Storia ed origine del Norrbottenspets
Dichiarato estinto nel 1948, ritrovato nelle fattorie e salvato nel 1967
Il Norrbottenspets ha una delle storie più belle di tutta la nomenclatura FCI, e la racconta lo standard stesso: una razza antichissima, legata al commercio delle pellicce, dichiarata estinta dopo la guerra e ritrovata dieci anni dopo nelle fattorie del nord della Svezia.
In questa pagina: da dove viene, perché è sparita, chi l’ha salvata e dove vive oggi.
Sommario
Le pellicce erano l’unica moneta

Lo standard fa risalire il Norrbottenspets – lo spitz della contea di Norrbotten, il nord della Svezia – a piccoli spitz di tipo laika che vivevano con i cacciatori dell’area di Capo Nord già in epoca preistorica.
E aggiunge una frase che spiega tutto il resto: questi piccoli spitz da caccia sono sopravvissuti per migliaia di anni attraverso la selezione naturale, cioè la sopravvivenza del più adatto.
Nelle zone durissime del nord della penisola scandinava, cacciare per il cibo e per la pelliccia era una necessità di sopravvivenza. E qui lo standard scrive una cosa che nessun altro dice: pellicce preziose come lo zibellino, la martora e l’ermellino sono state l’unica moneta valida per secoli.
Un cane che trovava quelle pellicce non era un lusso: era il reddito di una famiglia.
Il lavoro principale, però, era ed è un altro: i grandi galliformi di bosco, cioè il gallo cedrone e il fagiano di monte, che il cane mette in volo e poi tiene fermi sull’albero abbaiando.
Dichiarato estinto nel 1948

Dopo la Seconda guerra mondiale il prezzo delle pellicce crollò. E con esso, dice lo standard, crollò l’interesse per il Norrbottenspets.
Il testo ufficiale è brutale: la razza sparì e non ebbe registrazioni per molti anni; di conseguenza il Kennel Club svedese la dichiarò estinta. Era il 1948, e il libro genealogico venne chiuso.
Solo un decennio dopo arrivò la notizia che alcuni soggetti tipici erano sopravvissuti: vivevano come cani di casa e da guardia nelle piccole fattorie dell’entroterra del Norrbotten. Nessuno li cacciava più, ma qualcuno li teneva ancora.
Il seguito è la parte che merita di essere raccontata: grazie al lavoro molto dedicato di pochi uomini, questo vecchio spitz da caccia fu salvato. Sono andati a cercarli, fattoria per fattoria, nei villaggi dell’interno.
Nel 1967 il Norrbottenspets fu reintegrato nel registro svedese e venne scritto un nuovo standard. La Finlandia lo registrò nel 1973, con il nome finlandese di pohjanpystykorva.
Oggi le stime parlano di circa 1.600 soggetti in Svezia e 1.300 in Finlandia. Fuori dai due paesi nordici, la razza è quasi invisibile: in Italia, secondo le API dell’ENCI, non ne è mai nato nemmeno uno.
Il cugino finlandese

Chi conosce i cani nordici da caccia noterà la somiglianza con lo Spitz finlandese: stesso gruppo, stessa sezione, stesso mestiere sui galliformi di bosco.
Nella foto: uno Spitz finlandese, il cane nazionale della Finlandia.
Le differenze si vedono soprattutto nel colore: lo Spitz finlandese è rosso pieno, il Norrbottenspets è bianco con macchie rosse o gialle.
L’altra differenza è la taglia: lo Spitz finlandese è un po’ più grande, il Norrbottenspets sta sui quarantacinque centimetri.
Il metodo di caccia però è lo stesso ed è quello che nei paesi nordici si chiama abbaiare all’uccello: il cane trova, mette in volo, segue e poi abbaia sotto l’albero.
Una terza somiglianza, più lontana, è quella con i laika russi: lo standard del Norrbottenspets fa risalire la razza proprio a piccoli spitz di tipo laika. Sono tutti rami dello stesso albero: i cani da caccia dei popoli del grande nord.

