Carattere e descrizione del Foxhound Inglese
Aspetto, colori del manto e temperamento: il ritratto completo della razza
Il Foxhound Inglese è il segugio più antico e più organizzato del mondo, e anche il meno domestico di tutti. Lo standard FCI lo dice già nella prima riga: la sua utilizzazione è cane da muta per caccia a cavallo. Non cane da compagnia, non cane da guardia: cane da muta.
In questa pagina: quanto è grande, com’è fatto un cane costruito per galoppare mezza giornata, i colori (tutti), il carattere in due parole dello standard e perché questa razza, come cane di casa, è una scelta per pochissimi.
Sommario
Il Foxhound Inglese in breve
Il Foxhound Inglese è il cane da muta britannico per la caccia alla volpe a cavallo, allevato da oltre duecento anni dai Masters of Foxhounds: alto 58-64 centimetri circa, per 30-35 chili. Pelo corto, denso e resistente alle intemperie, in tutti i colori ammessi per gli hounds. Carattere, parole dello standard: resistenza e tenacia, amichevole e non aggressivo. Vive 10-13 anni. In Italia è quasi assente: 19 cuccioli in dieci anni.
Quanto è grande un Foxhound Inglese

Lo standard indica 58-64 centimetri circa al garrese, e lo fa in modo insolito: senza distinguere fra maschi e femmine. In una muta serve omogeneità, non due misure diverse. Il peso non è indicato affatto: in pratica un adulto sta fra i 30 e i 35 chili.
L’aspetto generale è riassunto in cinque parole: ben equilibrato, potente e dai profili netti. È un cane più massiccio del cugino americano, e non per caso: lo standard americano, quando descrive il torace, dice espressamente che deve essere più stretto in proporzione che nel Foxhound Inglese.
La linea dorsale è ampia e orizzontale, con un leggero rialzo sopra il rene; il torace è profondo con le costole ben arcuate; il collo è lungo e leggermente arcuato, perché un cane che segue una traccia col naso a terra ha bisogno di leva.
Il dettaglio che tradisce il mestiere sono i garretti, che lo standard vuole vicino a terra: è la costruzione dei cani da fondo, quelli che devono ripetere lo stesso movimento per ore senza sfasciarsi.
Il movimento, infatti, è descritto con precisione: libero, senza sforzo e con la capacità al galoppo. Buona spinta del posteriore senza la minima tendenza al rollio. Un foxhound che ondeggia mentre corre sta sprecando energia, e in una giornata di caccia l’energia sprecata si paga.
La testa e le orecchie del Foxhound Inglese

La testa è semplicemente ben proporzionata: cranio piatto di media grandezza, stop leggero, muso lungo e squadrato con labbra moderatamente sviluppate. Niente di esagerato, niente di decorativo.
Il particolare che conta è il tartufo, di cui lo standard segnala una cosa sola: narici grandi. In un cane che lavora di naso per ore, la superficie utile per respirare e odorare è una caratteristica funzionale, non estetica.
Gli occhi sono di media grandezza, nocciola o bruni, con espressione sveglia. Le orecchie sono pendenti, portate aderenti alla testa e inserite alte: qui c’è una differenza vera con il Foxhound Americano, il cui standard le vuole invece inserite leggermente basse.
Sono anche la parte che va controllata più spesso: un orecchio pendente e aderente ventila poco, e in un cane che passa la giornata nell’erba bagnata l’otite è dietro l’angolo.
Il pelo del Foxhound Inglese

Quattro parole e un aggettivo che spiega tutto: pelo corto e denso, resistente alle intemperie. Non c’è altro, perché non serve altro: quel mantello è l’unica protezione di un cane che lavora sotto la pioggia inglese da novembre a marzo.
La manutenzione è la più semplice che esista: una spazzolata a settimana con un guanto di gomma, e basta. Nessuna toelettatura, nessuna tosatura, nessun nodo. Perde pelo tutto l’anno, ma sono peli corti e poco invadenti.
Una cosa che si nota nella foto qui accanto e che riguarda il pelo solo di riflesso: questi cani dormono ammucchiati. Nelle mute vivono in gruppo, si scaldano a vicenda e si cercano fisicamente. È un dettaglio di comportamento che dice molto su cosa succede quando uno di loro viene messo a vivere da solo in una casa.
I colori del Foxhound Inglese

Sul colore lo standard si sbriga in una riga: tutti i colori e le pezzature riconosciuti per gli hounds. Nessun colore vale più di un altro, e in una muta se ne vedono di tutti i tipi nella stessa cucciolata.
Il più diffuso è il tricolore bianco, nero e focato, con la gualdrappa scura sul dorso: è il vestito che tutti associano ai segugi da caccia inglesi. Poi ci sono il bianco e limone, il bianco e arancio, i mantelli badger pied e i pezzati di ogni tipo, fino ai grigi picchiettati.
Il motivo di tanta libertà è lo stesso di sempre: in una muta si guardano naso, voce, resistenza e capacità di lavorare in gruppo. Il colore non ha mai fatto prendere una volpe.
Il carattere del Foxhound Inglese

