Epagneul de Pont-Audemer
Uno sguardo sulla razza e tutte le caratteristiche
L’Epagneul de Pont-Audemer in breve
L’Epagneul de Pont-Audemer è un cane da ferma francese nato in Normandia per la palude, e una delle razze più rare del mondo: circa trecento soggetti in tutta la Francia. È alto 52-58 centimetri per 18-24 chili, tarchiato e vigoroso, con il pelo riccio e una parrucca ricciuta in testa formata dal ciuffo e dalle orecchie. Colore marrone e grigio screziato con riflessi foglia morta. Vive 12-14 anni.
Che cane è l’Epagneul de Pont-Audemer

È un cane da palude normanno, e si vede da tutto: il pelo riccio che non si impregna, i peli lunghi fra le dita, il torace profondo, gli arti corti e potenti e un colore che fra le canne lo rende quasi invisibile.
La cosa che nessuno dimentica è la testa: il ciuffo arricciato sulla sommità del cranio e le orecchie coperte di lungo pelo riccio formano, parole dello standard, una bella parrucca ricciuta che incornicia bene la testa. Non esiste un altro cane da caccia così.
Il carattere è quello degli epagneul francesi: affettuoso, allegro, socievole, paziente con i bambini. Con una nota in più di vivacità e una passione per l’acqua che non ha bisogno di essere insegnata.
Cosa chiede: due ore al giorno fra movimento e naso, acqua quando si può, e una spazzolata seria a settimana, perché il pelo riccio è la voce impegnativa di questa razza. Cosa non tollera: la mano pesante.
Cosa devi sapere prima di innamorartene: in Italia non esiste. Nessuna iscrizione ENCI in dieci anni, nessun affisso, e in Francia nascono pochissime cucciolate: chi ne vuole uno si mette in lista d’attesa e aspetta.
Storia ed origine dell’Epagneul de Pont-Audemer

L’Epagneul de Pont-Audemer prende il nome da una città della Normandia, nell’Eure, in una zona di fiumi e prati allagabili. Dal XIX secolo la Société Canine du Havre ne selezionò le qualità di cane da ferma in ambiente paludoso, e da quel lavoro vengono il pelo riccio, i peli fra le dita e il colore foglia morta che lo nasconde fra le canne.
Nel 1907 era una delle quattro razze del club francese dell’epagneul, con Français, Picard e Breton. Poi sono arrivate le due guerre mondiali: i numeri sono crollati e, dopo la Seconda, di questo piccolo epagneul color castagna restavano pochissimi soggetti.
Il salvataggio è arrivato con una decisione coraggiosa: incrociarlo con l’Irish Water Spaniel, l’epagneul d’acqua irlandese, che condivideva il pelo riccio e la passione per l’acqua. Ha funzionato, e lo standard del 1964 ancora in vigore è la fotografia del cane ricostruito allora. Oggi in Francia si contano circa trecento soggetti, e il club è unito a quello del Picard.
Carattere e descrizione dell’Epagneul de Pont-Audemer

Lo standard del 1964 non ha un capitolo sul carattere: l’unico riferimento è lo sguardo franco e buono richiesto agli occhi. Quello che raccontano il club francese e i pochi proprietari è coerente con la famiglia degli epagneul: cane affettuoso, allegro, socievole con gli altri cani e paziente con i bambini, ma più vivace dei cugini e con una passione per l’acqua quasi ossessiva.
È un cane tarchiato e vigoroso di 52-58 centimetri per 18-24 chili, basso sugli arti ma, dice lo standard, senza assomigliare a un cocker. Il tratto che lo rende unico sta in testa: il ciuffo ben arricciato e le orecchie coperte di lungo pelo riccio formano una bella parrucca ricciuta che incornicia bene la testa.
Il colore è marrone, meglio marrone e grigio screziato con riflessi foglia morta, e il pelo è riccio e leggermente arruffato: né piatto né troppo arricciato, che sono entrambi difetti. Nella pagina trovi il capitolo sulla parrucca, quello sulla cura del pelo riccio (la voce più impegnativa della razza), il confronto con Picard e Français e la parte sulla salute, dove il tema numero uno è la base genetica: trecento cani in tutto.
Addestramento ed educazione dell’Epagneul de Pont-Audemer

Vale la regola di tutti gli epagneul francesi, mano leggera e coerenza, con una differenza: il Pont-Audemer è più vivace e più testardo sul lavoro. Nei primi mesi contano la socializzazione e l’abitudine graduale ai rumori forti, e c’è un lavoro in più che nessuno ricorda mai: abituare il cucciolo alla spazzola e all’asciugatura delle orecchie.
La ferma è istinto e va solo incanalata; il riporto si costruisce dal salotto al dummy fino all’acqua, puntando alla consegna in mano. L’acqua, in questa razza, non va convinta: un cucciolo ci entra da solo, e il compito è solo evitare la prima esperienza brutta.
Se non vai a caccia funzionano nuoto, lavoro coi dummy, nose work, mantrailing e dog trekking, più attivazione mentale nelle giornate ferme. Il conto minimo è due ore al giorno di attività e almeno una nuotata a settimana quando si può.
Allevamento dell’Epagneul de Pont-Audemer

Qui la premessa è drastica: l’Epagneul de Pont-Audemer è una delle razze più rare del mondo, con circa trecento soggetti in tutta la Francia. In Italia l’ENCI non registra nessuna iscrizione negli ultimi dieci anni e non esiste nessun affisso.
Per un cucciolo con i documenti in regola si parla di 1.000-1.500 euro in Francia, più il viaggio, e la variabile vera non è il prezzo: è il tempo. Nascono pochissime cucciolate all’anno, quindi bisogna mettersi in lista d’attesa tramite il club di razza e aspettare, a volte anni.
Non ci sono test genetici di razza da pretendere, ma c’è una domanda che qui pesa più che altrove: il coefficiente di consanguineità della cucciolata e il pedigree su quattro generazioni. Poi le lastre di anche e gomiti, la gestione delle orecchie e il carattere dei genitori. In una razza da trecento cani, l’allevatore serio è un custode: trattalo come tale.


