Storia ed origine del Pastore Svizzero Bianco

Da Lobo, nato nel 1966, a una razza riconosciuta nel 2011

Il Pastore Svizzero Bianco è una delle razze più giovani che esistano, e la sua storia si può raccontare con quattro date e il nome di un cane. Qui trovi il percorso che ha portato dai pastori bianchi americani a una razza a sé stante, e perché in Svizzera e non altrove.

Sommario

Da dove viene il Pastore Svizzero Bianco

Pastore Svizzero Bianco in piedi su un pendio innevato

Il sommario storico dello standard parte da lontano e senza giri di parole: negli Stati Uniti e in Canada i cani da pastore bianchi sono diventati a poco a poco una razza distinta. In Europa, intanto, il bianco veniva escluso dalla selezione del Pastore Tedesco.

I primi di questi cani furono importati in Svizzera all’inizio degli anni Settanta, e da lì parte la storia europea della razza. Il capostipite ha un nome e una data di nascita precisa, ed è raro poterlo dire di una razza: il maschio americano Lobo, nato il 5 marzo 1966, che lo standard indica come il capostipite di questa razza in Svizzera.

I discendenti di Lobo, iscritti al Libro delle Origini Svizzero, insieme ai discendenti di altri pastori bianchi importati da Stati Uniti e Canada, hanno dato origine a nuove linee che si sono diffuse in tutta Europa. Nel giro di vent’anni un gran numero di pastori bianchi veniva allevato in purezza da diverse generazioni.

Le quattro date del riconoscimento

Il percorso ufficiale è scandito da passaggi precisi, ed è utile conoscerli perché spiegano perché questa razza sia ancora oggi al centro di equivoci.

Sette cuccioli di Pastore Svizzero Bianco allineati su un prato

Il primo è il giugno 1991: da quella data questi cani sono iscritti, come nuova razza, all’appendice del Libro delle Origini Svizzero. È il momento in cui il pastore bianco smette di essere un pastore tedesco fuori standard e diventa qualcosa di suo.

Il secondo è il 26 novembre 2002, quando la FCI concede il riconoscimento a titolo provvisorio. Il terzo è il 4 luglio 2011, data dello standard oggi in vigore e del riconoscimento definitivo. Da quel momento il Pastore Svizzero Bianco è una razza a tutti gli effetti, con il numero 347 e la Svizzera come paese d’origine.

Ha senso notare un dettaglio della classificazione, perché racconta una scelta: alla voce utilizzazione lo standard scrive cane da compagnia e da famiglia, e la razza è senza prova di lavoro. Un cane da pastore per gruppo e per aspetto, che però la FCI colloca ufficialmente nelle case.

Perché è arrivato in Italia così in fretta

Guardando i numeri italiani si capisce che questa razza ha trovato un pubblico: dal 2015 al 2024 sono stati iscritti 5.043 cuccioli, con una media che ha superato i cinquecento all’anno per diverse stagioni. Per una razza riconosciuta in via definitiva solo nel 2011 è un risultato notevole.

Le ragioni sono abbastanza chiare. La prima è estetica, ed è inutile fare finta di niente: è un cane bellissimo, e la somiglianza con il lupo bianco fa il resto. La seconda è caratteriale, ed è quella che conta: è un pastore grande con un carattere molto più semplice di altri, e per una famiglia che voleva un cane importante senza le complicazioni di un cane da difesa è stata la risposta giusta.

Negli ultimi due anni la curva è scesa, dai 588 del 2021 ai 395 del 2024. È presto per dire se sia una flessione passeggera o l’esaurimento di una moda: la seconda ipotesi, per una razza, di solito è una buona notizia.