Norrbottenspets
Uno sguardo sulla razza e tutte le caratteristiche
Il Norrbottenspets in breve
Il Norrbottenspets è un piccolo spitz da caccia svedese – altezza ideale 45 cm nei maschi e 42 nelle femmine – con il mantello bianco a macchie rosse o gialle e la coda arrotolata in modo lasco. Caccia il gallo cedrone e il fagiano di monte tenendoli fermi sull’albero e abbaiando. Fu dichiarato estinto nel 1948 e ritrovato nelle fattorie del nord. Ha una vita media di 14-17 anni, e in Italia non è mai nato.
Che cane è il Norrbottenspets

È un cane da caccia del gruppo 5, sezione dei cani nordici da caccia, riconosciuto con prova di lavoro. Lavora sui grandi galliformi di bosco: li mette in volo, li segue sull’albero e li tiene fermi abbaiando.
Lo riconoscete dal mantello: fondo bianco con macchie grandi e ben definite, ideali nelle sfumature di rosso e di giallo, e con il colore che copre i lati della testa e le orecchie.
Quanto è grande: 45 cm ideali nei maschi e 42 nelle femmine, per un peso fra gli 8 e i 15 chili. È il più piccolo dei cani nordici da caccia.
Cosa chiede: un’ora e mezza-due ore al giorno di movimento vero e la possibilità di usare il naso. Non è un cane da appartamento in città.
Cosa lo rende speciale: la sua storia. Nel 1948 il Kennel Club svedese lo ha dichiarato estinto; dieci anni dopo qualcuno ha scoperto che era sopravvissuto nelle fattorie dell’entroterra, e pochi appassionati lo hanno riportato indietro.
Da sapere prima: abbaia, perché abbaiare è il suo mestiere; si allontana, perché cercare lontano è il suo lavoro; e con i piccoli animali che scappano non si può stare tranquilli.
In compenso ha un numero che poche razze possono mostrare: una vita media di 14-17 anni.
Storia ed origine del Norrbottenspets

Il Norrbottenspets ha una delle storie più belle di tutta la nomenclatura FCI, e a raccontarla è lo standard stesso. La razza – lo spitz della contea di Norrbotten – discende da piccoli spitz di tipo laika che vivevano con i cacciatori dell’area di Capo Nord già in epoca preistorica, sopravvissuti per migliaia di anni attraverso la selezione naturale.
C’è una frase, nei cenni storici, che spiega tutto: nel grande nord le pellicce preziose – zibellino, martora, ermellino – sono state l’unica moneta valida per secoli. Un cane che le trovava era il reddito di una famiglia.
Poi arriva la parte drammatica. Dopo la Seconda guerra mondiale il prezzo delle pellicce crolla, e con esso l’interesse per la razza: il Norrbottenspets sparisce dai registri e nel 1948 il Kennel Club svedese lo dichiara estinto. Un decennio dopo si scopre che alcuni soggetti tipici erano sopravvissuti come cani di casa e da guardia nelle fattorie dell’entroterra.
Grazie – dice lo standard – al lavoro molto dedicato di pochi uomini, la razza è stata salvata: nel 1967 è stata reintegrata nel registro svedese con un nuovo standard, e la Finlandia l’ha registrata nel 1973. Oggi si stimano circa 1.600 soggetti in Svezia e 1.300 in Finlandia.
Carattere e descrizione del Norrbottenspets

Lo standard descrive il carattere insieme al lavoro, e fa bene: come cane da caccia deve essere attento e audace. È un cane entusiasta, vivace, sicuro di sé, con indole gentile. E aggiunge il mestiere: caccia soprattutto i grandi galliformi di bosco – gallo cedrone e fagiano di monte – ma è capace anche di cacciare la selvaggina da pelliccia e di tenere a bada l’alce.
Quest’ultima, in un cane da 45 centimetri, è la frase che dice tutto sul suo coraggio. Il suo modo di lavorare è quello degli spitz nordici: cerca da solo, mette in volo l’uccello, lo segue sull’albero e abbaia sotto la pianta finché arriva il cacciatore.
Sulla morfologia le cose da sapere sono tre: la coda arrotolata in modo lasco, con la punta che tocca il fianco della coscia; le orecchie erette con le punte leggermente arrotondate, dettaglio che lo distingue dagli altri spitz; e il mantello bianco con macchie ben definite, ideali nelle sfumature di rosso e giallo.
E poi c’è il dato che colpisce di più: la vita media di questa razza è di 14-17 anni, fra le più alte della cinofilia. Nella pagina si spiega anche perché.
Addestramento ed educazione del Norrbottenspets

Con uno spitz da caccia i temi sono sempre due. Il richiamo, perché è un cane selezionato per cercare da solo e lontano: si costruisce da cucciolo, si allena per anni con la longhina e non sarà mai affidabile al cento per cento in bosco. Microchip registrato e GPS sul collare, nei paesi nordici, sono di serie.
E la voce, che in questa razza non è un difetto ma lo strumento di lavoro: un cane che tiene fermo un gallo cedrone sull’albero lo fa abbaiando per minuti interi. In casa si gestisce togliendo il motivo e premiando il silenzio, ma in condominio resta una scelta difficile.
Sul movimento: un’ora e mezza-due ore al giorno, con la possibilità di usare il naso. Le attività adatte sono nose work, dog trekking, mantrailing, canicross e attivazione mentale; quelle che non funzionano sono le discipline di pura obbedienza formale, perché è un cane indipendente.
Nella pagina trovate anche i sei errori tipici, a partire dall’ultimo, che vale per tutte le razze poco conosciute: prenderlo per l’aspetto e scoprire dopo che dentro c’è un cacciatore.
Allevamento del Norrbottenspets

In Italia il Norrbottenspets non esiste: le API dell’ENCI, sul codice 276, registrano zero nascite e zero affissi. Non è una sorpresa: nel mondo ce ne sono meno di tremila, quasi tutti in Svezia e in Finlandia.
Chi lo vuole parte quindi dai due paesi nordici, dove la razza vive, lavora e ha i suoi club. Alla spesa del cucciolo vanno aggiunti viaggio e pratiche, fra i 300 e i 600 euro.
Cosa chiedere: il pedigree su quattro generazioni – la popolazione moderna è stata ricostruita da pochissimi soggetti dopo il 1948, quindi la consanguineità va guardata – le lastre ufficiali di anche e gomiti e la visita oculistica.
E poi una domanda che in questa razza ha un senso preciso: i diplomi di lavoro dei genitori. Il Norrbottenspets è riconosciuto con prova di lavoro, e nei paesi nordici le prove sui galliformi di bosco esistono. Dentro ci sono i costi veri e il capitolo sui segnali da leggere in cucciolata.


