Storia ed origine dell’Epagneul de Pont-Audemer

Una razza normanna salvata dopo la guerra grazie a un cane irlandese

L’Epagneul de Pont-Audemer prende il nome da una città della Normandia, e la sua storia è quella di una razza che ha rischiato due volte di sparire: dopo la Prima e dopo la Seconda guerra mondiale.

In questa pagina: come è nato nelle paludi normanne, il ruolo della Société Canine du Havre, il salvataggio degli anni Cinquanta con gli incroci con l’Irish Water Spaniel e i numeri di oggi, che sono quelli di una razza in bilico: circa 300 soggetti.

Sommario

Le origini: le paludi della Normandia

Tavola illustrata d epoca con alcune razze di epagneul, fra cui il Pont-Audemer

Il nome viene dalla città di Pont-Audemer, nell’Eure, in Normandia: una zona di fiumi, prati allagabili e paludi lungo la Risle, dove la caccia si faceva nell’acqua e nel canneto.

Come tutti gli epagneul francesi, discende dal ceppo antico dei cani d’oysel, ma la sua forma attuale è ottocentesca. Dal XIX secolo la Société Canine du Havre lavorò alla selezione della razza puntando su un obiettivo preciso: un cane da ferma efficiente in ambiente paludoso.

Da lì vengono tutte le sue caratteristiche: il pelo riccio che non si impregna, i peli fra le dita, il torace profondo, gli arti corti e potenti, il colore foglia morta che si confonde con le canne.

Nel 1907, quando nasce il club francese dell’epagneul, il Pont-Audemer è una delle quattro razze riconosciute al suo interno, insieme al Français, al Picard e al Breton. In quel momento era una razza normale, con i suoi allevatori e i suoi cacciatori.

Il salvataggio con l’Irish Water Spaniel

Fotografia d epoca del 1915 con un Irish Water Spaniel

Le due guerre mondiali hanno quasi cancellato questa razza. Il numero di soggetti crollò dopo la prima e, dopo la Seconda guerra mondiale, di questo piccolo epagneul color castagna restavano pochissimi esemplari.

La decisione che ha salvato la razza è stata coraggiosa e, per la cinofilia dell’epoca, quasi eretica: incrociare i sopravvissuti con un’altra razza. La scelta cadde sull’Irish Water Spaniel, l’epagneul d’acqua irlandese, che condivideva con il Pont-Audemer due cose fondamentali: il pelo riccio e la passione per l’acqua.

È lo stesso tipo di scelta che i norvegesi hanno dovuto fare per il Dunker negli anni Ottanta: quando la base genetica è troppo piccola, l’alternativa all’incrocio è l’estinzione. Nel caso del Pont-Audemer ha funzionato, e il tipo si è conservato.

Il segno di quegli incroci è probabilmente nel riccio, che nell’Irish Water Spaniel è ancora più marcato, e nella nota dello standard che considera difetto il pelo troppo arricciato: un modo di dire agli allevatori che l’apporto irlandese non deve prendere il sopravvento.

Lo standard attualmente in vigore è stato pubblicato nel 1964, cioè subito dopo quella fase di ricostruzione, e non è più stato riscritto in profondità: è la fotografia del cane che i francesi hanno rimesso in piedi.

QuandoCosa succede
OttocentoA Pont-Audemer, in Normandia, si selezionano epagneul da palude: ci lavora la Societe Canine du Havre
1907Il Pont-Audemer e una delle quattro razze del club francese dell’epagneul
Dopo la Prima GuerraI numeri crollano
Dopo la Seconda GuerraRestano pochissimi soggetti: per salvare la razza si incrocia con l’Irish Water Spaniel
1964Viene pubblicato lo standard originale ancora in vigore
OggiCirca 300 soggetti in Francia e un club unito a quello del Picard

Trecento cani in tutta la Francia

Epagneul de Pont-Audemer con il mantello riccio, in esposizione

Oggi si stimano circa trecento Epagneul de Pont-Audemer in tutta la Francia: è una delle razze canine più rare del mondo, e il suo club è stato unito a quello dell’Epagneul Picard per mettere insieme le forze.

Con numeri così, ogni cucciolata conta. Gli allevatori lavorano sui pedigree per limitare la consanguineità, i cuccioli si prenotano con mesi o anni di anticipo e la razza vive grazie a poche decine di persone.

In Italia non c’è mai arrivata: l’ENCI non registra nessuna iscrizione fra il 2015 e il 2024 e non esiste nessun affisso. Non è una sorpresa, visto che nel suo paese d’origine è già una rarità.

Ha senso chiudere con una considerazione che riguarda tutte le razze come questa: la loro sopravvivenza non dipende dalla moda, ma dal fatto che qualcuno continui a usarle per il lavoro per cui sono nate. Il Pont-Audemer esiste ancora perché in Normandia c’è chi lo porta in palude.

DatoSituazione
Iscrizioni ENCI 2015-2024Nessuna
Affissi italianiNessuno
In FranciaCirca 300 soggetti in tutto il paese
Il clubUnito a quello del Picard: Club des epagneuls de Picardie et Pont-Audemer
Standard originale1964: uno dei testi FCI più vecchi ancora in uso
Standard FCI in vigore114, aggiornato nel 1998