Addestramento ed educazione del Mudi
Un cane che impara tutto in tre ripetizioni, comprese quelle sbagliate
Lo standard descrive il Mudi come estremamente capace di imparare, e chi ci vive lo conferma: è un cane che capisce in fretta. Il che vuol dire che l’addestramento non è mai il problema; il problema è quello che impara da solo quando nessuno gli dà da fare.
In questa pagina: l’istinto di conduzione, la voce, quanto lavoro serve, le attività adatte e gli errori tipici.
Sommario
Istinto di conduzione e coraggio

L’utilizzazione ufficiale dice una cosa che sorprende in un cane da dieci chili: i pastori lo apprezzano per condurre bestiame grosso e difficile, e in Ungheria lo usano anche nella battuta al cinghiale.
Tradotto: dentro c’è un cane che non arretra. In una vita normale questo si vede nella sicurezza con cui affronta le situazioni nuove, e ogni tanto nella tendenza a mettersi in mezzo dove non dovrebbe.
L’istinto di conduzione si manifesta come in tutti i cani da pastore: pressione, giri intorno, e ogni tanto un pizzicotto ai talloni di chi corre.
Non si reprime, si reindirizza: un gioco con regole, il treibball – lo sport in cui il cane spinge palloni verso una porta – o, dove è possibile, il lavoro vero con le pecore.
Con i bambini si lavora su due lati: si insegna al cane un’alternativa e si insegna ai bambini a fermarsi invece di scappare.
Con gli altri cani il Mudi è generalmente socievole se socializzato presto, ma il coraggio che ha in corpo non è proporzionato alla taglia: tocca a te evitargli i guai con cani molto più grandi.
La voce: un cane da allarme in un corpo piccolo
Lo standard è esplicito: il Mudi è un ottimo cane da guardia e un cane da allarme. Tradotto: avvisa, e lo fa volentieri.
In una fattoria è esattamente quello che serve. In un appartamento in centro città è la cosa su cui bisogna lavorare dal primo giorno.
Il principio è sempre lo stesso: non si punisce l’abbaio, si toglie il motivo e si premia il silenzio. Non lasciarlo affacciato tutto il giorno sulla finestra che dà sulla strada, schermare la recinzione dove passa la gente, insegnargli un comando di silenzio premiando i secondi in cui smette.
E poi c’è la verità che vale per tutte le razze brillanti: un Mudi che ha lavorato la mattina abbaia molto meno il pomeriggio. Il rumore, quasi sempre, è il sintomo di una giornata vuota.
Un’ultima cosa, che riguarda la sua testa: siccome impara in pochissime ripetizioni, impara benissimo anche che abbaiare funziona. Se ogni volta che abbaia qualcuno gli parla, gli apre la porta o lo guarda, il comportamento si consolida in una settimana.
Quanto lavoro gli serve e quali attività

Un adulto ha bisogno di un’ora e mezza-due ore al giorno fra movimento vero e lavoro di testa. Non è tanto per un cane da conduzione, ma è molto più di quello che la maggior parte delle persone immagina quando vede un cane da dieci chili.
L’agility è la disciplina in cui questa razza va forte: piccola, agile e rapidissima a imparare.
L’obedience e la rally obedience sfruttano proprio la sua capacità di apprendimento, che è il suo tratto più forte in assoluto.
Il treibball è la traduzione sportiva del suo mestiere: condotta senza bestiame.
La nose work vale doppio in una razza così, perché stanca la testa senza alzare l’eccitazione. E in Finlandia il Mudi viene usato anche nella ricerca e soccorso, che è la versione professionale della stessa attitudine.
Il dog dance e il disc dog completano la lista delle discipline in cui i cani da pastore piccoli si trovano bene.
Un’avvertenza sulla crescita: prima dei dodici mesi niente salti ripetuti e niente agility vera, anche in un cane di taglia media.
Gli errori tipici con un Mudi
Il primo è sottovalutare la testa. È un cane che impara in tre ripetizioni: se non gli insegnate voi qualcosa, si organizza da solo.
Il secondo è tenerlo in eccitazione continua con lanci e corse. In una razza vivace serve più testa e meno adrenalina, e serve insegnargli i momenti di calma.
Il terzo è ignorare la voce nei primi mesi e ritrovarsi a due anni un cane che abbaia a qualsiasi rumore del pianerottolo.
Il quarto è usare metodi duri con un cane sensibile e collaborativo. Si spegne la voglia di lavorare, che è la sua qualità migliore.
Il quinto è lasciar correre il pizzicotto ai bambini perché fa ridere quando il cane ha tre mesi.
Il sesto è prenderlo per l’aspetto: il pelo riccio e la faccia sveglia fanno innamorare in una foto, ma dentro c’è un cane da lavoro che i pastori ungheresi usavano sul bestiame difficile.

