Grande Muensterlander
Uno sguardo sulla razza e tutte le caratteristiche
Il Grande Muensterlander in breve
Il Grande Muensterlander è il cane da ferma tedesco a pelo lungo bianco e nero: 60-65 cm nei maschi, circa 30 kg, frange su arti, coda e orecchie e la testa sempre nera. Deve lavorare in campo, nel bosco e in acqua, prima e dopo lo sparo, ed è descritto dallo standard come docile e facile da educare. Nasce nel 1909 da un divieto: il nero escluso dal Deutsch Langhaar. In Germania ne nascono circa 300 all’anno, in Italia nessuno.
Che cane è il Grande Muensterlander

È un cane da ferma continentale tedesco, gruppo 7 sezione 1.2, riconosciuto con prova di lavoro. Lo standard descrive il suo mestiere senza abbreviazioni: deve poter lavorare in campo, nel bosco e in acqua, prima e dopo lo sparo.
Lo riconoscete dal pelo lungo e liscio con le frange, dal mantello bianco con macchie nere – oppure roano blu o nero pieno – e dalla regola che vale sempre: la testa è nera, al massimo con una lista bianca.
Quanto è grande: 60-65 cm i maschi, 58-63 le femmine, per circa trenta chili.
Cosa chiede: due ore al giorno di attività con una parte olfattiva vera, e idealmente un lavoro. È un cane costruito per cercare, riportare e nuotare, non per stare in appartamento con due giri dell’isolato.
Cosa lo rende speciale: il carattere. Lo standard mette al primo posto docile e facile da educare, e chi viene da altri cani da caccia se ne accorge subito – è un cane che collabora.
L’altro tratto distintivo è la severità della sua selezione: la paura dello sparo, in qualsiasi grado, la paura della selvaggina viva e la paura degli estranei sono difetti squalificanti. In Germania tre cuccioli su quattro vengono provati in caccia.
Da sapere prima: in Italia non ne nasce nemmeno uno, e le frange vanno spazzolate due volte a settimana.
Storia ed origine del Grande Muensterlander

Il Grande Muensterlander esiste per un divieto. Nel 1909 il club del Deutsch Langhaar escluse definitivamente il colore nero dal proprio allevamento, e i cani a pelo lungo bianchi e neri della Westfalia e del Münsterland rimasero senza casa. Nel 1919 nacque il club che li adottò.
Lo standard racconta anche la genealogia più antica: si risale al cane da uccelli e da caccia col falco del Medioevo, passando per lo Stöberhund e il Wachtelhund – da cui vengono il pelo lungo e il lavoro nel folto – e infine il Pointer ottocentesco, che ha dato stile e velocità a tutti i cani da ferma continentali.
Il passaggio decisivo è del 1922: il club iscrive in una lista fondativa i cani autoctoni rimasti, in particolare del West-Münsterland e della Bassa Sassonia, e comincia l’allevamento pianificato. Quella lista comprendeva 83 cani: da lì viene tutta la razza.
Nella pagina dedicata si spiega anche il sistema che tiene in piedi questa razza: le prove VJP, HZP e VGP, a cui viene iscritto rispettivamente il 78%, il 50% e il 18% dei circa 300 cuccioli che nascono ogni anno in Germania. E perché in Italia la razza, semplicemente, non c’è.
Carattere e descrizione del Grande Muensterlander

Il Grande Muensterlander è un cane da ferma polivalente: 60-65 cm i maschi, 58-63 le femmine, circa 30 kg, con un corpo quasi quadrato e un’impressione generale che lo standard definisce asciutta, con espressione di intelligenza e nobiltà.
La testa è nobile e allungata, con lo stop modesto, il tartufo nero – quello pallido squalifica – la dentatura completa da 42 denti e gli occhi più scuri sono, meglio è. Le orecchie sono larghe, arrotondate alla punta e coperte di frange che ne superano la punta.
Il pelo è il capitolo più curato dello standard: lungo e denso ma liscio, mai riccio perché questo ostacola la capacità di caccia, con frange su arti e coda in entrambi i sessi e la frangia più forte a metà coda. I colori sono tre – bianco e nero, roano blu o nero pieno – e la testa è sempre nera.
Sul carattere lo standard è chiaro: docile e facile da educare, affidabile come cane da caccia, in particolare dopo lo sparo, temperamento vivace senza essere nervoso. E ha la lista di squalifiche più severa del gruppo: paura dello sparo in qualsiasi grado, paura della selvaggina viva, paura degli estranei. Nella pagina dedicata trovi anche la salute e il confronto con gli altri cani da ferma a pelo lungo.
Addestramento ed educazione del Grande Muensterlander

Con questa razza si parte da un vantaggio raro: lo standard mette al primo posto docile e facile da educare. È un cane che collabora, che guarda l’uomo e che impara in fretta – molto meno indipendente di un segugio e meno esplosivo di un pointer.
Il primo anno ha un programma preciso, perché in Germania la VJP arriva nella primavera del primo anno e valuta le doti naturali: rapporto con il conduttore, abitudine al mondo, naso libero in campagna, giochi di riporto, e soprattutto non disturbare la ferma, che è innata e va solo lasciata emergere.
Le due cose che si costruiscono per gradi e si rovinano in un pomeriggio sono l’acqua – mai buttarlo dentro, sempre lasciarlo entrare da solo – e lo sparo: rumore lontano, associato a qualcosa di bello, distanza ridotta in settimane e non in giorni.
Per chi non caccia servono due ore al giorno con una parte olfattiva, e le attività giuste sono quelle che riprendono il suo lavoro: nose work, mantrailing, pista di sangue, dog trekking, riporto strutturato e acqua. Nella pagina dedicata ci sono anche i sei errori più comuni.
Allevamento del Grande Muensterlander

In Italia questa razza non c’è: le API dell’ENCI, sul codice 118, registrano zero nascite e zero affissi. Anche il Piccolo Muensterlander è rarissimo, con 27 cuccioli in sei anni. Chi vuole un Grande Muensterlander lo importa, e la strada naturale è la Germania.
Là il riferimento è il Verband Grosse Münsterländer, organizzato in otto gruppi regionali, che ogni anno registra circa 300 cuccioli. Il prezzo indicativo di un cucciolo è di 1.000-1.500 euro, e i requisiti per riprodurre sono seri: radiografia dell’anca dopo i 14 mesi con esito A o B, gomito libero o borderline, risultati nelle prove di lavoro e appartenenza al club.
È un livello di garanzia che in molte razze non esiste: chi compra un cucciolo da un allevatore del club tedesco compra un cane con i genitori radiografati e provati in caccia.
Nella pagina dedicata trovi la tabella dei costi, le domande da fare all’allevatore – comprese quelle sul comportamento allo sparo dei genitori – e i sette controlli da fare in una cucciolata, dal colore della testa alle frange, fino al comportamento davanti a un rumore improvviso.


