

Il Samoiedo è affettuosissimo e per niente docile: è un nordico, collabora quando la cosa ha senso per lui. Servono rinforzo positivo, sessioni corte e varie e premi che valgano la pena; i metodi duri lo chiudono e basta.
I due capitoli difficili sono il richiamo e la solitudine. Sul primo la verità è che non è un cane da lasciare libero in spazi non recintati: non insegue le prede, ma si allontana e i chilometri non lo spaventano. Sulla seconda, un cane che per secoli ha dormito nelle tende con le persone non ha strumenti per gestire otto ore da solo.
Sulle attività, il suo mestiere è il traino: sleddog dove si può, e altrimenti dog scooter, bikejoring e canicross, che si fanno anche senza neve. Poi dog trekking e nose work, che stanca la testa senza scaldare il corpo. E la regola che conta in Italia: d’estate si esce all’alba e alla sera.
Allevamento del Samoiedo

In Italia il Samoiedo è una razza stabile: dieci anni di iscrizioni che oscillano fra 227 e 374 cuccioli all’anno, per un totale di 3.096. Nessun boom, il che per un cane così fotogenico è una buona notizia. Gli allevamenti con affisso sono 25, soprattutto in Veneto, Toscana e Lombardia.
Il prezzo di un cucciolo con pedigree sta fra 1.200 e 2.000 euro. Con soli venticinque allevamenti in tutta Italia, un cucciolo disponibile subito e senza attesa è un dato su cui fare domande.
Il controllo che conta più di ogni altro è il test del DNA per la glomerulopatia ereditaria: è una malattia legata al cromosoma X che nei maschi colpiti porta alla morte per insufficienza renale entro i sedici mesi. Poi le radiografie dell’anca, i controlli oculistici e una domanda utile: come vengono abituati i cuccioli a restare qualche minuto da soli.


