Allevamento del Norrbottenspets
Meno di tremila cani al mondo: dove si cerca e cosa chiedere
In Italia il Norrbottenspets non esiste: le API dell’ENCI, sul codice 276, registrano zero nascite e zero affissi. Nel mondo si stimano circa 1.600 soggetti in Svezia e 1.300 in Finlandia.
In questa pagina: dove si cerca, quanto costa arrivarci, cosa chiedere e cosa guardare in una cucciolata.
Sommario
Quanto costa e dove si cerca
Un prezzo italiano non esiste perché non esiste offerta. I due paesi dove la razza vive sono la Svezia e la Finlandia, dove i prezzi sono quelli di un cane da caccia nordico e dove esistono i club di razza e le prove di lavoro.
Alla spesa del cucciolo si aggiungono viaggio e pratiche, fra i 300 e i 600 euro, più passaporto europeo e vaccinazione antirabbica in regola. Un cucciolo non può viaggiare prima delle quindici settimane.
Il primo anno costa fra i 500 e gli 800 euro tra vaccinazioni, microchip, sverminazioni ed eventuale sterilizzazione, e poi il mantenimento si assesta sui 50-80 euro al mese: è un cane da otto-quindici chili.
La toelettatura non è una voce di spesa: pelo doppio, corto e duro, una spazzolata a settimana e due mute all’anno da gestire.
Un’ultima nota, che in una razza così ha senso fare: chi vuole un cane nordico da caccia e non ha modo di andare in Svezia farebbe meglio a guardare le razze disponibili vicino a casa, invece di comprare a scatola chiusa da un annuncio. In una popolazione di tremila cani, un cucciolo senza pedigree controllabile è quasi sempre qualcos’altro.
Cosa chiedere e cosa guardare in una cucciolata
La prima domanda è il pedigree su almeno quattro generazioni. La popolazione moderna è stata ricostruita dopo il 1948 partendo da pochissimi soggetti, quindi la consanguineità è un tema reale.
La seconda sono i controlli sanitari dei riproduttori: lastre ufficiali di anche e gomiti e visita oculistica. Non ci sono dati di razza, e proprio per questo i controlli individuali contano.
La terza sono i diplomi di lavoro: la razza è riconosciuta con prova di lavoro, e nei paesi nordici le prove sui galliformi esistono. In un cane da caccia contano più di qualsiasi titolo di bellezza.
Sul cucciolo, il primo controllo è il mantello: fondo bianco con macchie grandi e ben definite, e il colore che copre i lati della testa e le orecchie. Le focature, il roano e le punteggiature sono difetti gravi dello standard.
Il secondo sono le orecchie, che devono alzarsi ed essere erette, con le punte leggermente arrotondate; il terzo è il tartufo, che non deve essere color carne né marrone fegato.
Il quarto è il comportamento: cuccioli svegli, curiosi, che vengono avanti. Lo standard chiede un cane sicuro di sé, e in una razza da caccia un cucciolo pauroso è un problema.
E il quinto riguarda voi: in una razza che in Italia non esiste, chi la sceglie deve sapere che si porta a casa un cane da caccia nordico, con l’abbaio e l’indipendenza che ne derivano.

