Allevamento del Samoiedo
Quanto costa un cucciolo, i 25 affissi italiani e il test del DNA che non si salta
Il Samoiedo in Italia è una razza stabile e piccola: circa 300 cuccioli all’anno e 25 allevamenti con affisso ENCI. Qui trovi i prezzi, i numeri e il controllo che su questa razza viene prima di tutti gli altri.
Sommario
Quanto costa un cucciolo di Samoiedo

Un cucciolo con pedigree ENCI, genitori testati e controlli in regola costa fra i 1.200 e i 2.000 euro. La parte alta della forbice corrisponde di solito a cucciolate da genitori titolati o da linee di lavoro.
Al prezzo d’acquisto va aggiunta una voce che in questa razza è quotidiana e non straordinaria: la gestione del pelo. Non serve un toelettatore ogni mese come in altre razze, ma servono una buona spazzola, del tempo ogni settimana e la consapevolezza che due volte all’anno la casa si riempie di sottopelo.
Attenzione anche al colore: bianco puro, panna e bianco con biscotto sono tutti e tre colori di razza. Nessuno vale di più, e chi presenta il panna o il biscotto come raro sta vendendo aria.
E attenzione alla parola nano: il samoiedo nano non esiste. Chi lo vende sta proponendo un meticcio, un soggetto fuori standard o una selezione fatta sulla taglia ridotta, che è il modo classico di costruire problemi di salute.
Le iscrizioni ENCI anno per anno
La caratteristica dei numeri italiani del Samoiedo è la stabilità: in dieci anni si va da un minimo di 227 cuccioli nel 2018 a un massimo di 374 nel 2016, per un totale di 3.096 cani.
Per una razza così esposta sui social, non aver conosciuto né un boom né un crollo è probabilmente la cosa migliore che le potesse capitare. Le mode canine fanno danni: portano cucciolate improvvisate, selezione affrettata e poi abbandoni quando l’entusiasmo passa.
Gli allevamenti con affisso ENCI sono 25, concentrati fra Veneto (5), Toscana (4) e Lombardia (4), con presenze anche in Emilia Romagna, Puglia e Friuli. È un numero piccolo, e in pratica significa che per un cucciolo si mette in conto un’attesa di mesi e probabilmente un viaggio.
Ha senso vederlo come una cosa buona: un allevatore che ha una cucciolata all’anno la programma, e quasi sempre sa esattamente dove va ogni cane.
Il test del DNA che viene prima di tutto
Su questa razza c’è un controllo che non è un plus ma la condizione minima, ed è il test del DNA per la glomerulopatia ereditaria del Samoiedo. È una nefropatia legata al cromosoma X: nei maschi colpiti porta a proteinuria a due-tre mesi e alla morte per insufficienza renale fra i dodici e i sedici mesi.
Il test esiste, costa poco e azzera il rischio. Un allevatore di Samoiedi che non sa di cosa stai parlando, o che liquida la domanda dicendo che «i suoi cani stanno tutti bene», ti ha già risposto.
Gli altri controlli da chiedere sono le radiografie ufficiali dell’anca di entrambi i genitori e una visita oculistica con l’eventuale test genetico per l’atrofia progressiva della retina. Utile anche sapere se in famiglia ci sono stati casi di diabete, che in questa razza è sopra la media.
Poi ci sono le domande di sempre, che qui pesano più che altrove. Vedere la madre coi cuccioli nel posto dove sono nati, e capire come vivono: un Samoiedo cresciuto in casa, in mezzo alle persone, parte con un vantaggio enorme, perché è esattamente il modo in cui questa razza è stata costruita per vivere.
E una domanda che l’allevatore serio farà a te: quante ore resterà solo il cane e che attività farai insieme. Chi non te lo chiede sta vendendo cuccioli, non allevando cani.