Lo standard usa sette parole: resistenza e tenacia, abilità naturale per la caccia. Amichevole e non aggressivo. È la descrizione di un cane costruito per lavorare in gruppo con altri quaranta cani, dei cavalli e degli uomini a cavallo, senza mai creare problemi.
Amichevole e non aggressivo non è un modo di dire: in una muta un cane litigioso non è tollerato, e duecento anni di selezione hanno prodotto uno dei cani meno conflittuali che esistano. Con gli altri cani va d’accordo per default, con le persone è socievole e con i cavalli è cresciuto.
Resistenza e tenacia è la parte impegnativa. Questo è un atleta da fondo che, in una giornata di caccia, copre distanze che nessun cane da compagnia vedrà mai. L’energia non è esuberanza da cucciolo: è la capacità di lavorare per ore, e va scaricata tutti i giorni.
Poi c’è il naso, che in questa razza è il centro di tutto. Su una traccia il cane entra in una bolla in cui il richiamo non arriva. Non è disobbedienza, è concentrazione: e per questo, fuori dai recinti, un foxhound sta al guinzaglio.
E c’è la voce: profonda, potente, fatta per essere sentita da un cavaliere a un chilometro di distanza. In campagna è uno dei suoni più belli della cinofilia. In un quartiere residenziale è un problema che non si risolve.
Come cane da guardia vale zero, e va detto con chiarezza: è amichevole con chiunque, ladri compresi.
Foxhound Inglese, Foxhound Americano e Beagle: le differenze

Il Foxhound Americano discende direttamente da questo cane: sono i foxhound inglesi portati nelle colonie a fare da base, poi incrociati con segugi francesi. La differenza la scrive lo standard americano stesso, che chiede un torace più stretto in proporzione alla profondità che nel Foxhound Inglese: l’americano è più leggero e più alto sulle gambe, l’inglese più potente e compatto.
C’è anche una differenza di orecchie che aiuta a distinguerli sulla carta: inserisci alte nell’inglese, leggermente basse nell’americano.
Il Beagle è lo stesso mondo in scala ridotta: caccia alla lepre invece che alla volpe, seguito a piedi invece che a cavallo, e un cane da tredici chili invece che da trenta. Per il novantanove per cento delle famiglie che si innamorano di un foxhound, la risposta giusta è un beagle.
Il Beagle-Harrier e gli altri segugi da muta continentali completano il quadro: stessa filosofia, taglie e tipi diversi a seconda della preda e del terreno. E alle spalle di tutti c’è il Cane di Sant’Uberto, il capostipite da cui mezza famiglia dei segugi europei discende.
Quanto vive un Foxhound Inglese e di cosa si ammala
Vive 10-13 anni ed è uno dei cani più sani che esistano, per una ragione semplice: duecento anni di selezione fatta esclusivamente sul lavoro. Un cane che non regge la giornata non si riproduce, e questo criterio, applicato per generazioni, ha tenuto fuori quasi tutti i problemi ereditari.
Quello che si vede, e non spesso, è l’elenco dei cani grandi: displasia dell’anca, qualche caso di epilessia e, in certe linee, la malattia renale. Nessuno di questi problemi è comune nella razza.
Due rischi pratici sono invece concreti. Il primo sono le otiti: orecchie pendenti, aderenti alla testa e giornate passate nell’erba bagnata sono la combinazione perfetta, e il controllo va fatto dopo ogni uscita. Il secondo è la torsione dello stomaco, il rischio di tutti i cani grandi e profondi di torace: pasti divisi e nessuno sforzo subito dopo mangiato.
C’è poi il problema che manda dal veterinario più foxhound di tutti, e non è una malattia: l’obesità. Un cane costruito per bruciare energia tutto il giorno, messo in un giardino con la stessa ciotola di prima, ingrassa in poche settimane.
Un’ultima nota che riguarda il sistema, non il cane: questa razza non ha programmi sanitari organizzati come le razze da esposizione, perché la selezione non passa dal Kennel Club ma dai Masters. È un bene per la sanità generale, ma significa che chi cerca certificati ufficiali sui riproduttori spesso non li trova.
A chi è adatto il Foxhound Inglese

La risposta onesta è: a una muta. Questa non è una razza pensata per vivere in casa, non lo è mai stata, e chi la sceglie come cane di famiglia deve sapere che sta facendo una cosa contro corrente, non impossibile ma difficile.
Le condizioni minime perché funzioni sono tre, e sono tutte severe. La prima è lo spazio: campagna, terreno recintato sul serio e almeno due ore al giorno di movimento vero. La seconda è la compagnia: cresciuto in gruppo, questo cane la solitudine la sopporta male, e un secondo cane in casa non è un lusso ma quasi un requisito.
La terza è l’accettazione della voce. Un foxhound che ulula non è un cane guasto: è un cane che fa quello per cui è stato costruito. In un contesto abitativo normale, questo solitamente basta a chiudere il discorso.
In cambio, chi ha le condizioni giuste si porta a casa un cane semplice: sano, gentile, senza aggressività, senza nevrosi, che non chiede addestramenti complicati e va d’accordo con tutti. È un cane facile da vivere e difficile da collocare, e la differenza fra le due cose sta tutta nel posto in cui vive.
In Italia la questione è per lo più teorica: fra il 2015 e il 2024 l’ENCI ha registrato in tutto 19 cuccioli e non esiste un solo affisso.




