Norwegian Elkhound
Uno sguardo sulla razza e tutte le caratteristiche
Il Norwegian Elkhound in breve
Il Norwegian Elkhound, per l’ENCI Norsk Elghund grigio, è lo spitz norvegese da caccia all’alce: 52 cm nei maschi e 49 nelle femmine come misure ideali, per circa 20-25 chili. Manto doppio in un colore soltanto, il grigio, con la maschera scura sul muso e il caratteristico segno dei finimenti sulla spalla. Coda strettamente arrotolata sul dorso, orecchie piccole ed erette. Vive intorno ai 12-15 anni.
Che cane è il Norwegian Elkhound

È un cane da caccia all’alce, e lo standard non dice altro nella casella dell’utilizzazione. Uno spitz tipico, corto e compatto, costruito nel quadrato, fatto per lavorare nei boschi del nord con qualsiasi tempo.
Lo riconoscete dal grigio costruito con le punte nere del pelo, dalla maschera scura sul muso, dal segno dei finimenti sulla spalla e dalla coda avvitata sul dorso.
Cosa chiede: circa due ore al giorno fra camminate e naso, una spazzolata o due a settimana che diventano quotidiane durante le mute, e case dove abbaiare non sia un problema. Perché la voce, in questa razza, è lo strumento di lavoro.
Cosa lo rende speciale: è un cane autonomo, che pensa con la sua testa, resistente in modo quasi assurdo e affettuoso in famiglia. Non è un cane da obbedienza meccanica, è un compagno da montagna.
In Italia è raro: dieci cuccioli iscritti all’ENCI fra il 2017 e il 2024 e un solo affisso attivo, in Emilia Romagna.
Storia ed origine del Norwegian Elkhound

Lo standard FCI non ha cenno storico, quindi la storia va presa dalle fonti norvegesi. In Norvegia esistono resti ossei di un tipo di cane simile da almeno cinque o seimila anni, ma l’enciclopedia nazionale norvegese avverte che quei ritrovamenti non dimostrano una discendenza diretta: nella pagina lo raccontiamo con questa cautela.
La razza moderna nasce da un cane solo: nel 1865 Jens Gram importa dal Jämtland un maschio di nome Bamse. Alla prima esposizione nordica, a Christiania nel 1877, metà degli elghund presenti discendeva da lui.
Fino al 1887 grigi e neri gareggiavano insieme come cani da alce e da orso. Nel 1899 nasce il Norsk Dyrehundklub e nel 1905 viene fissato lo standard. Nella pagina trovi anche i due modi di cacciare l’alce, il løshund sciolto che abbaia e il bandhund al guinzaglio.
In Italia la razza è rarissima: dieci cuccioli iscritti all’ENCI fra il 2017 e il 2024, cinque dei quali nel solo 2024, e un solo affisso attivo, in Emilia Romagna.
Carattere e descrizione del Norwegian Elkhound

È uno spitz tipico, corto e compatto, costruito nel quadrato: 52 cm nei maschi e 49 nelle femmine come misure ideali, per circa 20-25 chili. Orecchie piccole, erette e molto mobili, coda strettamente arrotolata sopra il dorso, con la punta che nell’adulto non può essere raddrizzata.
Il colore è uno solo, il grigio, e lo standard spiega come nasce: dalle punte nere del pelo esterno, su un sottopelo grigio chiaro. Da lì viene anche l’harness marking, il segno dei finimenti, una striscia chiara larga cinque centimetri dal garrese al gomito. Sul muso e sulle orecchie c’è la maschera scura.
Sul carattere lo standard tace, cosa insolita: non c’è la casella comportamento. Quello che si può dire viene dal mestiere, cane da caccia all’alce, e sono due tratti fortissimi: indipendenza e voce. Nella pagina trovi anche quanto vive e le quattro prove sanitarie che chiede il club di razza.
Addestramento ed educazione del Norwegian Elkhound

È un cane sveglio e volenteroso, ma selezionato per lavorare lontano da te e per abbaiare mentre lo fa. Il metodo è il rinforzo positivo con sessioni brevi: valuta le richieste, e con la coerenza collabora volentieri. La pagina mette in fila i tre temi che decidono la convivenza, e nessuno riguarda l’obbedienza formale.
Il primo è il richiamo, da cominciare il giorno in cui il cucciolo entra in casa, perché questo è un cane nato per allontanarsi. Il secondo è la voce: l’Elkhound abbaia perché è il suo mestiere, blocca l’alce e chiama il cacciatore, quindi l’abbaio si gestisce ma non si elimina. La pagina spiega come ridurlo nelle situazioni sbagliate. Il terzo è la predatorietà: un cane selezionato per seguire un’alce per ore non si ferma davanti a un capriolo perché glielo dici tu. C’è quanto movimento serve, e il conto è chiaro: due ore al giorno fra camminate e attività, con qualsiasi tempo. C’è il pelo, con le mute stagionali che vanno seguite. Ci sono le attività adatte, dalle escursioni al traino al lavoro di naso. E ci sono gli errori tipici, a partire dal pensare che l’abbaio si tolga. Se vivi in montagna e cammini, è un compagno perfetto.
Allevamento del Norwegian Elkhound

In Italia il Norwegian Elkhound è raro: fra il 2017 e il 2024 l’ENCI ha iscritto dieci cuccioli in tutto, con tre anni consecutivi a zero e poi cinque nel solo 2024. Gli affissi attivi sono uno, in Emilia Romagna, provincia di Reggio Emilia.
Con questi numeri non esiste un prezzo di mercato italiano da riportare: la cifra la fa l’allevatore, e chi non trova posto in lista guarda ai paesi nordici, dove la razza è comune (in Norvegia si registrano di regola più di 750 cuccioli l’anno).
Le domande sanitarie da fare sono quattro, e sono quelle del programma CHIC: anche, occhi, tiroide e reni. Il Kennel Club britannico aggiunge i test del DNA per il glaucoma (POAG-2) e per l’atrofia progressiva della retina.
Nella pagina trovi anche come si importa un cucciolo dai paesi nordici, come si trascrive il pedigree straniero e perché il Norsk Elghund nero è una razza diversa e non una varietà di colore.


