Allevamento del Mudi
76 cuccioli in dieci anni, due affissi e due domande specifiche da fare
In Italia il Mudi è raro ma in crescita: le API dell’ENCI, sul codice 238, registrano 76 cuccioli in dieci anni e due affissi, uno a Trieste e uno a Varese.
Qui dentro: il prezzo, dove cercarlo, le domande da fare a chi alleva e cosa guardare fra i cuccioli.
Sommario
Quanto costa un cucciolo di Mudi
In Italia un cucciolo con pedigree costa indicativamente fra i 1.000 e i 1.600 euro. Le cucciolate sono poche e vanno aspettate: parliamo di una decina di cuccioli l’anno in tutto il paese.
In Ungheria la razza è nazionale e l’offerta è molto più ampia; in Finlandia esiste una popolazione consistente, spesso selezionata anche sul lavoro di ricerca e soccorso.
Se il cane arriva dall’estero, alle spese si aggiungono viaggio e pratiche, fra i 200 e i 500 euro, più passaporto europeo e antirabbica in regola.
Il primo anno costa fra i 600 e i 900 euro tra vaccinazioni, microchip, sverminazioni ed eventuale sterilizzazione, e poi il mantenimento si assesta sui 50-80 euro al mese.
La toelettatura non è una voce di spesa: il pelo del Mudi non si taglia e non si strippa, si spazzola una o due volte a settimana. È uno dei cani da pastore più economici da mantenere.
Quello che invece conviene mettere in conto è un corso o uno sport: in una razza che impara in tre ripetizioni, avere qualcuno che vi aiuta a incanalare quella testa è denaro speso bene.
Dove si cerca, e cosa chiedere

I due affissi italiani sono il punto di partenza; il bacino vero è l’Ungheria, e in Europa la seconda casa della razza è la Finlandia.
La prima domanda sono le lastre ufficiali di anche e gomiti dei genitori: la displasia è segnalata nella razza, come in quasi tutti i cani da lavoro.
La seconda è la visita oculistica. La cataratta, anche congenita, è fra i problemi riportati dai club, e un controllo sui riproduttori è la cosa minima da chiedere.
La terza riguarda l’epilessia: non esiste un test, ma un allevatore che tiene traccia della salute dei suoi cani sa dirvi se ci sono stati casi nelle linee. Chi risponde che nella mia linea non c’è mai stato niente senza esitare, spesso non tiene traccia di niente.
La quarta è la domanda sul merle: in questa razza si chiama cifra, ed è merle a tutti gli effetti. I due genitori non devono essere entrambi merle, perché i cuccioli con doppia dose del gene rischiano sordità e cecità.
E la quinta riguarda i colori diluiti, cioè l’ash e l’ash-brown: sono bellissimi ed è per questo che vanno di moda, ma sono i mantelli esposti all’alopecia da diluizione del colore. Un allevatore serio ne parla volentieri.
Cosa guardare in una cucciolata

I cuccioli di Mudi cambiano parecchio nei primi mesi, soprattutto nel pelo, che da cucciolo può sembrare quasi liscio e poi si ondula. Ci sono comunque cose che si vedono subito.
Il primo controllo sono le orecchie: devono essere erette. Nei cuccioli si alzano nelle prime settimane, e le orecchie pendenti nell’adulto sono una squalifica.
Il secondo è il tartufo: deve essere pieno e coordinato al mantello – nero, marrone o blu secondo il colore. Un tartufo macchiato o color carne è una squalifica, tranne una piccola macchiettatura nei merle.
Il terzo è il colore: nero, bianco, fulvo, ash, fegato, ash-brown o merle. Qualunque altro colore è fuori standard.
Il quarto è la testa: a cuneo, con lo stop appena pronunciato. Lo standard mette fra le squalifiche le caratteristiche da toy – testa corta, cranio rotondo, stop forte – che è il modo elegante per dire che il Mudi non deve diventare un cagnolino da salotto.
Il quinto è il pelo: sul corpo deve essere ondulato o leggermente riccio, e sulla testa corto. Un cucciolo con il pelo lungo sulla testa o liscio su tutto il corpo non sarà tipico.
Il sesto è il comportamento: cuccioli svegli, curiosi, che vengono avanti. Lo standard chiede un cane senza alcuna traccia di timidezza o di aggressività, e lo scrive nel capitolo della testa, che è il punto in cui descrive l’espressione.
E il settimo sono le carte: pedigree, lastre e certificato oculistico dei genitori, e la conferma che non siano entrambi merle.

