Pastore Svizzero Bianco
Uno sguardo sulla razza e tutte le caratteristiche
Il Pastore Svizzero Bianco in breve
Il Pastore Svizzero Bianco, il Berger Blanc Suisse, è un cane grande, elegante e sorprendentemente facile. Misura 58-66 centimetri nei maschi per 30-40 chili ed esiste in due varietà di pelo, semi-lungo e lungo. Lo standard è insolitamente esplicito sul carattere: vivace ed equilibrato, attento e facilmente addestrabile, con un approccio amichevole e discreto e un forte attaccamento al suo conduttore. È una razza giovane, riconosciuta in via definitiva dalla FCI nel 2011, e non è un pastore tedesco bianco: è una razza a sé. Vive 12-14 anni ed è molto diffusa in Italia, con 395 cuccioli iscritti nel 2024 e 32 allevamenti con affisso.
Il pastore tedesco bianco esiste?

È la domanda con cui la maggior parte delle persone arriva a questa razza, e la risposta sta scritta in due documenti ufficiali. In breve: no, non nel senso in cui la gente lo intende, e il cane bianco che hai visto è quasi certamente un Pastore Svizzero Bianco.
Il primo documento è lo standard FCI del Pastore Tedesco, che sul colore non lascia margini: il colore bianco non è ammesso. E fra i difetti eliminatori compare esplicitamente il colore del mantello bianco, anche nei cani con occhi e unghie scuri, subito dopo l’albinismo. Un Pastore Tedesco bianco, in esposizione, viene squalificato.
Il secondo è lo standard di questa razza, che racconta come è finita: i pastori bianchi, esclusi dalla selezione europea, sono diventati a poco a poco una razza distinta negli Stati Uniti e in Canada, sono arrivati in Svizzera negli anni Settanta e da lì hanno intrapreso un percorso tutto loro, fino al riconoscimento FCI definitivo del 2011.
Quindi pastore tedesco bianco è un modo di dire, non una razza: se il cane è bianco e ha un pedigree, sul pedigree c’è scritto Pastore Svizzero Bianco. Ed è utile saperlo anche quando si guarda un annuncio, perché chi vende pastori tedeschi bianchi o usa un nome sbagliato per abitudine, oppure sta vendendo cuccioli senza pedigree.
Conviene aggiungere che le due razze, oggi, non si somigliano solo nel colore: hanno preso strade diverse anche nella costruzione e nel carattere. Il Pastore Svizzero Bianco è classificato dalla FCI come cane da compagnia e da famiglia, senza prova di lavoro, mentre il Pastore Tedesco resta un cane da utilità e da lavoro con prova di lavoro obbligatoria.
Storia ed origine del Pastore Svizzero Bianco

È una delle razze più giovani che esistano. Il sommario storico parte dagli Stati Uniti e dal Canada, dove i cani da pastore bianchi sono diventati a poco a poco una razza distinta, mentre in Europa il bianco veniva escluso dalla selezione del Pastore Tedesco. I primi soggetti arrivarono in Svizzera all’inizio degli anni Settanta.
Il capostipite ha un nome e una data di nascita, cosa rarissima per una razza: il maschio americano Lobo, nato il 5 marzo 1966. Dai suoi discendenti, iscritti al Libro delle Origini Svizzero insieme ad altri bianchi importati dal Nord America, nascono le linee europee di oggi.
Il riconoscimento ha tre date: giugno 1991, quando questi cani vengono iscritti come nuova razza all’appendice del libro svizzero; 26 novembre 2002, riconoscimento FCI provvisorio; 4 luglio 2011, riconoscimento definitivo e standard attuale. Nella pagina trovi anche perché in Italia è arrivato così in fretta: oltre cinquemila cuccioli iscritti in dieci anni.
Carattere e descrizione del Pastore Svizzero Bianco

Misura 58-66 centimetri nei maschi e 53-61 nelle femmine, per 30-40 e 25-35 chili, con un rapporto fra tronco e altezza di 12 a 10: un rettangolo leggermente allungato, mai un cane nel quadrato e mai di aspetto pesante, che sono difetti gravi. Le orecchie sono erette e a triangolo allungato.
Esiste in due varietà di pelo ufficiali, semi-lungo e lungo, che possono nascere nella stessa cucciolata. In entrambe il mantello è doppio, con il pelo di copertura liscio e piuttosto ruvido: un pelo morbido, serico o lanoso è un difetto grave. E in entrambe il sottopelo cade, due volte l’anno in quantità notevoli.
Sul carattere lo standard è insolitamente generoso e ha senso citarlo: vivace ed equilibrato, attento e facilmente addestrabile, approccio amichevole e discreto, con socievolezza e attaccamento al conduttore, mai pauroso né aggressivo senza motivazione. Nella pagina trovi anche il capitolo che chiarisce l’equivoco più comune: quel bianco non è albinismo, tanto che l’albinismo e la depigmentazione totale sono difetti eliminatori.
Addestramento ed educazione del Pastore Svizzero Bianco

È uno dei cani grandi più semplici da educare, e lo dice il suo standard: facilmente addestrabile, un cane da lavoro e da sport gioioso che apprende con facilità. Serve solo il rinforzo positivo: con un cane così sensibile i metodi coercitivi ottengono un cane che si spegne e smette di proporre, che è la parte migliore di lui.
Il vero tema di questa razza è un altro, ed è la solitudine. Lo standard parla di attaccamento al conduttore e va preso alla lettera: lasciato otto o dieci ore da solo, questo cane sviluppa con facilità un’ansia da separazione vera. Il lavoro va fatto da subito e con gradualità, e se la giornata prevede dieci ore fuori casa la soluzione non è una tecnica, è un’altra razza.
Fra le attività si presta a quasi tutto: obedience, dog dance, agility e nose work. Ma la vocazione in cui si è fatto un nome è la ricerca, dal soccorso su macerie alla ricerca su valanga: serve un cane grande, socievole con gli sconosciuti che deve trovare, resistente al freddo e concentrato sul conduttore, ed è il suo identikit.
Allevamento del Pastore Svizzero Bianco

È una delle razze straniere più diffuse in Italia: 5.043 cuccioli iscritti in dieci anni, 395 nel 2024, e 32 allevamenti con affisso ENCI, con Lombardia e Piemonte a sei ciascuna. Trovare un cucciolo, per una volta, non è il problema: trovarne uno fatto bene sì.
Un cucciolo con pedigree e genitori radiografati costa fra i 900 e i 1.500 euro. Quando l’offerta è ampia come qui, il prezzo più basso è quasi sempre il segnale che qualcosa è stato saltato, e quel qualcosa sono i test.
I controlli da pretendere sono le radiografie ufficiali di anca e gomito di entrambi i genitori, che sono due esami diversi, e il test del DNA per la mielopatia degenerativa sul gene SOD1, ricordando che indica una predisposizione e non una certezza. E una domanda che su questa razza vale doppio: come sono cresciuti i cuccioli, perché la socievolezza che lo standard chiede si costruisce nelle prime otto settimane.


