Mudi
Uno sguardo sulla razza e tutte le caratteristiche
Il Mudi in breve
Il Mudi è un cane da conduzione ungherese di taglia media – 41-47 cm nei maschi, 38-44 nelle femmine – con le orecchie erette e il pelo ondulato o riccio sul corpo, corto sulla testa. Lo standard lo definisce estremamente capace di imparare e dice che i pastori lo usano sul bestiame difficile e perfino nella battuta al cinghiale. Riconosciuto come razza solo nel 1936, è stato salvato dall’estinzione dopo la guerra. In Italia sono nati 76 cuccioli in dieci anni.
Che cane è il Mudi

È un cane da conduzione del gruppo 1, e la sua utilizzazione ufficiale è una delle più complete che si leggano: cane da pastore, da guardia, da allarme, da compagnia, e adorabile animale di casa.
Lo riconoscete da tre cose: le orecchie erette a V rovesciata, che lo standard dice poter ruotare indipendentemente come un radar; il pelo ondulato o riccio sul corpo e corto sulla testa; e la linea superiore che scende verso il posteriore.
Quanto è grande: 41-47 cm i maschi e 38-44 le femmine, per un peso fra gli 8 e i 13 chili.
Cosa chiede: un’ora e mezza-due ore al giorno fra movimento e lavoro di testa, e possibilmente uno sport. Sta in casa senza problemi: lo dice lo standard.
Cosa lo rende speciale: è estremamente capace di imparare, ed è coraggioso al punto che in Ungheria lo usano sul bestiame difficile e nella battuta al cinghiale. In dieci chili.
Da sapere prima: avvisa, quindi in condominio la voce va lavorata; l’istinto di conduzione si accende sui bambini che corrono; e la sua testa, se lasciata senza compiti, si inventa qualcosa.
In compenso è un cane sano, longevo e semplicissimo da mantenere: il pelo non si taglia, basta la spazzola.
Storia ed origine del Mudi

Il Mudi ha una storia particolare: esisteva da almeno due secoli nelle fattorie ungheresi, ma nessuno lo aveva mai considerato una razza a sé. I cenni storici dello standard sono corti e insolitamente onesti: nasce fra il XVIII e il XIX secolo dall’incrocio di cani da pastore ungheresi molto probabilmente con cani da pastore tedeschi a orecchie erette. Quel molto probabilmente, in un documento FCI, è raro.
Per generazioni è vissuto nelle fattorie senza nome e senza registri, mentre le razze ungheresi famose erano altre: il Komondor, il Kuvasz, il Puli. A tirarlo fuori dall’ombra è stata una persona sola: Dezso Fenyes, allevatore e direttore di museo, che fra il 1930 e il 1936 lo riconosce come razza e avvia la selezione.
Il tempismo però era pessimo: pochi anni dopo arriva la Seconda guerra mondiale e la razza, appena identificata, rischia di sparire. La ricostruzione è opera di pochi allevatori, e il passo decisivo è del 1966, quando Zoltan Balassy scrive il nuovo standard e arriva il riconoscimento FCI.
Oggi si stimano poche migliaia di soggetti nel mondo, concentrati in Ungheria e in Finlandia, dove viene usato anche nella ricerca e soccorso in montagna. L’AKC lo ha riconosciuto il 5 gennaio 2022.
Carattere e descrizione del Mudi

Lo standard usa sette aggettivi in una riga sola e non ne spreca nessuno: il Mudi è estremamente capace di imparare, di temperamento vivace, coraggioso, vigile, voglioso di lavorare, attento e adattabile.
Il coraggio non è una gentilezza: l’utilizzazione ufficiale dice che i pastori lo usano su bestiame grosso e difficile e perfino nella battuta al cinghiale. In un cane da dieci chili è una cosa da sapere. E adattabile è la parola che spiega perché funziona anche in città: lo standard scrive espressamente che può essere tenuto anche in casa.
Sulla morfologia le cose da sapere sono tre. La testa, che lo standard definisce senza dubbio la parte più tipica della razza. Le orecchie erette a V rovesciata, che il cane può girare indipendentemente l’uno dall’altro, come un radar. E il pelo: corto su testa e arti, molto ondulato o riccio sul corpo, lungo 3-7 cm e sempre lucido.
Nella pagina ci sono anche i sette colori ammessi – compreso il merle, che in ungherese si chiama cifra – il capitolo salute con l’alopecia da diluizione che riguarda proprio i mantelli diluiti di questa razza, e il capitolo finale su a chi è adatto.
Addestramento ed educazione del Mudi

Lo standard lo definisce estremamente capace di imparare, ed è vero: capisce in pochissime ripetizioni. Il che vuol dire che l’addestramento non è mai il problema. Il problema è quello che il Mudi impara da solo quando nessuno gli dà da fare.
Il primo tema è l’istinto di conduzione, che si manifesta come in tutti i cani da pastore: pressione, giri intorno e un pizzicotto ai talloni di chi corre. Non si reprime, si reindirizza – treibball, giochi con regole, o il lavoro vero con le pecore dove è possibile.
Il secondo è la voce: lo standard lo definisce cane da guardia e da allarme, quindi avvisa. In appartamento va lavorata dal primo giorno, con il solito schema: togliere il motivo e premiare il silenzio. E attenzione, perché in una razza che impara in tre ripetizioni impara anche benissimo che abbaiare funziona.
Il terzo è quanto lavoro serve: un’ora e mezza-due ore al giorno fra gambe e testa. Nella pagina trovate le attività adatte – agility, obedience, treibball, nose work, dog dance – e i sei errori tipici, a partire dal più comune: sottovalutare la sua testa.
Allevamento del Mudi

In Italia il Mudi è raro ma non introvabile, e la tendenza è in crescita: le API dell’ENCI, sul codice 238, registrano 76 cuccioli in dieci anni, con 10 nel 2022, 11 nel 2023 e 11 nel 2024. Gli affissi registrati sono due: uno a Trieste e uno a Varese.
Il bacino grande resta l’Ungheria, e in Europa la seconda casa della razza è la Finlandia, dove il Mudi viene usato anche nella ricerca e soccorso. Un cucciolo con pedigree in Italia costa indicativamente fra i 1.000 e i 1.600 euro.
Cosa chiedere: le lastre ufficiali di anche e gomiti dei genitori, la visita oculistica – la cataratta è segnalata nella razza, anche congenita – e se ci sono stati casi di epilessia nelle linee.
E ci sono due domande specifiche di questa razza. La prima riguarda il merle, che qui si chiama cifra: i due genitori non devono essere entrambi merle. La seconda riguarda i colori diluiti – ash e ash-brown – per via dell’alopecia da diluizione. Nella pagina ci sono i costi reali e il capitolo su cosa guardare in una cucciolata.


