Rafeiro do Alentejo
Uno sguardo sulla razza e tutte le caratteristiche
Il Rafeiro do Alentejo in breve
Il Rafeiro do Alentejo è il grande cane da guardiania del sud del Portogallo: 66-74 cm i maschi e 64-70 le femmine, per 35-60 chili. Pelo corto o medio nei colori nero, grigio lupo, fulvo o giallo, con o senza tigratura e sempre con il bianco. Nasce sulle rotte della transumanza e si chiama così dalla fine dell’Ottocento. Lo standard lo definisce rustico, sobrio e calmo e dice che è più vigile di notte. In Italia è arrivato nel 2022.
Che cane è il Rafeiro do Alentejo

È un molossoide del gruppo 2, sezione 2.2, riconosciuto senza prova di lavoro, e lo standard gli assegna un mestiere doppio: cane da guardia della proprietà e del bestiame.
Lo riconoscete da tre cose: la mole, la testa massiccia con le orecchie piccole e ripiegate, e il bianco, che in questa razza c’è sempre.
Quanto è grande: 66-74 cm i maschi e 64-70 le femmine, per 45-60 e 35-50 chili.
Cosa chiede: spazio e un territorio da sorvegliare, più un’ora o un’ora e mezza di camminata tranquilla. Di movimento ne chiede meno di quanto la taglia lasci pensare, perché lo standard stesso lo definisce pesante e lento.
Cosa lo rende speciale: è un cane notturno. Lo standard scrive che è più vigile di notte, ed è la cosa più importante da sapere prima di prenderne uno.
Da sapere prima: non è un cane da appartamento, non è un cane da sport, e con gli estranei è molto serio. Le presentazioni le gestite voi.
In compenso in casa è un cane calmo e affettuoso, vive 12-14 anni e non chiede quasi niente in fatto di cure.
Storia ed origine del Rafeiro do Alentejo

Il Rafeiro do Alentejo nasce dove sono nati quasi tutti i cani da guardiania europei: sulle rotte della transumanza. Lo standard FCI lo racconta bene: si ritiene che discenda da molossoidi del Medio Oriente, e con l’inizio della transumanza i greggi, esposti a molti pericoli durante i lunghi viaggi verso la montagna in estate e verso la pianura in inverno, venivano sempre accompagnati da grandi cani, che così si diffondevano di regione in regione.
Il tipo si consolida nelle pianure dell’Alentejo, il grande sud agricolo del Portogallo, e il nome arriva tardi: si chiama Rafeiro do Alentejo dalla fine dell’Ottocento. Il lavoro erano due mestieri insieme, sempre di notte: stare in mezzo al gregge e sorvegliare le fattorie isolate, contro i ladri e contro il lupo iberico. Attenzione alla differenza che conta: il Rafeiro non conduce le pecore, le protegge.
All’inizio del Novecento due cinofili, Filipe Romeiras e Antonio Cabral, misurano e catalogano i soggetti tipici; lo standard è approvato nel 1953 dal Clube Portugues de Canicultura e la FCI riconosce la razza nel 1967. Negli anni Settanta, con la rivoluzione e la riforma agraria dell’Alentejo, la popolazione crolla, e la razza si salva grazie a un gruppo di appassionati che recupera i cani rimasti nelle campagne.
E poi c’è la storia che ha portato questa razza su tutti i giornali del mondo: Bobi, il Rafeiro di Conqueiros certificato dal Guinness nel febbraio 2023 come cane più vecchio di sempre, morto nell’ottobre dello stesso anno a un’età dichiarata di 31 anni. Nel febbraio 2024 il Guinness ha ritirato il record perché non aveva più le prove necessarie. La raccontiamo per intero, con le date e con il motivo.
Carattere e descrizione del Rafeiro do Alentejo

