Storia ed origine del Rafeiro do Alentejo

Dalla transumanza portoghese alla storia di Bobi, il cane che diceva di avere trentuno anni

Il Rafeiro do Alentejo è nato dove nascono quasi tutti i cani da guardiania: sulle rotte della transumanza, in mezzo ai greggi, di notte, contro i predatori.

In questa pagina: le origini, il lavoro con le pecore e contro il lupo, il salvataggio della razza dopo gli anni Settanta e la storia di Bobi, il Rafeiro che nel 2023 è diventato il cane più vecchio del mondo e nel 2024 ha perso il record.

Sommario

Da dove viene il Rafeiro do Alentejo

Gregge di pecore al pascolo su un terreno secco in Portogallo

Lo standard è cauto sull’origine remota, e fa bene: si ritiene che discenda da molossoidi del Medio Oriente. Sul resto, invece, è preciso e racconta una storia che si capisce benissimo.

Il meccanismo è la transumanza. Il testo spiega che con l’inizio della transumanza, che comporta lo spostamento temporaneo di grandi greggi, ci si accorse che gli animali erano esposti a molti pericoli durante i lunghi viaggi.

Da lì la conseguenza: sulla loro rotta verso la montagna in estate e di ritorno verso la pianura in inverno, i greggi erano sempre accompagnati da grandi cani. E siccome i greggi si muovevano, i cani si diffondevano lungo la rotta, di regione in regione.

È il modo più chiaro che abbiamo letto per spiegare perché tutti i cani da guardiania d’Europa si somiglino, dai Pirenei al Caucaso: non si sono copiati, hanno camminato sulle stesse strade facendo lo stesso mestiere.

Il tipo si ferma e si consolida nelle pianure dell’Alentejo, la grande regione agricola del sud del Portogallo, terra di latifondi, sugherete e allevamento estensivo.

Il nome arriva tardi: lo standard dice che questo cane è chiamato Rafeiro do Alentejo dalla fine del XIX secolo. Prima era semplicemente il cane grande della fattoria.

Il lavoro vero: pecore, ladri e lupo iberico

Lupo iberico in piedi nella macchia

Nell’Alentejo il Rafeiro faceva due mestieri allo stesso tempo, e li faceva soprattutto di notte.

Nella foto: un lupo iberico, il predatore contro cui questa razza è stata costruita.

Il primo mestiere era il bestiame: stare in mezzo al gregge, dormirci insieme e intervenire quando serviva. Attenzione alla differenza, che è quella fra due famiglie diverse di cani: il Rafeiro non conduce le pecore, le protegge. Radunare è un altro mestiere e lo fanno altri cani.

Il secondo era la proprietà: le fattorie dell’Alentejo erano isolate, lontane dai paesi, e un cane da sessanta chili che gira di notte era l’unico sistema di allarme disponibile.

L’avversario dichiarato era il lupo iberico, che nella regione era presente e che oggi sopravvive solo nel nord del Portogallo e in Spagna. Un guardiano non insegue il lupo e non lo combatte quasi mai: lo scoraggia, facendosi vedere e sentire prima che si avvicini.

Tutto quello che leggi nello standard viene da lì. La mole, il movimento pesante, l’essere più vigile di notte, il carattere molto serio: sono le specifiche tecniche di quel lavoro, scritte cent’anni dopo.

Come la razza è stata salvata

All’inizio del Novecento due cinofili portoghesi, Filipe Romeiras e Antonio Cabral, girano l’Alentejo, misurano e catalogano i soggetti considerati tipici. È il lavoro che trasforma un tipo di cane in una razza.

Lo standard viene approvato nel 1953 dal Clube Portugues de Canicultura, e la FCI riconosce la razza nel 1967.

Poi arrivano gli anni Settanta, ed è il momento più difficile. La rivoluzione portoghese e la riforma agraria stravolgono l’assetto dell’Alentejo: cambiano le proprietà, cambia il modo di allevare, e la popolazione di questi cani crolla.

La razza si salva come si sono salvate quasi tutte le razze da lavoro europee: un gruppo di appassionati recupera i soggetti rimasti nelle campagne e ricomincia da quelli.

Oggi il Rafeiro è una razza riconosciuta e apprezzata in Portogallo, con un interesse crescente all’estero, ma resta numericamente piccola. Ed è una cosa da sapere, prima di cercare un cucciolo.

