Gos Rater Valencià
Uno sguardo sulla razza e tutte le caratteristiche
Il Gos Rater Valencià in breve
Il Gos Rater Valencià, in spagnolo ratonero valenciano, è il piccolo terrier della Comunità Valenciana: 4-8 kg, orecchie erette, pelo di due centimetri, nato per cacciare il ratto d’acqua nelle risaie e per avvisare abbaiando. Lo standard lo descrive vivace, allegro e attivo, affettuoso e fedele, riservato con gli estranei e aggiunge che impara in fretta. La FCI lo ha accettato a titolo provvisorio il 21 giugno 2022: in Italia non è ancora arrivato.
Che cane è il Gos Rater Valencià

È un terrier spagnolo di taglia piccola, gruppo 3 sezione 1, senza prova di lavoro. Lo standard indica l’utilizzazione senza mezzi termini: caccia tradizionale del ratto d’acqua, dei conigli e delle talpe, più il ruolo di cane da guardia per la sua capacità di avvisare per mezzo dell’abbaio. Oggi è anche un cane da compagnia.
Lo riconoscete dalle orecchie erette e triangolari, dal muso stretto con lo stop marcato, dal pelo cortissimo e dal mantello tricolore, che è il più diffuso della razza.
Quanto è grande: 30-40 cm i maschi (ideale 36), 29-38 le femmine (ideale 33), per 4-8 kg. Piccolo, ma alto sugli arti e leggerissimo.
Cosa chiede: un’ora e mezza al giorno di movimento vero, una recinzione seria – scava e salta – e qualcosa da fare con il naso. La taglia non c’entra niente col suo bisogno di lavorare.
Cosa lo rende speciale: la coda. Lo standard scrive che esistono cani senza coda, e infatti la Real Sociedad Canina de España prevede per la razza il test di brachiuria, oltre a quello della rotula.
Da sapere prima: abbaia, ed è il suo mestiere ufficiale. E in Italia le nascite registrate dall’ENCI sono zero: il cucciolo si cerca in Spagna.
Storia ed origine del Gos Rater Valencià

La storia del Gos Rater Valencià comincia in un porto. Nell’Ottocento Valencia esportava arance verso il nord dell’Europa, e sulle navi arrivavano piccoli terrier inglesi da ratti: lo standard FCI fa risalire la razza proprio a quelle prime importazioni dalla Gran Bretagna, e ne documenta la presenza in terra valenciana dall’ultimo terzo del XIX secolo.
I nomi antichi dicono dove viveva: perros de la huerta, perros de acequias – i cani dei canali d’irrigazione – e perro barraquero, il cane della barraca. E fusterrier, il nome più bello, che è semplicemente fox terrier pronunciato da chi non parlava inglese. Nelle risaie dell’Albufera cacciava il ratto d’acqua, nei campi conigli e talpe, e di notte faceva la guardia al raccolto.
Il riconoscimento arriva tardissimo. Domanda nell’aprile 2003, presentazione ufficiale a Madrid il 17 maggio 2003 con 16 esemplari (13 da un solo allevamento, quello di Batiste Soriano a Vila-real), riconoscimento spagnolo con l’Orden APA/807/2004 del 30 marzo 2004, primi registri a Jerez il 20 novembre 2004 con 19 cani.
Il 21 giugno 2022 la FCI accetta la razza a titolo provvisorio col numero 370: è la tredicesima razza spagnola riconosciuta a livello internazionale. Nella pagina dedicata trovi tutte le tappe, i nomi di chi ci ha lavorato e cosa comporta, in esposizione, essere una razza ancora provvisoria.
Carattere e descrizione del Gos Rater Valencià

Lo standard FCI descrive il Gos Rater Valencià in quattro righe che valgono tutta la razza: vivace, allegro e attivo. Affettuoso e fedele, riservato con gli estranei. Coraggioso, non solo a caccia ma anche nel difendere le proprietà del padrone. Impara in fretta. Quell’ultima frase, in un terrier, non è affatto scontata.
Fisicamente è un cane piccolo e leggero: 30-40 cm i maschi con l’ideale a 36, 29-38 le femmine, 4-8 kg, pelo fine e non più lungo di due centimetri, pelle sottilissima, orecchie erette e triangolari, piedi di lepre e posteriori costruiti per una grande capacità di salto.
Il capitolo colori è ricco: i mantelli macchiati dominano su quelli uniformi, e il più diffuso di tutti è il tricolore, seguito dal nero focato, dal nero e bianco, dal cannella e bianco e dalle due varianti cioccolato. Poi c’è la faccenda della coda: lo standard dice che esistono cani senza coda, e non è un caso ma genetica.
Nella pagina dedicata si spiega per bene la brachiuria, perché la Real Sociedad Canina de España chiede il test insieme a quello della rotula, quanto abbaia questa razza (molto, ed è nel suo mestiere), come sta con bambini e altri animali, quanto vive e in cosa si distingue dal Jack Russell e dal Fox Terrier.
Addestramento ed educazione del Gos Rater Valencià

Con il Gos Rater Valencià si parte da un vantaggio: lo standard dice che impara in fretta, e chi lo ha in casa lo conferma. Il lavoro non è convincerlo a collaborare, è dargli qualcosa da fare: un cane così sveglio, se lo lasci senza compiti, se li trova da solo e raramente ti piacciono.
Il movimento serio è un’ora e mezza al giorno, e conta più il tipo che la quantità: naso a terra, cambi di direzione, ricerca. Una passeggiata al piede intorno al palazzo, per un cane nato per stanare ratti nei canneti, è riposo.
L’istinto predatorio non si spegne: si gestisce con un richiamo solido, con una longhina al posto della libertà totale, con un giardino recintato bene (scava e salta) e dandogli uno sfogo legale, cioè giochi di caccia finta ogni giorno.
E poi c’è l’abbaio, che nel suo caso è un mestiere scritto nello standard: non si cancella, si mette un limite. Nella pagina dedicata trovi il metodo in tre passaggi, cosa non fare (urlare e i collari antiabbaio), come si allena la solitudine in un cane così attaccato alle persone e i sei errori che si vedono più spesso, a partire dal trattarlo come un cane da borsetta.
Allevamento del Gos Rater Valencià

In Italia il Gos Rater Valencià non c’è: sul codice di razza 370 le API dell’ENCI registrano zero nascite e zero affissi. È la conseguenza normale di una razza accettata dalla FCI solo nel 2022 e ancora a titolo provvisorio.
Chi lo vuole va in Spagna, e più precisamente nella Comunità Valenciana: Valencia, Castellón, Alicante. Un cucciolo con pedigree LOE da un allevatore iscritto alla RSCE costa indicativamente fra i 400 e i 900 euro; gli annunci privati chiedono meno, spesso senza pedigree, e sono un altro prodotto.
I due controlli da chiedere ai genitori li indica la stessa RSCE nel suo regolamento: lussazione della rotula e test di brachiuria. Il secondo è quello della coda corta congenita, e serve a non accoppiare fra loro due cani nati senza coda.
Nella pagina dedicata trovi la tabella completa dei costi (viaggio compreso), le domande da fare all’allevatore, cosa guardare in una cucciolata – orecchie, chiusura, colore, comportamento – e perché in una razza con poche migliaia di soggetti la conoscenza delle linee di sangue conta più di qualsiasi titolo di bellezza.