Lo standard descrive il Rafeiro con quattro aggettivi che valgono un ritratto: potente, rustico, sobrio e calmo. È un cane grande e pesante, 66-74 cm nei maschi e 64-70 nelle femmine, per 45-60 e 35-50 chili, un poco più lungo che alto, con il ventre non retratto e una giogaia che non è tollerata ma pretesa: la sua assenza è un difetto grave.
Sul movimento il testo è di una sincerità che si trova raramente: pesante, lento, con un rollio senza esagerazioni. Un guardiano da sessanta chili non deve essere veloce, deve essere lì. La testa è voluminosa con gli assi cranio-facciali moderatamente divergenti, gli occhi piccoli ed ellittici e le orecchie piccole, piegate e con poca mobilità.
I colori sono nero, grigio lupo, fulvo e giallo, con o senza tigratura, e sempre con macchie bianche, oppure bianco con macchie di questi colori. È una razza bicolore per definizione: un Rafeiro tutto colorato non è nel tipo. Il pelo è corto o medio, con la media lunghezza preferita, e chiede una spazzolata a settimana.
Il carattere sta in tre righe che cambiano il modo di viverci insieme: eccellente cane da guardia della fattoria, utilissimo protettore del bestiame, più vigile di notte, molto serio quando sorveglia, con un’espressione calma e sicura, né aggressivo né timido. Di giorno dorme, di notte fa il giro. Vive 12-14 anni, e nella pagina c’è anche il perché la storia di Bobi non cambia questo numero.
Addestramento ed educazione del Rafeiro do Alentejo

Con un cane da guardiania non si lavora sull’obbedienza, si lavora sulle regole e sulla relazione. Il Rafeiro ha passato secoli a decidere da solo, di notte, in mezzo alle pecore: non è un cane che esegue per compiacere, è un cane che collabora con chi rispetta.
Il fabbisogno di movimento è più basso di quello che ci si aspetta da un cane di questa mole: un’ora, un’ora e mezza di camminata tranquilla, perché lo standard stesso definisce il movimento pesante e lento. Quello che gli serve è lo spazio, cioè un territorio da controllare. Con un cucciolo, invece, vale la regola dei cani giganti: niente salti, niente scale e niente lunghe camminate prima dei dodici o quattordici mesi.
Le tre priorità con un cucciolo sono la socializzazione, che in un cane da guardiania decide tutto, le regole di casa, da fissare quando pesa dieci chili e non sessanta, e la gestione delle visite, perché il Rafeiro non deve decidere da solo chi entra.
Nella pagina ci sono anche i quattro errori tipici: aspettarsi un cane obbediente, lasciargli gestire il territorio da solo, sottovalutare il fatto che di notte lavora, e chiedergli di essere un cane sportivo. E la lista delle attività che hanno senso per un cane pesante e lento.
Allevamento del Rafeiro do Alentejo

In Italia il Rafeiro do Alentejo è appena arrivato, e i numeri lo dicono chiaramente: 17 cuccioli in due anni, 10 nel 2022 e 7 nel 2023, con nessuna nascita registrata prima e zero affissi. Chi lo vuole, oggi, guarda al Portogallo.
Un cucciolo con pedigree costa fra i 1.000 e i 1.500 euro all’origine, a cui vanno aggiunti dai 200 ai 400 euro fra viaggio e pratiche. Il primo anno costa fra i 1.000 e i 1.400 euro e il mantenimento di un cane da 45-60 chili si assesta sui 130-180 euro al mese.
Le domande da fare all’allevatore sono quelle di tutti i molossoidi grandi, e la prima sono le lastre ufficiali di anche e gomiti dei genitori. Poi viene il carattere dei riproduttori, che va verificato dal vivo, perché lo standard mette aggressività e timidezza eccessiva fra le squalifiche e chiede un cane né aggressivo né timido.
C’è poi una domanda che con questa razza pesa più del prezzo, e riguarda voi: hai una proprietà da affidargli e una recinzione seria? Nella pagina trovate anche cosa guardare in un cucciolo, a partire dal bianco, che in questa razza ci deve essere sempre.