QuandoCosa succede
Le originiSi ritiene che discenda da molossoidi del Medio Oriente
Con la transumanzaI greggi si spostano e i grandi cani li accompagnano
Il percorsoIn montagna in estate, in pianura in inverno
Cosa produceI cani si diffondono lungo la rotta, di regione in regione
Dove si ferma il tipoNella pianura dell’Alentejo, nel sud del Portogallo
Il nomeSi chiama Rafeiro do Alentejo dalla fine dell’Ottocento
Contro chi lavoravaLadri e lupo iberico, che nella regione era presente
Inizio NovecentoFilipe Romeiras e Antonio Cabral catalogano i soggetti tipici
1953Il Clube Portugues de Canicultura approva lo standard
1967La FCI riconosce la razza
Anni SettantaLa rivoluzione e la riforma agraria fanno crollare la popolazione
PoiUn gruppo di appassionati recupera i soggetti rimasti
In Italia17 cuccioli in due anni e nessun affisso

Bobi, il cane più vecchio del mondo (e come è finita)

Primo piano di Bobi, il Rafeiro do Alentejo portoghese del presunto record di longevità

Nel febbraio 2023 questa razza è finita su tutti i giornali del mondo per un motivo solo: un Rafeiro do Alentejo di nome Bobi era stato certificato dal Guinness World Records come il cane più vecchio di sempre.

Bobi viveva a Conqueiros, nel distretto di Leiria, in Portogallo, con il suo umano Leonel Costa. Secondo la documentazione presentata era nato l’11 maggio 1992.

Il 2 febbraio 2023 il Guinness lo certifica sia come cane vivente più vecchio sia come cane più vecchio di sempre, battendo un primato che durava da quasi un secolo.

Bobi muore nell’ottobre 2023, a un’età dichiarata di 31 anni e 165 giorni. Per qualche mese è stato il cane più famoso del pianeta, e questa razza portoghese poco conosciuta si è ritrovata sui telegiornali.

Poi la storia ha preso un’altra piega, e ci sembra giusto raccontarla per intero.

Il record ritirato nel 2024

Il certificato Guinness World Records intestato a Bobi

Il certificato che vedi nella foto dice testualmente: The oldest dog ever is Bobi (Portugal, b. 11 May 1992) who is 30 years and 243 days old as verified in Conqueiros, Portugal on 9 January 2023.

Dopo la morte di Bobi, diversi veterinari ed esperti hanno sollevato dubbi, in privato e pubblicamente, e alcuni giornali hanno aperto delle inchieste. La domanda era semplice: quali prove c’erano che quel cane fosse nato nel 1992?

Il Guinness ha aperto una revisione del record, e nel febbraio 2024 l’ha chiusa con una conclusione netta: non aveva più le prove necessarie per sostenere il primato. Il record è stato ritirato.

Il punto debole era la documentazione. La prova principale era il microchip registrato nella banca dati portoghese degli animali, la SIAC, che però per i cani nati prima del 2008 non richiedeva alcuna prova dell’età: la data di nascita era quella dichiarata dal proprietario.

Nessuno ha accusato nessuno di aver mentito, e Guinness non ha detto che Bobi non fosse vecchissimo: ha detto che non si può dimostrare. Che, in una faccenda di record, è la stessa cosa.

Perché ve la raccontiamo tutta, invece di limitarci alla parte bella. Perché la storia di Bobi ha fatto credere a molte persone che il Rafeiro do Alentejo sia una razza che vive trent’anni, e non è così. La vita media di questa razza è di 12-14 anni, che per un cane da cinquanta chili è comunque un ottimo dato.

QuandoCosa è successo
11 maggio 1992La data di nascita dichiarata per Bobi
DoveConqueiros, nel distretto di Leiria, in Portogallo
9 gennaio 2023La verifica riportata sul certificato Guinness
2 febbraio 2023Il Guinness lo certifica cane vivente più vecchio e cane più vecchio di sempre
Quanti anni30 anni e 243 giorni al momento della verifica
Ottobre 2023Bobi muore, a un’età dichiarata di 31 anni e 165 giorni
I dubbiVeterinari ed esperti sollevano perplessità, alcuni giornali indagano
Il problemaLa banca dati SIAC non chiedeva prove dell’età per i cani nati prima del 2008
Febbraio 2024Il Guinness conclude di non avere più le prove e ritira il record
Cosa restaUna bella storia e un dato non verificabile

Il Rafeiro do Alentejo oggi

Fuori dal Portogallo il Rafeiro resta una razza rara, e in Italia è appena arrivato.

I numeri italiani sono quelli di un debutto: 10 cuccioli nel 2022 e 7 nel 2023, e nessuna nascita registrata prima. Gli affissi sono zero.

In Portogallo la razza è tutelata, ha un club di razza attivo e viene ancora usata per il lavoro nelle aziende agricole, che è la cosa che più di ogni altra tiene in piedi una razza da guardiania.

Il rischio, per razze come questa, è sempre lo stesso: diventare di moda per un motivo sbagliato. Il clamore intorno a Bobi ha portato attenzione, e l’attenzione porta compratori che non sanno cosa sia un cane da guardiania.

Se state pensando a un Rafeiro, la domanda giusta non è quanto vive: è se hai una proprietà da affidargli.